Relazione di sr L. Colosi durante l'incontro del 26.3.95 a Montericco Dopo una brevissima storia del Catecumenato, sr Lorenzina Colosi si rif a quanto il Concilio Vaticano II ha stabilito riguardo il Catecumenato delgi Adulti, inteso come scuola di formazione cristiana, "debitamente estesa nel tempo, in cui i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro Maestro" (Decreto Ad Gentes , n 14) Il Concilio ha esortato, inoltre, a ridare innanzitutto il necessario primato all'evangelizzazione, perch solleciti una salutare inquietudine di fronte alle mutate condizioni della persona che si accosta alla Chiesa; a non limitare l'azione pastorale ad un'attenzione esclusiva per la prassi sacramentale, ma, proprio perch scuola di formazione cristiana, curi il percorso di un itinerario, graduale e progressivo, di evangelizzazione, iniziazione, catechesi e mistagogia, cos come avveniva nella Chiesa del IV secolo. Collegato alla priorit dell'evangelizzazione, il Concilio esorta a curare il rapporto fra l'iniziazione e la comunit cristiana: "I catecumeni che per impulso dello Spirito Santo desiderano ed espressamente vogliono essere incorporati alla Chiesa, vengono ad essa congiunti da questo stesso desiderio, e la Madre Chiesa come gi suoi li ricopre del suo amore e delle sue cure" (LG 14c) Nella Chiesa locale certamente la parrocchia il luogo privilegiato di evangelizzazione della comunit cristiana, perch qui essa pu diventare insegnamento, educazione ed esperienza di vita. La riscoperta dell'ecclesialit ha permesso la creazione di itinerari catecumenali sistematici, che vedono nelle varie tappe dell'anno liturgico e nella celebrazione del Giorno del Signore il perno della catechesi sia dell'intera comunit che dei catecumeni. Grande importanza acquista il discernimento in vista dell'ammissione del candidato alla celebrazione sacramentale, frutto della collaborazione dell'intera comunit, dal Vescovo, ai presbiteri, ai diaconi, ai catechisti, ai padrini e alla comunit intera. E' questa la prima tappa di cammino catecumenale, che deve durare un tempo ben preciso, non meno di due anni, con un inizio e un termine stabiliti. Non va dimenticato che ci si accosta ad una persona particolare, con un suo vissuto e una sua cultura, dei quali non si potr non tenerne conto. Ecco perch si raccomanda che l'azione pastorale preveda l'attuazione di itinerari di fede differenziati, attenti alle situazioni spirituali e alle esperienze umane di coloro che intendono riscoprire il mistero di Cristo. La seconda tappa sar quella che prevede l'ammissione a una pi intensa preparazione ai sacramenti. La terza quella della celebrazione dei sacramenti alla fine della preparazione spirituale. Queste tre tappe, che costituiscono i momenti pi importanti dell'iniziazione, sono segnati da tre riti liturgici: il Rito dell'ammissione al catecumenato, dell'elezione, della celebrazione dei sacramenti. C', infine, una quarta tappa, che dura per tutto il tempo pasquale, destinata alla mistagogia, cio all'approfondimento del mistero pasquale per tradurlo sempre pi nella prqatica della vita. Sr. Lorenzina ha affermato che l'ingresso nel precatecumenato, ossia la fase dell'accoglienza dei simpatizzanti, bene che abbia un carattere familiare e non ufficiale o formalizzato da un rito, del resto non previsto. E' bene che l'accoglienza venga fatta durante le riunioni della comunit locale, offrendo un'atmosfera di amicizia e di dialogo, ma anche di serio confronto. Diverse le cose, invece, per il Rito di ammissione al catecumenato, quando i candidati manifestano alla Chiesa la loro volont e ne ricevono l'assenso. E' necessario che i candidati abbiano chiaro non solo il desiderio di cambiare vita e di entrare in comunione con Dio, ma che abbiano senso della penitenza e capacit di preghiera, che facciano la prima esperienza della comunit e della spiritualit cristiana. Altra esortazione stata quella di ripristinare l'uso del "libro dei catecumeni", dove, dopo la celebrazione del rito, bene scrivere i nomi dei catecumeni, del ministro, dei garanti, della data e del luogo di ammissione. Libro che dovrebbe essere cura della diocesi custodire. Da questo momento i catecumeni ricevono le cure della Chiesa e sono ad essa congiunti come suoi figli, ricevono l'annuncio della parola di Dio, sono sostenuti dall'aiuto della comunit. Oltre a specifiche celebrazioni della parola di Dio, i catecumeni possono partecipare alla liturgia domenicale, ma, se non ci sono particolari difficolt, sarebbe bene che fossero congedati prima dell'inizio della preghiera eucaristica fino a quando, battezzati, saranno inseriti nella pienezza della comunione con la Chiesa. Il tempo della purificazione e della illuminazione, fase che precede l'amministrazione dei sacramenti dell'iniziazione, coincide normalmente con la Quaresima, periodo in cui la preparazione spirituale si fa pi intensa e i catecumeni sono aiutati a compiere una revisione concreta della propria esistenza alla luce di Cristo. I riti che accompagnano questa fase sono soprattutto gli scrutini e le consegne, con le quali la Chiesa affida loro le pi antiche formule della fede e della preghiera: il Credo e il Padre Nostro. Per quanto riguarda la celebrazione dei sacramenti, bene che essa si svolga in parrocchia, con il sostegno e la preghiera della comunit che ne ha visto e seguito il cammino. A conclusione della sua relazione, sr Lorenzina dice che molto importante che i catechisti, impegnati a seguire un catecumeno e che a Roma, ove possibile, sono scelti fra i diaconi permanenti, abbiano un buon gruppo di sostegno. Rispondendo ai diversi quesiti posti dai presenti, sr Lorenzina aggiunge che bisogna tener ben chiaro che, per arrivare agli uomini, Dio passa attraverso noi, che dobbiamo essere capaci di testimoniare il volto fraterno e accogliente della Chiesa ed auspica la creazione, nelle parrocchie, di gruppi di prima accoglienza. Presente la necessit di un recupero di maturazione di fede degli adulti, sacramentalizzati, ma fuori da un concreto cammino di fede e di vita cristiana. Sono persone che richiedono alla Chiesa di compiere un continuo cammino di conversione, di creare cammini di fede particolareggiati, che abbiano la modalit del catecumenato: annunzio, celebrazione e testimonianza di vita. Esorta, infine, a cominciarea creare un gruppo di responsabili del catecumenato, anche se non si hanno ancora chiare le necessit reali della diocesi. L'esperienza insegna che, man mano che l'organizzazione degli itinerari catecumenali si concretizza, si evidenziano anche le richieste di coloro che sentono il desiderio di accostarsi alla Chiesa.