1 Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla Ufficio catechistico Diocesano CREDERE IN GESU' CRISTO NOSTRA SALVEZZA OGGI Schede catechistiche per la Catechesi degli Adulti Commissione Diocesana Catechesi Adulti e Catecumenato PREFAZIONE Dal Signore la Chiesa ha ricevuto l'incarico di andare e ammaestrare tutte le genti (cfr Mt 18, 19ss). Questa missione, affidata da Ges, costituisce l'attenzione pi viva della Chiesa per un incontro e dialogo con gli uomini e la storia. In obbedienza a questa missione, la Chiesa affida alla catechesi il compito di portare concretamente agli uomini, l'annuncio della Parola di Dio che salva. Fin dall'inizio del cristianesimo, la catechesi stata uno strumento essenziale e importante. Le prime comunit cristiane fissarono nella catechesi la loro coscienza di fede sul mistero di Cristo e, sempre attraverso la catechesi, seppero annunziare il Vangelo in diverse culture e situazioni storiche. La Chiesa oggi, a partire dal Concilio Vaticano II, d un rilievo specialissimo alla pastorale catechistica. Il Sinodo dei Vescovi del 1974, la lettera apostolica Evangelii nuntiandi (1975) di Paolo VI, il Sinodo dei Vescovi del 1977 e la lettera apostolica Catechesi tradendae (1979) di Giovanni Paolo II costituiscono la Magna Charta del rinnovamento catechistico in atto, oggi, nella Chiesa. Particolarmente importante, nel nostro contesto culturale e secolarizzato, il compito che la Chiesa riconosce alla catechesi degli adulti. Negli ultimi decenni , infatti, nel mondo e nella Chiesa sono apparse nuove e difficili problematiche, sulle quali gli adulti cristiani, per essere tali, sono obbligati a maturare un discernimento nella fede e giudizi affidabili. I nostri giorni, caratterizzati prevalentemente da visioni scientifiche e tecniche, domandano al cristiano adulto di essere in grado di fornire argomentazioni e testimonianze sulla validit e bont delle sue scelte di fede. Oggi pi che mai bisogna rendere conto a tutti gli uomini della nostra speranza (1Pt 3, 15). Le schede che l'Ufficio Catechistico Diocesano, sul tema "Credere in Ges Cristo, nostra salvezza, oggi" vogliono essere uno strumento di lavoro per incentivare nelle parrocchie esperienze significative di catechesi al mondo degli adulti. Ringrazio la Commissione che ha lavorato e continuiamo nell'impegno di una nuova evangelizzazione attenta sempre pi all'uomo di oggi, con quella carit che Ges ci ha insegnato. + Paolo Gibertini Vescovo Reggio Emilia, 2O febbraio 1995 PRESENTAZIONE Da tempo anche nella nostra diocesi, la catechesi degli adulti costituisce un serio problema per la pastorale. La pastorale catechistica degli adulti deve riguadagnare un posto centrale e privilegiato nell'insieme di tutta la catechesi parrocchiale. Per questo scopo, l'Ufficio Catechistico Diocesano offre alle parrocchie una serie di schede catechistiche, come strumento di lavoro per la catechesi degli adulti. E' sembrato indispensabile partire da un annuncio catechistico che evidenziasse il centro di tuta la professione della fede cristiana, presentando tre grandi schede sul tema: Credere in Ges Cristo, nostra salvezza, oggi. Le schede catechistiche hanno queste precise finalit: - rifondare la coscienza e la gioia di una prima evangelizzazione negli adulti (scheda a dimensione esperienziale); - cogliere la centralit del mistero di Cristo nella storia della salvezza, presentata dalla Sacra Scrittura (scheda a dimensione biblica) - indicare un progetto di formazione ecclesiale - liturgico per la celebrazione della fede (scheda a dimensione ecclesiale - liturgica) Le schede possono servire per una catechesi parrocchiale in un gruppo di adulti, per una catechesi zonale in occasione di stazioni e celebrazioni quaresimali, per una catechesi specifica nei corsi per i fidanzati, per le giovani coppie, per la preparazione nella fede di battezzandi e cresimandi adulti. Evidentemente le schede catechistiche in questione risultano soltanto indicative e non pretendono di esaurire le tematiche appropriate ai singoli casi. PRIMA SCHEDA Una fede adulta a confronto con mentalit e situazioni nuove (dimensione esperienziale) CREDERE IN GESU' CRISTO, NOSTRA SALVEZZA, OGGI 1. Il significato della fede in una societ complessa. Noi viviamo, a differenza di tanti Paesi al mondo, in una situazione di diffuso benessere, in un mondo dove la logica di mercato predomina, dove sembra che non ci sia pi spazio n tempo per cogliere i problemi veri dell'uomo, per rientrare in noi stessi e domandarci: Chi sono? Dove vado? Che senso ha la mia vita, ci che faccio? Sembra che le cose e la fretta ci dominino. Anche a Dio riserviamo poco tempo: il tempo della Messa domenicale, della partecipazione a qualche incontro parrocchiale o altro, ma forse non ci fermiamo a domandarci: Chi Dio per me? Chi Ges Cristo per me, oggi? Che cosa significa che il Salvatore del mondo? Di questo mondo? Forse c' in noi un'immagine di Ges come crocifisso che ci capisce perch ha sofferto nella sua vita e che come Dio deve preservarci dalla malattia e dalle disgrazie, dalla disoccupazione e dalla povert; ma solo questo il Ges che poi ci salva? Che cammina con noi in ogni situazione? I giovani, e non solo loro, rifiutano l'immagine di un Dio "tappabuchi" che sembra limitare la responsabilit, la libert umana; forse hanno sepolto la domanda sul senso della vita sotto l'uso della ricchezza, del divertimento, della droga, eppure, anche senza saperlo, hanno sete di Ges. C' un'inquietudine, un'angoscia esistenziale presente in molti, che ci fa sentire fragili, poveri anche se ricchi, soli sebbene circondati da folle, per cui si ricorre sempre pi spesso agli psicologi, agli psicofarmaci, agli oroscopi o ai maghi, quando non alle sette, per trovare rimedi e salvezza. Tale inquietudine, invece, pu essere letta come un richiamo del Signore: "Il mio cuore inquieto finch non riposa in Te" scrisse s. Agostino, che fece l'esperienza della conversione. (Cfr CCC: Il desiderio diDio , n 27, 28, 29, 30). 2. Basta conoscere? Oggi molte persone conoscono vari aspetti della vita di Ges; sono conoscenze che derivano dalla storia, da letture specializzate, da incontri e conversazioni con persone competenti. Chi conosce, anche in parte, Ges Cristo ha per lui quasi una simpatia istintiva e condivide i grandi ideali di amore e di giustizia del suo vangelo. Ogni conoscenza su Ges arricchisce e illumina la vita. Ma non basta una conoscenza umana su Ges; non basta un accostamento di curiosit o di studio sulla sua persona e il suo vangelo, per quanto arricchiti da un fascino immediato. Per delineare il vero volto di Ges di Nazareth, bisogna proporsi una ricerca pi approfondita, superando il rischio di costruire un'immagine di Ges, a propria misura, secondo i propri desideri e ideali. (Cfr CCC: Annunziare le imperscrutabili ricchezze di Cristo , n 425) 3. Conoscere per entrare in comunione. Su Ges si pu avere una conoscenza pi vera e profonda: la conoscenza che deriva dalla fede in Lui, Figlio di Dio, Salvatore dell'uomo. Per un adulto, il primo cammino di scoperta di fede su Ges quello che percorre i testi dei vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. Si tratta di misurarsi personalmente con le parole di salvezza, i gesti di amore e di piotenza, le scelte provocanti compiute da Ges e documentate nei testi evangelici, per rivivere, ancora oggi, lo stupore e gli interrogativi dei tanti personaggi che, duemila anni fa, lo incontrarono e fecero esperienza di una novit profonda e sconvolgente, entrando in dialogo con Lui. Di conseguenza credere in Ges con il dono della fede molto di pi che conoscere. Credere ben pi che sapere, perch la fede ci mette a contatto con tutta la ricchezza della vita e dell'azione di Ges per gli uomini. Credere non soltanto sapere di essere capiti e stimati da Dio, ma sentirci associati a tutta la forza della vita-morte-risurrezione di Ges. Qui Dio manifesta e opera la salvezza definitiva per gli uomini. Credere significa vivere in comunione con Ges, capire con gioia che egli ci appartiene e noi siamo suoi. Il fatto stesso di riconoscerci e dirci cristiani sottolinea la novit di un'appartenenza reciproca: noi siamo di Cristo e Cristo il nostro Dio Salvatore. Come soltanto chi in piena comunione di amore e di amicizia conosce veramente una persona, cos la fede in Ges fonda un nuovo modo di conoscere e di vivere . La fede rivela che quello che Ges , Figlio di Dio fatto uomo, in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato, fino alla prova della tentazione, dell'agonia e della morte, lo per noi. Potremmo fissare, in sintesi, le tappe del nostro cammino di fede per incontrare Ges, oggi, secondo lo schema seguente: - conoscere Ges e il suo vangelo per arrivare a credere; - credere in Ges e nel suo vangelo per vivere in comunione con Lui. (Cfr CCC: Al centro della catechesi: Cristo n 426. Tutta lavita di Cristo mistero n 514 - 515 La nostra comunione ai misteri di Cristo n 519 - 520 - 521) 4. La forza della conversione alla fede. E' facile credere in Ges per un adulto, oggi? Forse a qualcuno la fede pu apparire come una strana scommessa, campata in aria, che sottrae l'uomo dalla concretezza dei problemi e dalla realt della vita. Non bastano le certezze e sicurezze quotidiane, condivise dalla maggioranza delle persone? Non forse vero che nella vita, con un po' di buon senso, ci si arrangia sempre? E allora, perch credere? Cosa aggiunge la fede in Ges Cristo alla nostra vita? Non facile rispondere in modo completo a queste domande. C' subito da superare una paura: la fede in Ges Cristo non toglie forse l'esercizio libero e responsabile delle proprie decisioni? Questo Dio di Ges non si presenta, forse, troppo invadente e, di conseguenza, non lascia spazio alla nostra spontaneit e creativit umana? Questi interrogativi rispecchiano una paura diffusa nell'uomo moderno; per questo una cultura di fondo e un certo stile di vita, oggi imperante, non danno grande importanza alla fede in Dio. Al massimo, si pu ricorrere a Lui nelle emergenze difficili del dolore e della morte, alla ricerca di una tranquillit psicologica; si pu senz'altro permettere che bambini, ragazzi e altre persone "deboli" siano interessati ai messaggi cristiani, perch ricchi di poesia e rispondenti a un mondo di sogni. Ma un adulto come pu superare facilmente l'idea che la fede nel Dio di Ges e l'adesione al vangelo costituiscano un ostacolo a vivere con libert e responsabilit? (Cfr CCC La Provvidenza e le cause seconde n 306 - 307 - 308 ) 5. Credere al vangelo del Regno. Mettersi in ricerca e in atteggiamento di fede per conoscere Ges e vivere in comunione con Lui domanda anzitutto molto lavoro critico su se stessi, per riconoscere anzitutto, al di l delle apparenze e delle autogiustificazioni personali, la propria debolezza, la provvisoriet e l'incostanza, da cui si circondati. E' questo il lungo cammino della conversione alla fede. La conversione personale al vangelo di Ges ci assicura l'amore di Dio, che presente, risana e salva; ma, contemporaneamente, ci fa capire che Dio non si sostituisce a noi, rendendoci facile la vita e operando miracoli disimpegnativi. La conversione, prima e costante tappa della fede, ha come caratteristica qualificante quella di renderci forti. La fede non toglie all'uomo l'esercizio sofferto delle proprie responsabilit, la fatica di scegliere, il dramma del dubbio; lafede non ci immunizza neanche dall'errore e dal peccato. La fortezza e la novit della fede si esprime, invece, nella consapevolezza luminosa che, nonostante tutto, Dio con noi, nostro alleato, capace sempre di risanarci e salvarci dal male, presente con la sua grazia a tutte le nostre vicende, compagno di viaggio, ogni giorno sulle strade, sempre nuove e problematiche, della nostra esistenza. La fede convince il cuore dell'uomo non attraverso teoremi astratti, ma a partire dalla presenza di Dio, Creatore e Padre, nelle piccole e grandi vicissitudini della storia. Dio con noi, ci capisce e ci stima; si fa prossimo di ogni uomo nel dono del suo Figlio Ges, il Salvatore. Accostando Ges, misurandoci con l'originalit della sua persona e il fascino del suo vangelo, ci si accosta, anzitutto, a Dio, che nel suo Figlio incarnato si fatto prossimo all'uomo. In Ges presente una parola certa di speranza e di salvezza per la storia degli uomini, spesso gravata dal dolore, dal male e dalla morte. (Cfr CCC L'annunzio del regno di Dio n 543, 544, 545, 546. Dio ha detto tutto nel suo Verbo n 65) 6. Dio con noi, oggi. Dio si fa prossimo all'uomo, lo ama e lo salva in Cristo. E' nella esperienza di Chiesa, vissuta nella famiglia cristiana, nella parrocchia e, a contatto diretto, con la storia del mondo che Dio manifesta e rende presente la sua efficace presenza di salvezza, per mezzo di Cristo. Nella fede in Cristo nasce e si costruisce l'esperienza autentica di comunione fra gli uomini, nella Chiesa. Nella fede in Cristo nasce e si costruisce l'amore fedele e indissolubile dell'uomo e della donna, nella famiglia cristiana. Nella fede in Cristo nasce e si costruisce l'attenzione e la simpatia dei cristiani per ogni situazione di emarginazione e povert, nel mondo. Nella fede in Cristo si capaci di sperare la vita eterna, nella piena rivelazione dei figli di Dio, oltre il dolore, la malattia e la morte. (Cfr CCC Perch il Verbo si fatto carne n 457 - 458 - 459) 7. La fede alla prova della storia. Quali sono le motivazioni che sorreggono il nostro cammino di fede? Ci si pu fidare del Dio di Ges? Possiamo confrontarci e ricorrere a chi ha gi esperimentato nella propria vita l'adesione a Ges Cristo e ha trovato in lui una risposta piena e appagante. Milioni e milioni di uomini e di donne, ieri e oggi, nel succedersi di generazioni, culture, avvenimenti, hanno trovato in Ges la capacit di capire, capirsi e vivere in pienezza, dalla nascita alla morte. Anche oggi, possiamo rimanere colpiti dalla fede e dall'amore di comunit cristiane, o di singoli cristiani, capaci di tradurre la loro fede in Cristo in gesti straordinari di accoglienza e condivisione verso persone bisognose di tutto, dall'affetto al pane, dalle cure per la malattia e la miseria a sentimenti profondi di comunione e fraternit. Se non altro, davanti ai nostri occhi, sono impresse le testimonianze straodinarie dei santi, come modelli di un cammino nella vita, motivato e sorretto dalla fede. (Cfr CCC La Chiesa santa n 825 - 826 - 827) 8. Seguire Ges, Figlio di Dio , Salvatore. Nel frenetico ritmo della nostra vita riascoltiamo l'invito di Ges: "Venite con me e riposatevi un poco". E' l'invito a sostare con Lui e con noi stessi. Il silenzio ci necessario per lasciare che emergano le domande pi profonde del nostro cuore e per riascoltare e accogliere la risposta che ha un nome, che una persona: Ges di Nazareth, passato sulle strade della Palestina "facendo del bene", risanando i malati, ridando la gioia di vivere a chi l'aveva perduta. Ges di Nazaret non solo un uomo storico, ma il Vivente, oggi, che ci raggiunge nella nostra storia con i "sacramenti" della sua presenza, perch abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza. Con la sua Risurrezione, la nostra vita ricolma di speranza, perch non ha come orizzonte solo questa terra, questo breve tempo, ma il Regno, l'eternit. E l'eternit non riguarda solo la vita oltre la morte, ma d, gi da ora, una sapienza, una verit alla nostra esistenza terrena e la rende "buona, bella". Con la sua Risurrezione, Ges ci d la certezza nella vittoria finale del bene sul male, della pace sulla guerra, della giustizia sulla prepotenza. E nell'attesa gi si possono cogliere i "segni" del Regno l dove c' un impegno gratuito, la capacit di condividere i doni ricevuti, la gioia del perdono, la fedelt alla propria vocazione, lo stare insieme e il crescere come fratelli e sorelle la laboriosit come corresponsabilit per un mondo nuovo. (Cfr CCC n 313 - 314) 9. Sintesi finale Possiamo ora chiederci: che cos' la fede che vince tutte le paure e supera i nostri limiti? La risposta va cercata nel riconoscere che: - la fede un dono gratuito di Dio che ci raggiunge e salva. In Ges Dio che ci viene incontro per primo, apre il nostro cuore e infonde in noi la forza e la sapienza del suo Spirito. Dio diventa nostro alleato, il Dio con noi, sempre presente alla storia degli uomini per trasformarla in storia di salvezza; - la fede anche una ricerca continua , quasi una conquista, per capire e configurare la propria vita e tutta la storia alla luce del vangelo . Nella fede l'uomo sempre impegnato a capire e a capirsi. Nella fede in Ges a tutti offerta la pi alta parola di significato e di amore, per vivere. (Cfr CCC Dio viene incontro all'uomo n 50 La risposta dell'uomo a Dio n 158 Seconda scheda Una fede adulta nutrita dalla Parola di Dio (Dimensione biblica) PREMESSA Il testo pu essere utilizzato per una lettura continua e in questo modo offre una breve sintesi biblica nella prospettiva del progetto storico-salvifico di Dio. La suddivisione in brevi paragrafi consente di compiere il percorso in altrettante tappe di riflessione e di approfondimento, da arricchire con la lettura di passi paralleli della Scrittura o di riferimenti a testi catechistici, in modo particolare al Catechismo della Chiesa Cattolica. INTRODUZIONE La Bibbia pu essere letta come la grande narrazione del progetto di amore di Dio verso l'uomo e che trover compimento nel Figlio Unigenito del Padre. Questo progetto ha un proprio sviluppo storico lungo il quale si dispiega il rapporto di Dio con gli uomini. Un progetto che non cammina "sulle teste" delle persone, ma chiede loro una libera adesione fondata sull'amore. Quando la creatura umana, purtroppo fin dall'inizio, si allontana da Dio e dal suo amore, quel progetto risulta gravemente compromesso e solo l'Incarnazione e il sacrificio del Figlio di Dio, Ges Cristo, ne rende possibile una nuova e pi meravigliosa realizzazione. La salvezza quindi non pu essere il frutto dello sforzo della singola persona che tenta di camminare verso Dio, ma l'accoglienza, nella nostra vita, del Dio che in Ges Cristo ci viene incontro. Tale accoglienza si realizza in particolare quando rispondiamo alla chiamata di Dio a partecipare attivamente al Suo progetto; e lo facciamo mettendoci alla sequela di Ges come membri del nuovo popolo dei salvati. Questo popolo come in cammino verso il Regno eterno di Dio; una meta che solo il Signore pu donare, ma per la quale domanda la nostra libera collaborazione. ITINERARIO BIBLICO 1. Gli inizi del progetto Dio ha fatto dalla terra ( jadamah ) un essere vivente, infondendo in lui il suo alito di vita; lo ha posto in un giardino preparato per lui; lo ha arricchito della comunione con un essere vivente, che gli stia di fronte (Cfr Gn 2, 4b - 7. 18) Creato da Dio, l'uomo vive nella pienezza e nell'armonia della comunione: Dio cre l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo cre; maschio e femmina li cre. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate suipesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra. Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna (Gn 1, 27-28; 2, 25). 2. Un progetto non condiviso Nel cuore dell'uomo si inserisce il sospetto che la dipendenza da Dio sia lesiva della propria libert. L'uomo, alla ricerca di autonomia, allora come oggi, fa esperienza di morte; proprio lui, che era stato chiamato da Dio alla vita, rompe la comunione con Dio, con il creato, con se stesso Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangi, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangi. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiam l'uomo e gli disse: Dove sei?. Rispose: Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perch sono nudo, e mi sono nascosto. Riprese: Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?. Rispose l'uomo: La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato. Il Signore Dio disse alla donna: Che hai fatto?. Rispose la donna: Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato. Allora il Signore Dio disse al serpente: Poich tu hai fatto questo, sii tu maledetto pi di tutto il bestiame e pi di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porr inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccer la testa e tu le insidierai il calcagno.Alla donna disse: Moltiplicher i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sar il tuo istinto, ma egli ti dominer. All'uomo disse: Poich hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrr per te e mangerai l'erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finch tornerai alla terra, perch da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai! ( Gn 3, 6 - 19). 3. Dio non abbandona l'uomo L'uomo, dunque, da sempre, tende a nascondersi a Dio, fino ad escluderlo dalla propria vita; ma Dio lo cerca : Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio,in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiam l'uomo e gli disse: Dove sei? (Gn 3, 8 - 9). Il Signore lo riveste, manifestando l'amore del Padre che viene in aiuto della nudit e della fragilit della sua creatura. Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vest (Gn 3, 21). Ma per quanto grande possa essere la malvagit dell'uomo, per quanto profondo il suo smarrimento, non verr meno la paterna protezione di Dio: Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo, e io mi dovr nascondere lontano da te;io sar ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrer mi potr uccidere. Ma il Signore gli disse: Per chiunque uccider Caino subir la vendetta sette volte!. Il Signore impose a Caino un segno, perch non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato (Gn 4, 13-15). 4. Da quel momento Dio cammina con l'uomo Il procedere faticoso del progetto di Dio passa attraverso il nuovo inizio della elezione; la scelta prima di un uomo: Abramo (cf Gn 12,1 ss), e poi di un popolo: Israele (Cfr Es 19, 1 - 8) Il Signore Dio disse:Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo. Ora, dunque, il grido degli Israeliti arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va'! io ti mando dal faraone. Fa' uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti! Mos disse a Dio: Ecco io arrivo dagli israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponder loro? Dio disse a Mos Io sono colui che sono!. Poi disse: Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi (Es 3,7 - 10.13 - 14). Il Signore stesso rivela a Mos la propria identit: Dio Jahveh = Io [ci] sono [con te e per te], come testimonia al popolo di Israele, guidandolo nel deserto e come confermer al profeta Geremia (cfr Ger 15, 20-21). 5. I profeti "ricordano" il progetto di Dio Tutta la storia del popolo di Israele la conferma della paternit di Dio e i profeti, chiamati ad annunciare la Sua parola e la Sua volont, ne sono testimoni con immagini toccanti ed inequivocabili. Il profeta Isaia, ad esempio, rieccheggiando gli affetti familiari, dice: Sion ha detto:Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato. Si dimentica forse una donna del suo bambino, cos da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticher mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me (Is 49, 14-16). Poich tuo sposo il tuo creatore, Signore degli eserciti il suo nome; tuo redentore il Santo di Israele, chiamato Dio di tutta la terra. Come una donna abbandonata e con l'animo afflitto, ti ha il Signore richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in giovent? Dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprender con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto piet di te, dice il tuo redentore, il Signore (Is 54, 5-8) .1 6. La fedelt di Dio La misura e la fonte dell'amore grande di Dio per l'uomo la fedelt di Dio a se stesso e, per questo, la fedelt alla sua creatura. Perch il mio popolo ha commesso due iniquit: essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l'acqua (Ger 2. 13). Da lontano gli apparso il Signore: Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora piet (Ger 31, 3). Ora cos dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: Non temere, perch io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sar con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potr bruciare; poich io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore. Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perch tu sei prezioso ai miei occhi, perch sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perch io sono conte; dall'oriente far venire la tua stirpe, dall'occidente io ti raduner. Dir al settentrione: Restituisci, e al mezzogiorno: Non trattenere; fa' tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall'estremit della terra, quelli che portano il mio nome e che per la mia gloria ho creato e formato e anche compiuto (Is 43, 1 ss). 7. Per amore della creatura umana La rivelazione e l'accoglienza dell'amore infinito ed eterno di Dio fa s che Egli sia sempre in ascolto del grido del suo popolo e sia, per ogni uomo, il "Dio che c'" Il Signore si legato a voi e vi ha scelti, non perch siete pi numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il pi piccolo di tutti i popoli - , ma perch il Signore vi ama e perch ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re di Egitto (Dt 7, 7-8). 2 Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perch, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, cos che non ti tema? Ritorna3 per amore dei tuoi servi, per amore delle trib, tua eredit. Perch gli empi hanno calpestato il tuo santuario, i nostri avversari hanno profanato il tuo luogo santo? Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! (Is 63, 16 - 19). 8. Il compimento del progetto Il racconto dell'evangelista Matteo puntualizza il compimento delle Scritture: Ges il Figlio di Dio, venuto in questo mondo: Ecco come avvenne la nascita di Ges Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trov incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre per stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quel che generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorir un figlio e tu lo chiamerai Ges: egli infatti salver il suo popolo dai suoi peccati Tutto questo avvenne perch si adempisse ci che era stato detto dalSignore per mezzo del profeta: Ecco la vergine concepir e partorir un figlio che sar chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con s la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partor un figlio, che egli chiam Ges (Mt 1, 18-25). 9. La manifestazione del compimento Ges colui che, pienamente solidale con l'uomo e totalmente unito a Dio, realizza e manifesta la vocazione della persona umana: essere figlio di Dio, creato a sua immagine e somiglianza. In quei giorni Ges venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sent una voce dal cielo:Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto (Mc 1, 9 - 11) 4. 10. All'uomo data una nuova opportunit Ges vince il maligno,testimonia il valore e la dignit dell'uomo Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Ges si mise a insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perch insegnava loro come uno che ha autorit e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:Che c'entri con noi, Ges Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio. E Ges lo sgrid: Taci! Esci da quell'uomo. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, usc da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorit. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!; La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea (Mc 1,21-28). 11. La proposta: vivere per ci che vale di pi Ges porta una libert, che gioiosa disponibilit all'amore di Dio e dei fratelli, esaltando la grandezza dei valori spirituali Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo,dove n tignola n ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perch l dov' il tuo tesoro, sar anche il tuo cuore. Perci vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale pi del cibo e il corpo pi del vestito? guardate gli uccelli del cielo: non seminano, n mietono, n ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse pi di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare,pu aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perch vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo; non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste cos l'erba del campo, che oggi c' e domani verr gettata nel forno, non far assai pi per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. non affannatevi dunque per il domani, perch il domani avr le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena (Mt 6, 19-21. 25 - 34).5 12. La risposta: affidarsi a Lui Sintesi del rapporto dell'uomo con Dio e con i fratelli, e, quindi, emblema della vita nuova in Cristo, la preghiera del Padre nostro Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perch il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate cos: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volont, come in cielo cos in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner le vostre colpe (Mt 6, 7 - 15). 13. Il progetto passa attraverso il dono della vita . Ges dona la sua vita affinch ciascuno di noi abbia la vita e l'abbia in abbondanza (cf Gv 10,10) Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Ges grid con voce forte: Elo, Elo, lem sabactni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ci, dicevano: Ecco, chiama Elia!. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce. Ma Ges, dando un forte grido, spir. Il velo del tempio si squarci in due, dall'alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!. (Mc 15,33-39) Nella croce come via della salvezza l'uomo incontra il massimo della contraddizione. La parola della croce infatti stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, potenza di Dio. Sta scritto infatti: Distrugger la sapienza dei sapienti e annuller l'intelligenza degli intelligenti. Dov' il sapiente? Dov' il dotto ? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? Poich, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perch ci che stoltezza di Dio pi sapiente degli uomini, e ci che debolezza di Dio pi forte degli uomini. (1 Cor 1,17 - 25)6 Ma Cristo non venuto a spiegare il perch della croce e della sofferenza dell'uomo, bens a condividerla con noi. 14. . Nella prospettiva della vita ri-creata Nel mattino di Pasqua le tenebre della morte sono diradate e la luce della vita nuova risplende per ogni uomo e donna. Nel giorno dopo il sabato, Maria di Mgdala si rec al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e and da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Ges amava, e disse loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!. Usc allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse pi veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entr. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entr nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entr anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. (Gv 20,1-8) Per l'uomo la sofferenza contraddizione e scandalo; per Ges il disegno di salvezza del Padre, che possiamo accettare solo se rivestiti di potenza dall'alto (Lc 24,49). Poi disse:Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mos, nei Profeti e nei Salmi. Allora apr loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: Cos sta scritto: il Cristo dovr patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tute le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni7. E io mander su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in citt, finch non siate rivestiti di potenza dall'alto (Lc 24, 44 - 49) 15. Un nuovo inizio nello Spirito del Risorto E' nella sera di quello stesso giorno [il giorno di Pasqua] che il Signore riveste l'uomo di potenza dall'alto. Con la discesa dello Spirito Santo inizia la nuova creazione dei figli di Dio, in modo che vivendo di Lui, siamo resi capaci di seguirne con amore i disegni. La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e disse: Pace a voi!. Detto questo, mostr loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Dopo aver detto questo, alit su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Ddimo, non era con loro quando venne Ges. Gli dissero allora gli altri discepoli: Abbiamo visto il Signore!. Ma egli disse loro: Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non creder. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Ges, a porte chiuse, si ferm in mezzo a loro e disse: Pace a voi!. Poi disse a Tommaso: Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere pi incredulo ma credente!. Rispose Tommaso: Mio Signore e mio Dio!. Ges gli disse: Perch mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto (Gv 20, 19-29). 16. La dimensione universale del progetto Consapevoli dell'amore di Dio, non possiamo tenere la lucerna nascosta sotto il moggio (Cfr Mt 5, 15), n tradire il compito di essere il sale della terra (Cfr Mt 5, 13). La comunit cristiana , in tal modo, investita del mandato di annunciare Cristo come primo atto di carit verso i fratelli e di renderlo credibile nella coerenza gioiosa della testimonianza di vita E' qui il fondamento della vita morale del credente e della missionariet della Chiesa [Ges rispose] Ma avrete la forza dallo Spirito Santo che scender su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (At 1, 8). [Paolo diceva] Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani ed essi l' ascolteranno. Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso a pigione e accoglieva tutti quelli che venivano a lui, annunziando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Ges Cristo , con tutta franchezza e senza impedimento (At 28, 28 - 31). 17. I segni della partecipazione al progetto La Chiesa: L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bont, ha creato l'universo, ha decretato di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina (Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen gentium, n. 2), alla quale chiama tutti gli uomini nel suo Figlio convocati nella santa Chiesa: Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva propriet e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicit di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunit quelli che erano salvati. (At 2,42-48) I Sacramenti: Cristo ha inviato i suoi Apostoli perch nel suo Nome siano predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati: Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Ges aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni per dubitavano. E Ges, avvicinatosi, disse loro: Mi stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ci che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,16-20) E nell'Eucaristia ha dato loro il "segno" della partecipazione al suo sacrificio come fonte e culmine della vita ecclesiale: Il calice della benedizione che noi benediciamo, non forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non forse comunione con il corpo di Cristo? Poich c' un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane La vita nuova: La sequela di Ges implica l'osservanza dei comandamenti riassunti ed interpretati dal duplice ed unico comandamento della carit: Maestro, qual il pi grande comandamento della legge?. Gli rispose: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo il pi grande e il primo dei comandamenti. E il secondo simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. (Mt 22,36-40) 18. Il traguardo finale Il Regno di Dio annunciato da Ges gi presente in mezzo a noi ma non abbraccia ancora tutte le Sue creature: Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perch il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era pi. Vidi anche la citt santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorer tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sar il "Dio-con-loro". E terger ogni lacrima dai loro occhi; non ci sar pi la morte, n lutto, n lamento, n affanno, perch le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose (Ap 21,1-5a) CONCLUSIONE L'uomo l'unica creatura capace di progettare la sua vita con scelte libere e responsabili. Ma la vera libert non quella di essere senza condizionamenti, bens quella di avere un fine che orienta le singole scelte. Aderire e fare proprio il progetto di Dio significa condividere la meta che egli propone e costruire la propria vita e la propria identit in coerenza col modello che Ges stesso ci ha dato nella sua persona. Il Signore non ci costringe a camminare con Lui, ma a quanti lo seguono garantisce che nemmeno la morete impedir di conseguire il compimento della propria vita e della propria realizzazione. La Bibbia scritta allora ci data affinch ognuno di noi e tutti noi riuniti nella Chiesa di Ges, scriviamo nella nostra vita e con le nostre scelte una nuova pagina di quella meravigliosa storia che la presenza amorevole di Dio in mezzo agli uomini. PREGHIERA Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene. Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, tutto il mio amore. Si affrettino altri a costruire idoli: io non spander le loro libazioni di sangue n pronunzier con le mie labbra i loro nomi. Il Signore mia parte di eredit e mio calice: nelle tue mani la mia vita. Per me la sorte caduta su luoghi deliziosi, magnifica la mia eredit. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perch non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, n lascerai che il tuo santo veda la corruzione. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra (Sal 16). TERZA SCHEDA Una fede adulta vissuta in una forte esperinza di Chiesa (dimensione ecclesiale - liturgica) I. CRISTO INCONTRA L'UOMO 1. I destinatari. I destinatari della catechesi sono tutti i fedeli battezzati e cresimati. Ad essi annunciamo che Cristo incontra l'uomo: - nella Chiesa e all'interno della Chiesa; - nella parola di Dio; - nella Liturgia e particolarmente nell'Eucaristia; - nella Carit. Sono momenti - mediazioni di salvezza che esprimono come al centro della salvezza ci sia Ges che va incontro all'uomo, adesso. L'unit di questi momenti esprime il riferimento reciproco per una piena e integrata realizzazione: la Parola annuncia la salvezza, la salvezza diventa attuale per noi nella liturgia, la liturgia fonda la carit, che si fa dono e servizio ai fratelli, raccogliendo le domande di senso, di speranza dell'uomo di oggi. 2. I problemi dell'uomo di oggi. Il nostro presente denso di interrogativi e problemi: il lavoro, la casa, la vita sociale, la famiglia. A volte proviamo un senso di angoscia, di smarrimento, sentendoci persi, quasi abbandonati. Ci sembra di soccombere al peso e alla gravit di certi momenti. Abbiamo bisogno di un aiuto, di una salvezza, anche se non sempre ne siamo consapevoli. Fra le tante domande, ne emerge una chiara: Chi ci salver? Dio si forse dimenticato dell'uomo? "L'uomo stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirarlo a s e soltanto in Dio trover la verit e la felicit che cerca senza posa" . Ecco, quindi, il nostro impegno di Chiesa: annunciare la Buona Notizia, il Vangelo, all'uomo di oggi. (Cfr CCC Il desiderio di Dio n 27) 3. Una risposta. E' nel dono del Figlio suo che Dio Padre d la risposta alle domande dell'uomo. In Ges di Nazareth l'uomo trova Colui che d senso alla propria esistenza, perch, rivelando l'amore del Padre, lo riconduce alla piena dignit di se stesso. Zaccheo, la Samaritana, la peccatrice, il cieco nato e tutti i poveri che Ges ha incontrato nel Vangelo ci aiutano a capire che il nostro vagare, la nostra incertezza, in Ges, diventano speranza e desiderio di crescita e di rinnovamento. Per loro, come per noi adesso, Ges non ha parole di condanna, ma gesti di accoglienza e parole di verit. Con il dono della propria vita ha trasformato la loro. Di questo ci ha lasciato il memoriale nel dono del suo corpo e del suo sangue, l'Eucaristia, che redime e salva la nostra vita. Alla Chiesa Ges ha affidato, con il dono dello Spirito Santo, la sua missione di salvezza: condurre l'uomo alla comunione con il Padre suo. I Cristiani sono dunque "portatori di speranza: a tutti i fratelli annunciano l'amore del Padre, che, in Ges si fatto salvezza per l'umanit intera". (Cfr CCC: Dio rivela il suo nome, n 208; Dio, colui che , Verit e Amore , n 214) 4. La Liturgia celebra la vita. Fedele alla parola di Ges, la Chiesa vive questa missione con l'annuncio, la liturgia e la carit: le tre vie sulle quali ogni fedele chiamato a dare la propria testimonianza. Il dono della salvezza, annunciato nella Parola, diventa nutrimento del nostro vivere quotidiano, per spezzare, in esso, il pane della carit e della condivisione. (Cfr CCC: La parola di Dio, n 2653 - 2654 ) La liturgia attualizza e rende presente l'evento salvifico di Cristo, Verbo di Dio, sollecitando il fedele all'impegno della carit, che sar sostenuto nella celebrazione di Cristo, Via , Verit e Vita, unica salvezza per l'uomo di oggi. (Cfr CCC:La Liturgia come fonte di vita , n 1069 . 1071 ) Nel Giorno del Signore , la domenica, la Chiesa d pienezza al tempo dell'uomo, fatto di gioie, di speranza, di sofferenze, di dolori, di peccati, di grazia rendendolo occasione di salvezza e mettendolo in comunione con coloro che vivono gi la pienezza della rivelazione nella casa del Padre. (Cfr CCC: Il giorno del Signore, n 1166 - 1167) II. L'UOMO INCONTRA CRISTO Ges Cristo, nostro Signore, lo incontriamo e conosciamo nella Parola (catechesi, preghiera, meditazione), lo celebriamo nell'Eucaristia (nell'assemblea eucaristica, nella Chiesa), lo incontriamo nei fratelli (servizio, testimonianza). Per comprendere, vivere e annunciare questa realt occorre intraprendere, iniziare un percorso di catechesi su alcuni temi fondamentali: - Storia della Salvezza - Chiesa - Sacra Scrittura - Sacramenti - Anno Liturgico - Liturgia della vita 1. La storia della salvezza l'uomo stato creato da Dio per la vita, l'amore, la felicit, doni della comunione con Lui. Veramente libero, l'uomo, con il peccato, si allontana dal suo creatore e fa la quotidiana esperienza della sofferenza e della morte. Solo Ges dona la riconciliazione e la speranza di salvezza. Egli d pienezza al nostro quotidiano, accompagnandoci, riconciliati con Dio e con i fratelli, lungo una vita che gi presenta germi di eternit. ( Cfr CCC: Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione n 1443 ) 2. La Chiesa Nella Chiesa il fedele vive comunitariamente l'incontro personale con Cristo salvatore. La presenza della Chiesa, la sua missione, il suo esistere diventano annuncio esplicito di salvezza. " Nella storia, la Chiesa l'universale sacramento della salvezza e della vita che viene da Dio. Dio stesso la raduna da tutti i popoli, rivelando il mistero della sua volont, per ammettere tutti gli uomini alla comunione con S, nello Spirito Santo, per mezzo del Figlio suo" (Cfr RdC n 4) e, in particolare, nella Chiesa locale (Cfr RdC 145) . La Chiesa accoglie l'uomo e lo accompagna all'incontro con Cristo. Nel suo cammino di conversione si mostra obbediente e docile alla voce dello Spirito. (Cfr CCC: Il mistero della Chiesa, n 775 - 776) 3. La Sacra Scrittura "L'iniziativa di Dio si esprime anzitutto nella sua parola, che egli per primo e gratuitamente rivolge all'uomo. Egli, infatti, ha voluto rivelare se stesso nonsolo attraverso le opere del creato ma personalmente, attraverso una Parola autentica nella quale esprimere il suo amore e il suo progetto di salvezza. Cos nel suoimmenso amore, Dio parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli e ammetterli nella comunione con s ( Cfr DV 2). Parlando agli uomini, Dio rivela anzitutto se stesso,lasua grandezza e il suo amore, lasua volont di salvezza e il progetto concreto nel quale questa volont si realizza. Nello stesso tempo egli invita l'uomo alla comunione con s e alla partecipazione al suo progetto di salvezza, lo istruisce, lo corregge, lo rinnova nella speranza con lapromessa di una eredit incorruttibile, che non si macchia e non marcisce (Cfr 1Pt 1, 4)" (Cfr Documento sinodale della diocesi di Reggio Emilia - Guastalla n 314 - 315). (Cfr CCC: La Sacra Scrittura n 101 -104 ) 4. I Sacramenti I sacramenti sono centro della missione della Chiesa e culmine e fonte della vita cristiana . L'episodio dei discepoli di Emmaus ci aiuta a comprendere questa affermazione e la pedagogia di Ges: il Risorto si fa compagno di viaggio dei due discepoli, li interroga sulla loro tristezza, d loro la spiegazione della Sacra Scrittura, aprendo il loro cuore al compimento della salvezza. A tavola con loro ripete i gesti eucaristici, dando piena rivelazione del mistero della sua presenza e lasciandosi riconoscere. Ora il Risorto, vivo e presente in loro, accompagna, nel dono dello Spirito, il cammino della Chiesa; ad essa consegna, nel suo corpo e nel suo sangue, il sacramento della nuova ed eterna Alleanza. La risposta dei due discepoli di Emmaus la missione, l'andare per portare la Buona Notizia. L'Eucaristia, dunque, culmine e fonte della vita della Chiesa. L'ascolto della parola di Dio apre il nostro cuore alla comprensione e l'omilia dovrebbe aiutarci a comprendere il mistero dell'amore di Dio. La grande Preghiera Eucaristica unisce l'assemblea dei fedeli all'offerta di Cristo e, nel dono del suo corpo e del suo sangue, riceviamo la grazia per essere presenza di carit e di servizio nella vita di ogni giorno. (Cfr CCC: Il sacramento dell'Eucaristia n 1341 - 1342) 5. L'Anno liturgico Nel tempo la Chiesa vive e celebra il mistero di Cristo e i vari momenti dell'anno liturgico rappresentano le tappe che essa affronta per vivere in pienezza il dono della salvezza. Avvento: Cristo-Dio che viene per noi Natale Cristo-Dio che nasce per noi Quaresima: Cristo-Dio che si fa carico dei nostri peccati Triduo pasquale: Cristo-Dio che muore e risorge per noi Ascensione: Cristo-Dio che ascende a preparare un posto per noi Pentecoste: Cristo-Dio che manda il suo Spirito per noi Tempo ordinario: Cristo-Dio che vive per noi il presente della Chiesa. (Cfr CCC: L'anno liturgico n 1168 ) 6. La liturgia della vita Alla luce della liturgia il nostro quotidiano acquista un significato salvifico. Nei rapporti interpersonali, in famiglia, nel lavoro, nel vicinato, siamo chiamati a testimoniare quanto abbiamo celebrato nel mistero, Ges che venuto per servire e non per essere servito. La fede matura, adulta ricerca testimoni e comunit ecclesiali che sappiano vivere il vangelo della carit. Bisogna comprendere la liturgia con un'adeguata catechesi semplice ed efficace per quanto concerne la traduzione del messaggio di Cristo nella vita feriale. ( Cfr CCC: Amerai il Signore Dio tuo , n 2186). III. INDICAZIONI PRATICHE Con le nostre comunit cristiane offriamo spesso una testimonianza poco attraente e poco convincente per il nostro individualismo e per la nostra incapacit di creare e offrire un clima familiare ed accogliente. E' infatti necessario che le nostre comunit cristiane diventino aperte e accolgano tutti nell'amore di Cristo. Occorre, inoltre, riuscire a convertire la frequente "domanda di riti" in "domanda di fede" e di reale testimonianza. Non siamo cristiani per celebrare i sacramenti, ma celebriamo i sacramenti per essere e crescere critiani. Tenendo presente ci, possiamo dare alcune indicazioni pratiche: 1. Valorizzare tutta la comunit attraverso la sensibilizzazione e la preghiera. Invitare costantemente tutti i cristiani alla lettura della parola del Signore, anche in piccoli brani evangelici, che potrebbero essere quelli dell'anno liturgico. Affidare a malati, anziani, persone sole, casalinghe particolari compiti di preghiera e di apostolato, che deve essere vissuto anzitutto fra le mura domestiche; tutti sono e siamo pietre vive. 2. Particolare cura nella preparazione della celebrazione eucaristica domenicale. Si dia spazio all'accoglienza dei fedeli con incontri e saluto personali. Si pongano in chiesa scritte o cartelli che richiamino il senso della festa del giorno con il suo significato. In essi possono essere riportate le letture e i canti della celebrazione. 3. Prima dell'inizio della messa un diacono, un accolito o un lettore possono presentare brevemente dall'ambone il messaggio del giorno contenuto nella Parola, sintetizzando il significato delle tre letture. 4. L'omilia sia fondata sul messaggio trasmesso dalla parola proclamata, che sempre parola di speranza, di vita e di incoraggiamento. A questo clima di festa deve sintonizzarsi l'omilia, volta all'edificazione dei fedeli e al commento fedele del messaggio salvifico. 5. Creare spazi affinch la gente possa celebrare il sacramento della penitenza con tranquillit (e non durante le messe). Valutare la possibilit delle confessioni al sabato prima, di sera, conla predisposizione di un'apposita cappella o di una stanza a lato della chiesa, affinch possa essere sviluppato un dialogo personale. 6. Importante che i sacerdoti trovino lo spazio per l'ascolto e l'accoglienza tranquilla delle persone che, cariche di problemi, ricercano nella pace e nella serenit l'incontro con Cristo. Cos facendo, il sacerdote vive pi profondamente la propria vocazione, la propria missione sacerdotale e si propone con pi forza e chiarezza al popolo come mandato da Dio e dalla Chiesa per l'annuncio e la testimonianza della Salvezza. Ci presuppone un maggior coinvolgimento dei laici nella vita della comunit. 7. Laddove non ci siano laici disponibili, si dia l'avvio all'esperienza dei centri di ascolto nei quartieri, a percorsi di formazione per catechisti, giovani, adulti ove la parola di Dio sia letta e meditata e dalla quale scaturiscano atteggiamenti di comunione e di servizio 8. Poich il nostro itinerario liturgico-ecclesiale ha lo scopo di innestare il mistero di Cristo Salvatore nella vita di ogni giorno, nelle tappe fondamentali in cui pi esplicita la ricerca della salvezza, (battesimi, funerali, cresime, matrimoni.) il richiamo alla speranza della vita in Cristo e dell'amore di Dio Padre devono essere chiari, sentiti e partecipati, per quanto possibile, da tutto il popolo di Dio. 1 Cfr Sal 138; 117, 2; Ger 2, 13 Ger 20, 7 2 Cfr DT 32, 9 3 Il termine ebraico shv , che ha anche il significato di "convertirsi". Il versetto, allora, : "Covertiti [Signore] per amore dei tuoi servi". 4 Cfr Mt 1, 18 - 25 5 Cfr Gal, 5,13 - 15 6Cfr Fil 2, 6-11; 2Cor 6, 4-10 7 In greco, lingua nella quale sono stati scritti i vangeli, il termine che in italiano viene reso con testimoni martyres .