- 1 - PER PENSARE E PER AGIRE CON FEDE MATURA: LA CATECHESI E IL CATECHISMO DEGLI ADULTI don Piergiorgio Brodoloni PREMESSA IL CATECHISMO DEGLI ADULTI "LA VERITA' VI FARA' LIBERI" CENTRO DEL PROGETTO CATECHISTICO ITALIANO Nel mese di maggio, in occasione dell'Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana, alla Chiesa che in Italia stato consegnato il Catechismo degli adulti: "La verit vi far liberi". Esso frutto di un attento e impegnativo lavoro di redazione, curato dalla Commissione Episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, realizzato alla luce di un lungo cammino di coinvolgimento ecclesiale, che ha interessato in primo luogo i Vescovi italiani, ma anche l'intera comunit ecclesiale a diversi livelli: teologi, catecheti, pastoralisti, catechisti..... Il CdA (= Catechismo degli Adulti), per i destinatari stessi a cui si riferisce, "richiama la sua centralit all'interno del progetto catechistico e il suo compito di testo-guida per la comprensione degli altri catechismi" (La catechesi e il catechismo degli adulti, Nota dell'UCN, 31). Questa centralit data dal fatto che "......gli adulti sono in senso pi pieno i destinatari del messaggio cristiano, perch essi possono conoscere meglio la ricchezza della fede, rimasta implicita o non approfondita nell'insegnamento anteriore" (Il rinnovamento della catechesi, n. 124). Sempre il RdC, aggiunge altre due motivazioni che giustificano la centralit della catechesi degli adulti rispetto a tutto il progetto catechistico: "Gli adulti, poi, sono gli educatori e i catechisti delle nuove generazioni cristiane. Nel mondo contemporaneo, pluralista e secolarizzato, la Chiesa pu dare ragione della sua speranza, in proporzione alla maturit di fede degli adulti" (RdC, n. 124). Il CdA, in questa progettazione a tappe ("Il catechismo per la vita cristiana" in nove volumi), completa cio porta a compimento un preciso itinerario di fede (organico, continuativo, articolato e coerente), nel dinamismo della storia "piccola" e "grande" dei singoli e delle comunit. Anche il CdA, come ogni catechismo, ovviamente, e rimane - leggiamo nella Lettera di riconsegna del RdC- uno strumento per la catechesi (cf n. 11). Strumento autorevole e normativo proposto dal Magistero della Chiesa. Indispensabile sotto il profilo sia dottrinale, sia pedagogico. Punto di riferimento per un apprendimento puntuale e organico. Aiuto per facilitare il cammino della fede. - Ma entro quale contesto socio-religioso si colloca? - Di cosa hanno bisogno, prioritariamente, la Chiesa e il mondo? - Come il CdA pu dare un indispensabile contributo alle esigenze e alle attese del nostro tempo ? - Quali sono l eragioni per le quali il CdA si qualifica come strumento adeguato per la formazione di comunit e di cristiani "adulti"? - Quali sono gli obiettivi educativi, i contenuti, la struttura, l'articolazione, lo sviluppo, il linguaggio del CdA? - Chi sono i suoi potenziali destinatari e le sue forme di impiego? PRIMA PARTE L'azione pastorale, tra le sue principali finalit, ha quella di formare persone adulte nella fede; anzi, la sua efficacia dipende in larga misura dalla presenza di credenti veramente adulti. N l'azione pastorale pu prescindere dalla vita adulta della comunit ecclesiale. Perci necessario che la comunit ecclesiale ridefinisca una priorit: la formazione permanente di credenti veramente adulti, cio dalla fede "personalizzata" e "matura" (cf: Nota UCN, 27-29; 19-20). 1. A CHE PUNTO SIAMO DELLA NOTTE ? Il profeta Isaia chiede, per ordine del Signore, che venga messa una sentinella perch "annunzi quanto vede". Dal suo posto di osservazione la vedetta ogni tanto grida per avvisare "quanto vede" e quindi per fare le necessarie previsioni. Alla sentinella viene rivolta una domanda precisa: " Sentinella, a che punto siamo della notte?" (Is 21,1). Alla questione posta non segue una risposta chiara. Lo scopo di questo passo, leggiamo nell'apposita nota della Bibbia di Gerusalemme, potrebbe essere un appello alla conversione. Infatti, la sentinella risponde in questi termini: "Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite! " (Is. 21, 12). 1.1 CREDENTI - PRATICANTI - PASSIVI - SOGGETTIVI - SCHIZOFRENICI - IMMANENTI Secondo la recente indagine condotta e realizzata dall'Universit Cattolica di Milano e presentata dal sociologo Franco Garelli in una relazione tenuta nella recente XL Assemblea CEI "La religiosit in Italia tra fede e cultura: l'analisi delle tendenze emergenti", emerge un'immagine complessa e problematica del cattolico italiano. La presentiamo nei suoi elementi essenziali. Credenti e praticanti. * La grande maggioranza degli italiani crede in Dio, continua a definirsi cattolica, per alcuni aspetti si identifica nella Chiesa e per altri presenta posizioni critiche. * E' possibile al riguardo individuare e descrivere le aree della militanza religiosa, dei praticanti regolari, dei non credenti o indifferenti, della religione di maggioranza. I livelli alti di religiosit sono espressi pi dalle donne che dagli uomini, e pi dalle persone mature e anziane che dai giovani. Per contro, tra i non credenti o indifferenti risultano prevalenti i maschi e le classi di et pi giovani. * Un numero rilevante di adulti continua a dichiararsi cattolico o a richiedere i riti di passaggio per s e per i figli; e tra i giovani c' uno zoccolo duro di militanti religiosi (appartenenti all'associazionismo cattolico, frequentanti gli ambienti religiosi) della stessa entit o leggermente superiore a quello riscontrato nelle altre classi di et. Parallelamente, tra i giovani (rispetto agli anziani) risultano prevalenti le credenze nel paranormale, nel potere connesso alle sedute spiritiche e l'utilizzo di amuleti e talismani. Per contro, i gruppi pi giovani sono anche quelli pi impegnati in pratiche zen, yoga e meditazione trascendentale. Passivi * La motivazione alla fede risulta prevalentemente "ambientale: si crede nel cristianesimo, si cattolici, in quanto si fa parte di una cultura e di una societ dove la fede cristiana rilevante". Si lega, dunque, la fede al contesto. Per quanto riguarda il fattore ambientale, le metropoli sono le aree caratterizzate in media da una minore attenzione ai valori della fede e da minor condivisione del modello ufficiale di religiosit. Infine, tra le aree geografiche del Paese il Sud, e in parte le Isole, si segnalano per una maggiore vitalit religiosa. * La fede degli adulti non sigilla cammini di ricerca, anche se il legame tendenzialmente passivo con l'ambiente o la tradizione pi mobile di quanto si sospetti: dalla giovinezza alla maturit "quanti hanno sperimentato un aumento della fede sono pi numerosi di quanti affermano che essa diminuita". * Il regime di frequentazione delle iniziative volte a irrobustire la propria fede resta a livelli di mantenimento. E la frequentazione stessa dettata da quanto si riceve pi che da una partecipazione protagonista (stiamo parlando di orientamenti maggioritari, senza voler ignorare il numeroso movimento catechistico o le forme associazionistiche). Soggettivi * I tratti soggetivistici si riassumono in "un'appartenenza ecclesiale selettiva e tollerante, tipica di chi si riconosce in alcune indicazioni o funzioni del magistero e ne tralascia altre senza avvertire il rischio della dissociazione". Ci si dichiara cattolici sentendosi ciascuno legittimato ad attribuirsi tale appartenenza e contemporaneamente a selezionarne i vincoli e i contenuti: si rivendica il diritto a essere "cristiani a modo proprio" * Quello dell'etica individuale e familiare (divorzio, rapporti prematrimoniali, convivenza, contraccettivi....) si riconferma l'ambito in cui lo scollamento tra indicazioni della chiesa e comportamenti pi ampio (cf anche la Lettera dei Vescovi per la riconsegna del Rinnovamento della catechesi, n. 5). * "La libert di coscienza, gelosamente rivendicata nella nostra cultura, costituisce un..... Spesso per viene fraintesa. .......Il soggettivismo si presta a giustificare....e apre.....Soprattutto contrario alla......." (CdA, pg 440, n. 906). Schizofrenici * Gli atteggiamenti "schizofrenici" si evidenziano in molte persone che fanno della fede e della vita due mondi separati e senza relazioni: altro, si dice, il credente, altro l'uomo; altro il cristiano, altro il cittadino. * Cos anche tra coloro che si dicono cristiani, si pu constatare una vita senza fede. E' questo l'esito estremo della "secolarizzazione": perdita di ogni identit e di ogni originalit da parte del credente nel credere e nell'agire. * D'altro canto, per, si pu constatare una fede senza vita. In alcune concrete esperienze la fede sembra sequestrata in uno spazio rarefatto, quasi una "riserva" dove ci si rifugia e dove non arriva la realt, spesso cos tragica, della storia dell'uomo. Lo "spazio religioso", in definitiva, distinto e distante dallo "spazio della vita". Immanentisti * Il rapporto immanentista con la Chiesa si manifesta nel fatto che ad essa si chiede l'agire, ma non l'etica. Cresce, infatti, la convergenza attorno alle scelte solidaristiche della chiesa e al suo operato sociale. Particolarmente riconosciuto il ruolo della parrocchia nel territorio; la parrocchia si presenta come una delle poche realt territoriali fortemente rivalutate. Essa pu essere un luogo di ricostruzione delle relazioni, di integrazione positiva tra la gente, di esperienza di solidariet e di visibilit pubblica. Se questo dato lo si compone con il dato della dissociazione dal Magistero ne risulta, appunto, una forte spinta a stabilire con il Padre nostro e con la Chiesa un rapporto "immanentista". Si invoca pi spesso:"Dacci oggi il nostro pane quotidiano", mentre viene tralasciato "Sia santificato il tuo nome", "Venga il tuo Regno", "sia fatta la tua volont". * Possiamo fare, servendoci del CdA, un'esemplificazione riguardo all'identit di Ges: "Le diverse opinioni sull'identit di Ges dividevano.......Oggi gran parte della gente del nostro paese riconosce in lui.....Non manca per....." (pg 152, n. 285). A questa analisi di carattere pi strettamente religioso possiamo aggiungere delle brevi osservazioni di carattere socio-culturale, in quanto tutte le situazioni ci interpellano sulla nostra capacit di singoli e di Chiesa ad incarnarci. Riportiamo in proposito alcune autorevoli ed emblematiche considerazioni: * "Cosa manca alla nostra epoca?", l'interrogativo posto dal Card. Martini (cf. il recentissimo libro "L'ira di Dio", ed. Longanesi, che raccoglie gli scritti del cardinale dal 1962 al 1994). "Un grande e collettivo atto di intelligenza sociale e politica. Perdendoci dietro ai dettagli, abbiamo smarrito la comprensione del tutto. Come successo ad Alice, la bambina che si perde nel Paese delle meraviglie", cos si esprime il Cardinale parafrasando la fiaba di Lewis Carroll. "Nel prossimo futuro ci confronteremo non pi con i temi socio-economici, ma con quelli culturali", la previsione - fondamentalmente condivisibile - di Francis Fukujiama, il teorico nippoamericano della fine della storia. Per le prossime elezioni americane, per esempio, qualcuno sostiene che "se non si voter su aborto ed eutanasia il voto sar inutile". La furbizia, il denaro e l'immagine: sono alcuni dei risultati di un'indagine su "Scuola e aspettative dei giovani", realizzata dall'Ufficio studi del Ministero della Pubblica istruzione su un campione nazionale di 8 mila studenti. La societ dei capricci e la societ dei doveri: il titolo estremamente immediato della tavolta rotonda organizzata da don Mazzi. Su questa tematica possiamo anche collocare il "saggio" scritto dallo stesso don Mazzi: Pinocchio 2000 (un burattino diventato bambino, nel nostro tempo i bambini corrono il rischio di diventare burattini) Dalle indagini e da queste autorevoli osservazioni emergono interpellanze alla Chiesa, alle comunit dei credenti e ai singoli cristiani. 1.2 INTERPELLATI DALLA SITUAZIONE Dalle analisi e dalle considerazioni scaturisce una serie di interrogativi: non si possono far mancare risposte responsabili. * Come offrire risposte adeguate alle nuove vie di ricerca di senso, di giustizia sociale, di pace, di diritti civili, di responsabilit nei confronti del futuro del pianeta, di origine del male e della precariet dell'esistere...... dentro un contesto in cui cresce la percezione acuta di una ricorrente fragilit? Come rispondere alle esigenze umane e sociali ampliando i quadri di riferimento, facendo nascere attese e domande pi ampie? Come coniugare la verit con la libert? Come la nostra minoranza, comunque consistente, dei "militanti" e dei "praticanti" dovrebbe essere in grado di recuperare la dimensione misionaria e quindi di annunciare il messaggio religioso con forza, di testimoniarlo nella sua presenza sociale, di partecipare agli altri la ricchezza e la novit della propria fede? * Dal punto di vista dell'esperienza religiosa siamo su un crinale. C' in questo Paese un patrimonio di sensibilit e di disponibilit religiosa che pu scivolare nell'insignificanza e nel formalismo o costituire una base di partenza per un radicamento religioso pi convinto e arricchente. Ci dipende anche dalla Chiesa e dai credenti, dalla loro capacit di interpellare l'uomo contemporaneo, di essere espressione di una fede che si radica nella vita quotidiana e che non si limiti soltanto ad un'adesione formale ma che risponda alla istanze di senso. * "Di fronte a noi sono i bisogni di fede degli adulti italiani e le loro attese. Vivono e soffrono un tempo di.......Eppure, anche in questo clima di.....non vi ....Lo dicono tanti segni di.....; lo dice soprattutto.... E' ancora vivo tra noi.....; per altri......; per tutti.....; anzi per rendersi capaci di dare testimonianza agli altri del potere salvifico della parola del Signore" (Presentazione del CdA, pg 7). 2. CHI HA ORECCHI, ASCOLTI CIO' CHE LO SPIRITO DICE ALLE CHIESE E' la formula (Apc 2, 7) che nel libro dell'Apocalisse conclude ognuna delle sette lettere. Possiamo tradurla cos: Cosa vuole lo Spirito da noi? Di cosa hanno bisogno la Chiesa e il mondo? 2.1 LA CHIESA E IL MONDO HANNO BISOGNO DI CREDENTI ADULTI E ATTIVI A fronte delle rilevazioni socio-religiose, l'azione pastorale si fatta carico - responsabilmente - di risposte. Tralasciando risposte di aggiustamenti occasionali o di una risposta del "caso per caso", possibile riconoscere due livelli di risposta: congiunturale e progettuale (cf. Relazione di Mons. Lorenzo Chiarinelli on occasione del Seminario nazionale per la presentazione del Catechismo degli adulti). Risposta congiunturale * Chiamiamo risposta congiunturale l'insieme dei tentativi e di proposte tese a rispondere, in forme pi o meno organiche e pi o meno continuative, alle provocazioni delle situazioni, alle urgenze delle persone, alle sfide di una innegabile trasformazione. Facciamo, in proposito, alcune esemplificazioni - L'accomodamento sacramentale: poich nel panorama socio-religioso la richiesta dei sacramenti rimane un dato generalmente costante, spesso ci si limita a dare "risposte di consumo" alle richieste dei "clienti" pi o meno occasionali; al pi si aggiornano le forme, le ritualit, il momento celebrativo. - L'elitarismo acculturato: dal contesto emerge il bisogno di "aggiornamento" ; spesso, per, esso si realizza come "separazione dall'ambiente", come "zona di rifugio" a fronte del contesto esistenziale, come "momento privilegiato" che si stacca dal vissuto quotidiano e dall'esperienza concreta di vita. - Il prassismo volontarista: il riflusso sull'altro versante. Il concreto dell'agire, il coinvolgimento operativo, la voglia del fare......sostituiscono non solo il momento delle conoscenze e delle acquisizioni, ma assumono le caratteristiche di un "qualunquismo concettuale" e di un "soggettivismo emotivo". La risposta congiunturale, espressa in queste semplificazioni, "immediata", cio non sufficientemente mediata da una visione progettuale. Risposta progettuale * Chiamiamo risposta progettuale quella che, a partire dalla situazione, prima delle cose da fare si pone il problema delle priorit e degli obiettivi da raggiungere. E' quanto emerge, ad esempio, nella relazione che ha tenuto Mons. Ennio Antonelli, nuovo Segretario della CEI, durante l'Assemblea ultima :"La cultura nella pastorale ordinaria della comunit cristiana: mete, protagonisti, luoghi e strumenti". In essa troviamo esposta una linea che, nel ricercare una risposta a una fede dai tratti passivi, soggettivi e immanenti, mette al centro la figura del cristiano adulto nella fede: "Una prospettiva culturale qualificata in senso cristiano necessariamente si trova in stretta relazione con la figura del cristiano adulto nella fede". La risposta si colloca, dunque, non sul versante di soluzioni "congiunturali", non immediatamente sull'acquisizione di strumenti e nemmeno sulla robustezza di apparato per orientare le scelte della gente, ma sul consolidamento di capacit di giudizio, di discernimento critico, solidariet, socialit, responsabilit; in definitiva su un modello formativo. 2.2 AVANGUARDIE PROFETICHE PIUTTOSTO CHE RETROGUARDIE MORALISTICHE Dentro il mondo per reinterpretarlo e salvarlo dall'interno * Nella situazione attuale forte il pregiudizio antievangelico di vivere in un tempo "sfortunato" per la fede, nel quale cio non ci sarebbero spazi adeguati per una nuova incarnazione storica del vangelo (cf. Nota nn. 6-9), Il profeta Geremia (Ger 29, 7) scrive una lettera ai primi deportati, probabilmente dopo la deportazione babilonese del 597. Gli esiliati erano divisi tra la disperazione e la speranza di un prossimo ritorno, speranza suscitata ed alimentata da profeti che si trovavano tra loro. Geremia dice loro che l'esilio sar lungo, che devono accettare le nuove condizioni di esistenza e superare una concezione troppo rigidamente nazionalistica e politica dell'avvenire. Pur conservando la prospettiva di un ritorno futuro (vv. 10-14.32), egli li invita a non considerare i loro compatrioti rimasti come dei privilegiati (vv. 16-20), ma ad insediarsi senza secondi fini nello loro nuova patria (vv. 4-7). Il profeta sostiene che il loro compito di essere l dove Dio li ha condotti: "Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perch dal suo benessere dipende il vostro benessere" (Ger 29,7). Sulla medesima lunghezza d'onda troviamo due visioni che vengono riferite dallo stesso Cardinale Hume, arcivescovo di Westminter. Egli deve averle avute durante un sinodo episcopale a Roma: "Sebbene mi sforzi di ascoltare attentamente tutto quello che viene detto in quest'aula, mi capita talvolta di addormentarmi. Allora ho dei sogni, talvolta persino delle visioni. Voglio raccontare due di queste visioni. - Io vedevo una fortezza che era imponente da guardare. Dentro i soldati, valorosi e molto obbedienti. Essi si dichiaravano perfino pronti a dare la propria vita "Per la verit", come essi dicevano. C'era solo una difficolt: attraverso le spesse mura della fortezza essi non potevano udire ci che diceva la gente fuori. - Io vedevo una processione di pellegrini per via. Essi cercavano la loro strada e non sapevano dove questa doveva portarli. Ai bordi della strada c'erano invero dei cartelli stradali indicatori, ma erano molto vecchi. Si potevano leggere solo a fatica. Tuttavia si decifrava molto bene dove non si poteva andare: scoprii che i pellegrini avevano le loro guide che cercavano di verniciare di nuovo le vecchie tavole. Ma con colore molto cattivo". * Noi come catechisti siamo questi valorosi che difendono la verit "dietro spessi muri" delle nostre "fortezze", ma che poi non sentono pi ci che la gente dice di fuori? Abbiamo il coraggio di essere in cammino, anche se i segnali indicatori non mostrano sempre chiaramente e con evidenza la direzione oppure emergono di nuovo fra di noi delle guide che presumono - facendosi maestri e mai discepoli - di sapere esattamente dove si deve o non si deve andare? 2.3 secondo il modello dell'inculturazione Da dove deriva il modello dell' inculturazione? * Dalla consapevolezza che "la missione cristiana, insita nella consegna della Parola...... suppone che Dio parli anche nel mondo e attraverso il mondo. Non possibile pensare che.....(Nota UCN n. 7). In altre parole: certamente per la Chiesa esiste sempre nel mondo contemporaneo del buono e del meno buono, ma essa sa pure che "evangelizzare significa che la Chiesa insegna e impara" (Card. Martini). Un cristianco "maturo" sa che ci inevitabile perch Dio attraverso la storia del mondo d messaggi alla Chiesa. Una Chiesa che non studia attentamente i segni dei tempi non ubbidisce a Dio. Per il nostro lavoro teologico - catechetico- pastorale ci sono, dunque, a nostra disposizione come due fonti legittime: la Tradizione e la concreta storia di oggi. La storia di Dio con il mondo prosegue davanti ai nostri occhi: Dio all'opera. Una concezione nella quale il mondo definito solo come cattivo sarebbe miscredente, per cosi dire, eretica. * "E' la parola di Dio che ci invita a vedere Dio anche nel mondo. Quello il luogo della....(Nota UCN, 9). Talvolta si ha l'impressione di essere scaduti nella Chiesa dell'Illuminismo, la quale pensava che Dio era all'inizio dell'opera creatrice, ma che da allora si era tirato indietro (deismo). La concezione di Dio deistica, dal punto di vista della sociologia religiosa, attualmente dominante in Europa. Ma anche noi Chiesa non percepiamo sufficientemente la presenza di Dio che agisce nella storia. Il cristiano "maturo" ha la cosapevolezza che anche senza di noi, in linea di principio, Dio conduce il mondo al suo buon compimento, e vi giunto nella risurrezione di Ges Cristo. Il modello dell'inculturazione comunque chiaramente un concetto derivante dall'Incarnazione. * Da qui la riflessione con cui inizia la Nota dell' UCN: "Una catechesi corretta comincia sempre dalla convinzione che il primo passo di ogni trasmissione di fede lo compie Dio. Non si pu dire: Ges il Signore se non nello Spirito Santo (cf. 1 Cor 12, 3); e la catechesi autentica solo se porta l'annuncio della signoria di Cristo nello Spirito per la gloria di Dio Padre" (n. 1) ......... Che tutto abbia inizio con l'elezione da parte di Dio fa parte della dottrina tradizionale della Grazia, del gratuito ed eterno amore di Dio (cf. Nota UCN, n. 3). Occorre interrogarsi sulla fede in questo paradossale interessamento personale di Dio; "e il primo a dover credere a questo non il discepolo che si accinge ad ascoltare, ma lo stesso catechista". 2.4 Prima di tutto la formazione delle persone * La complessit della cultura odierna ci proibisce di farci una fede comoda e facile. Veramente, mai come oggi, la nostra catechesi deve essere capace di "rendere conto della speranza che in noi" (1 Pt 3,15): Pietro d questo orientamento in un contesto culturale del I secolo, sorprendentemente vicino al nostro. * Nel piano pastorale della vostra Diocesi, sia pure prevalentemente riferito al tema della carit, emerge un filo conduttore, una scelta pregiudiziale che rende poi possibile la realizzazione dei vari impegni pastorali: ritorna spesso l'invito a mettere al centro di tutto le persone e, nel contesto, la priorit di proporre per esse itinerari di formazione. Anche oggi vale il detto che non si pu dare quello che non si ha. Una formazione delle persone che comprenda pi aspetti: "la dimensione spirituale, teologico-ecclesiale, culturale e sappia imparare il metodo e lo stile della donazione" (Piano pastorale, n. 10). * Nella presentazione del CdA (pg,7) viene ripreso il n. 12 della Lettera dei Vescovi per la riconsegna del testo ; riportiamo integralmente questo numero perch fondamentale con quanto stiamo esaminando: "....in un tempo di trapasso culturale, la comunit cristiana potr dare ragione della sua fede, in ogni ambito di vita comunitaria e sociale, solo attraverso la presenza di cristiani maturi, consapevoli del ricchissimo patrimonio di verit di cui sono portatori e della necessit di dare sempre fedele testimonianza della propria identit cristiana". * Il Cardinale Martini, sostiene - nel libro sopra citato - che, oltre ad essere urgente possibile promuovere oggi la capacit "di un grande e collettivo atto di intelligenza sociale e politica" e ne indica le condizioni: suscitando in tanti il rifiuto dell'approssimazione, il gusto dell'oggettivit e della considerazione globale e intelligente dei problemi. Si tratta di un'educazione faticosa, che richiede un esercizio della mente, un controllo ascetico della fantasia e delle emozioni nel campo letterario, scientifico, economico, sociale e politico, una forte carica etica e grandi motivazioni per andare al di l del , dei cortocircuiti mentali, della frammentariet del sapere specializzato. La societ ha molto bisogno di persone cos e quindi di istituzioni che le formino con una disciplina della mente, del corpo e del cuore". * E' indispensabile, in definitiva, un cammino di formazione, una rinnovata pedagogia della fede, un'adeguata maturit nella fede: "Occorre che la catechesi degli adulti aiuti a riscoprire un modo significativo di vivere la fede oggi, in stretto rapporto con le loro situazioni di vita e con le loro esigenza di crescita personale di responsabilit sociale" ( Nota UCN, n. 16). * Una formazione degli adulti che ha come compito quello di educare: - al "senso" del credere: offrire con impegno prioritario e azione sistematica il significato di fondo, il valore globale, la portata esperienziale della fede; - alle "ragioni" del credere: ad una religione "disancorata dal concetto di verit" (Franco Garelli) si deve far fronte con una intelligente e puntuale rimotivazione della fede; - alla "novit" del credere: la fede in Ges cristo novit; a novit essa chiama le persone e la societ; nuovo il dinamismo che apre alla speranza verso "cieli nuovi e terra nuova"; "giovani legami" (Italo Mancini) si debbono ristabilire tra Vangelo e cultura. * In sintesi: la Chiesa e la societ oggi hanno bisogno di credenti veramente adulti, cio di credenti dalla fede personalizzata e matura, credenti che realizzino il compito educativo in se stessi e fuori di loro a partire da Dio (cf. Lettera pastorale per l'anno pastorale 1995-1996 del Card Martini Ripartiamo da Dio!). Allora, ascoltando ci che lo Spirito ci dice, alimenteremo la speranza che anche per noi si realizzi la conseguente promessa: "Al vincitore dar da mangiare dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio" (Apc 2,7). 2.5 I TRATTI DI UN CREDENTE "ADULTO" * Il RdC considera "adulti" le persone la cui maturit, in senso umano e cristiano, contrassegnata "da un pi ricco e consapevole possesso della verit; dalla capacita di far dono di s; dalla piena coscienza delle proprie responsabilit nella Chiesa e nel mondo. Il che porta all'acquisto di una pi profonda armonia della personalit" (n. 139). Questo identikit incisivo comporta: mentalit di conversione, appartenenza coerente a Cristo e alla Chiesa; coscienza di verit, di amore e di servizio. * Un recente strumento redatto dall'Azione Cattolica per la formazione dei responsabili associativi ed educativi, offre in merito queste indicazioni: "La fede che diventa adulta e che vuole contribuire alla costituzione della persona adulta, non teme di ascoltare le domande, i problemi, i dubbi, i presentimenti che la vita propone.....La formazione alla fede adulta veicola la testimonianza". * La Nota dell'UCN qualifica un credente come "adulto": - chi ha una fede "personalizzata"-"matura"- - chi si manifesta capace di "responsabilit"-"attivit"-"di dire la fede" (cf sussidio UCN, n.19-20). SECONDA PARTE L'accoglienza di un catechismo da parte della comunit credente in realt uno squisito atto ecclesiale e come tale va compreso. Anzitutto perch questo catechismo non solo un libro di fede, magari ben fatto, di autori anonimi. Esso esprime un autorevole servizio ministeriale dei nostri Vescovi e della Santa Sede. Il loro non soltanto un "nulla osta", ma l'indicazione di un cammino sicuro di fede (cf. Nota UCN, n. 50). In questa prospettiva ecclesiale, il CdA si qualifica come strumento adeguato per la formazione di comunit e di cristiani "adulti". 1. IL CATECHISMO DEGLI ADULTISTRUMENTO PER LA FORMAZIONE DI COMUNITA' E DI CRISTIANI " ADULTI" Nella presentazione del CdA, il card. Ruini indica lo scopo fondamentale di questo libro della fede: "favorire l'incontro degli adulti con il Signore Ges, in vista di un'adesione di fede pi consapevole e pi coerente". E poich che "Le persone adulte sono chiamate a una fede adulta" (CdA, n. 99), il cardinale precisa che "esso vuole essere strumento per la formazione dei cristiani a una fede adulta". Il CdA riecheggia cos la parola dell'apostolo Paolo: "Quando ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma diventato uomo, ci che era da bambino l' ho abbandonato" (1 Cor 13, 11-12). 1.1 NEL CUORE DELLE COMUNITA' CRISTIANE "La verit vi far liberi" si colloca nel cuore delle comunit ecclesiali proprio come strumento per ridire la fede e per educare alla fede nell'oggi della societ italiana. * Oggi, alla vigilia di un nuovo Convegno ecclesiale, la Chiesa italiana consegna il "Catechismo degli adulti". Il Convegno di Palermo, tematizzando Il Vangelo della carit per una nuova societ in Italia, pone tra i suoi obiettivi prioritari la maturit della fede e la sua capacita lievitante di tutto il tessuto socio-culturale del Paese. Il "Catechismo degli adulti" assume pienamente queste istanze, che in esso trovano collocazione organica, progettualit coerente, risposta di senso compiuto, in uno sforzo di inculturazione della fede, che la sfida pastorale dell'oggi. In questo senso esso dono e compito. * E' un testo per un cammino di Chiesa. E conforta, nell'itinerario che ci conduce verso il Giubileo del 2000, la parola orientatrice di Giovanni Paolo II: alle tre tappe proposte nella Tertio millennio adveniente (I anno 1997: Ges Cristo; II anno 1998: lo Spirito Santo; III anno 1999: Dio Padre) corrispondono le tre parti del nostro Catechismo: Per il nostro Signore Ges Cristo - Nell'unit dello Spirito Santo - A te Dio Padre onnipotente (cf. Presentazione del CdA, pg 11). * Il catechismo promuove e sviluppa una pastorale d'insieme; pi volte, infatti, il testo mette l'accento sulla complementariet di catechesi, celebrazione e testimonianza della carit. La stessa cosa emerge come metodo nelle pagine per gli itinerari di fede. Risponde anche all'esigenza espressa nell'appendice al piano pastorale Il tempo della carit" (cf n. 18). * Nessuna comunit, nessuna aggregazione ecclesiale pu, allora, sottrarsi al dovere di farne il proprio strumento di formazione. Occorrer un impegno concorde e continuo a verificarne la possibilit di uso nei diversi ambiti: famiglia, esperienze educative, associazioni e movimenti eccetera; per settori specifici; itinerari di catecumenato, formazione sociale, ministerialit laicale, eccetera. 1.2 A SERVIZIO DI UNA CATECHESI E DI UNA FEDE VERA E ADULTA * Non facile n scontato diventare adulti, adulti cristiani e cristiani adulti, per tutta una serie di fattori sociali, culturali ed ecclesiali che costituiscono delle sfide alla riuscita personale degli uomini e delle donne del nostro tempo. Come stato rilevato nella VIII giornata nazionale spagnola sulla CA (=catechesi degli adulti): "Ci sono esperienze che soddisfano il bisogno di sicurezza psicologica, ma a prezzo di infantilizzare psicologicamente, di creare dipendenze infantilizzanti, di allontanare dalla libert del Vangelo, di bloccare lo sviluppo umano e cristiano". E' compito della catechesi di essere vera e adulta per poter condurre le comunit e i singoli alla maturit della fede (cf DCG, 21). E il CdA, come strumento di catechesi, come educa ad una catechesi vera e adulta e come la realizza? * Il CdA garantisce, nelle sue intenzionalit e in tutto il suo sviluppo, una catechesi - vera in quanto fedele al rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II e, per la Chiesa che in Italia, da Il rinnovamento della catechesi; - adulta nei suoi obiettivi, nei suoi contenuti, nei suoi metodi e nel rispetto delle esigenze proprie degli adulti, acompagnadoli gradualmente verso la maturit. (Per approfondire l'argomento si rimanda agli Orientamenti per la catechesi degli adulti "Adulti nella fede testimoni di carit"dell'UCN, pgg 32-33). 2. "LA VERITA' VI FARA' LIBERI" SI COLLOCA NEL DINAMISMO DELL'ALLEANZA * Il nuovo titolo del catechismo (che fa ricorso a una parola pronunciata da Ges, come si fatto per tutti gli altri catechismi della CEI) stato scelto perch esprime bene le due dimensioni fondamentali del testo, quella cristologica e quella antropologica: due dimensioni costanti che attraversano l'intera trattazione, oltrepassando le tematiche specifiche di cristologia e antropologia cristiana, sviluppate rispettivamente nella prima e nella terza parte. * Il CdA si colloca cos nel dinamismo dell' Alleanza, nel dinamismo, cio, esistente tra l'uomo che "scava" dentro di s e Dio che si rivela e si comunica come Creatore, Redentore, Vivificatore: se la catechesi non aiuta l'uomo a scavare dentro di s egli non giunge a Dio. * La verit cristiana , dunque, un grande avvenimento in corso; l'evento dell'Alleanza amorosa e fedele di Dio, che ci stato rivelato in Cristo, ci viene comunicato mediante lo Spirito e viene da noi accolto e manifestato in modo credibile attraverso l'esperienza vissuta dell'amore reciproco tra i credenti e dell'amore verso tutti, specialmente verso i poveri. La verit cristiana evento di libert. * Il futuro della promessa, "vi far", evoca un cammino storico: il cammino dell'esistenza cristiana personale - nel testo biblicamente qualificata come un seguire Cristo - un camminare secondo lo Spirito, un andare al Padre; inoltre - come evidenzia la successione delle tre parti del testo - il cammino globale dell'umanit finalizzato all'attuazione dell'eterno disegno di Dio ed scandito dalla stessa dinamica trinitaria, per Cristo nello Spirito al Padre. 3. GLI OBIETTIVI EDUCATIVI (Lucido, 6; Nota,n. 35) Il CdA intende favorire l'incontro degli adulti con il mistero santo di Dio Padre, tramite il Signore Ges (messaggio, opere, vita), in vista di un'adesione di fede pi consapevole e pi coerente. Concretamente il CdA vuole essere uno strumento per la formazione di una fede adulta, per adulti, con un processo adulto, cio adeguato pienamente alla condizione degli adulti oggi. Ci comporta diversi obiettivi: 3.1 FAR CONOSCERE I CONTENUTI DELLA FEDE DELLA CHIESA * Il CdA, essendo il "libro della fede" , ovviamente, caratterizzato dalla categoria dell'insegnamento perch "la fede conoscenza di Dio, del suo disegno d'amore, della sua volont di salvezza. Per questo, la catechesi insegnamento, esposizione chiara e sempre pi profonda della dottrina rivelata, nel rispetto delle esigenze e delle capacit dei fedeli" (RdC, 39). Questa forma di catechesi, offerta dal CdA, risponde cos alla povert culturale di molti cristiani e alla situazione generale che non d la fede come un dato pacifico (cf. alcune catechesi: sulle religioni, nn. 586-605; sulla Sacra Scrittura, nn. 609-632; sulla preghiera cristiana, nn. 955-1013). * Il CdA, non assume, per, l'insegnamento come logica unica: "La catechesi, scegliendo Ges Cristo come centro vivo, non intende proporre semplicemente un nucleo essenziale di verit da credere, ma intende soprattutto far accogliere la Sua persona vivente, nella pienezza della sua umanit e divinit, come Salvatore e Capo della Chiesa e di tutto il creato" (RdC, 58). N intende svolgere la funzione propria della teologia. Il CdA supera cos la confusione per cui la catechesi degli adulti intesa come un'esposizione adattata o volgarizzata della teologia. A questo riguardo il Messaggio del popolo di Dio del sinodo romano sulla catechesi del 1977 precisa: "Non ogni insegnamento, anche religioso, per se stesso catechesi ecclesiale". Riprendendo una distinzione classica, il CdA vuole permettere a ciascuno di coniugare l'aspetto oggettivo e l'aspetto soggettivo della fede, cio "ravvivare fra gli uomini la fede, illuminata per mezzo dell' istruzione e a renderla cosciente e operosa" (CD, 14); Non , dunque, solo un problema di "conoscenza" ma di "sapienzialit", per cui il credente acquisisce la capacit di valutare da cristiano le varie situazioni. * Il Catechismo, a questo proposito, non serve a riproporre il nozionismo, ma a sostenere nell'adulto la seria volont di conoscere i contenuti oggettivi del proprio Credo e conoscerli in modo vitale. Le "ragioni" del credere non sono un lusso da intellettuali, ma un compito dell'evangelizzazione e della pastorale odierne. Non ci si pu pi muovere in base al criterio del "secondo me" n, tanto meno, rifugiarsi nel sostegno dell'ambiente, soprattutto nelle grandi citt. Il Catechismo, scritto nella Nota, non si accontenta di credenti devoti ed entusiasti, generosi e disponibili, ma chiusi nella sfera del privato e nell'ambito ecclesiale, poveri di coraggio missionario, di creativit e di promozionalit (cf. n. 10; ci viene confermato dall'itinerario di fede). 3.2 PROMUOVERE UNA PARTECIPAZIONE ASSIDUA (cf. Nota UCN, n. 35) - all'ascolto della parola di Dio......- alla preghiera........- all'esercizio della carit................. 3.3 MATURARE UN'ESPERIENZA ECCLESIALE E UN IMPEGNO MISSIONARIO CONCRETO (cf. Nota UCN, n. 35) 3.4 PREPARARE GLI ADULTI A RENDERE RAGIONE DELLA PROPRIA SPERANZA E A INCARNARE LA FEDE NELLA PROPRIA REALTA' CULTURALE (cf. Nota UCN, n. 35) 4. L' IMPIANTO O STRUTTURA DEL CdA (lucido n. 7; cf. Nota UCN, n.36) * E' cristologico-trinitario. Il testo mantiene la struttura che caratterizzava la stesura del 1981: Per Cristo, nello Spirito, al Padre. La struttura, concretamente, caratterizzata dalle seguenti principali dimensioni o criteri: - la prospettiva unificante trinitaria: tutto viene dalla Trinit e ad essa ritorna.......(dimensione trinitaria) - il criterio di comprensione il mistero di Ges Cristo (cristocentrismo)........... - cos come ce la propone la Chiesa (dimensione ecclesiale) * E' storico-salvifico. Il CdA intende presentare la "sinfonia della fede" evidenziando - l'unit del disegno divino di salvezza che si sta attuando nella storia (dimensione storico-salvifica)........ - in tensione verso lo svelamento totale e finale del progetto di Dio (dimensione escatologica) * Si articola in tre parti: - Nel nome di Ges Cristo - Nell'unit dello Spirito Santo - A te Dio Padre Onnipotente. * Una introduzione alla fede precede le tre parti: - La via della vita. 5. CONTENUTI E SEQUENZA DELLE PARTI (lucido 10, 11; cf. Nota, n. 38; cf Indice del testo) 5.1 LA LINEA GENERALE DI SVILUPPO Cos pu essere sintetizzata: l'uomo che cerca il senso della vita, trova la risposta in Ges Cristo, rivelazione personale di Dio nella storia, che si lascia incontrare nella Chiesa, la comunit dei suoi discepoli, animata dal suo Spirito, in cui si rinasce come figli di Dio, impegnati in una nuova esperienza storica e protesi nella speranza alla perfezione della vita eterna. 5.2 L'ESPERIENZA QUOTIDIANA COME "CONTENUTO" CATECHISTICO DEL CdA E' questo un filo rosso che sottende i contenuti e lega la sequenza delle varie parti del CdA: il considerare l'esperienza quotidiana come "contenuto" della catechesi, esperienza da leggere e da interpretare alla luce dell'esperienza biblica ed ecclesiale. D'altra parte, "l'uomo non ha occhi per vedere Dio e non ha orecchi per intendere Dio se non vede e non sente la sua vita" (Kierkegard). (Cf. il CdA a pg 19: Le grandi domande: "Abbiamo un'acuta...Ma la libert......? Nutriamo....Ma possono? Occorre liberarsi......E' necessario prendere sul serio le grandi domande......"; cf. le domande nelle pagine "Per l'itinerario di fede"). Il CdA, in questo senso, pienamente attento al dato di fede e al pensiero del Magistero per il fatto che "allarga" il concetto di "contenuto" della catechesi e f di esso fondamentalmente il risultato di un incontro: quello delle esperienze fondanti cristiane (quella di Israele, quella di Ges Cristo, quella che di Lui ha fatto la comunit primitiva e l'esperienza ecclesiale) con l'esperienza umana attuale (cf i primi due capitoli). 5.3 SEQUENZA DELLE PARTI (Lucido, n.8; cf. Nota UCN, n.38) - una introduzione che parte dalla riflessione sull'inquietudine dell'uomo che gi trova una risposta, anche se ancora oscura e sfuggente, nella domanda stessa che in lui e che lui stesso (c. 1). La risposta piena si trova solo in Ges (c. 2). Ad un esame pi attento, il c. 2 anticipa una sintesi dell'intero catechismo. In questi due capitoli sono articolate le tematiche proprie di una introduzione alla fede: "Il cammino della speranza" stata definita questa introduzione. - La prima parte, "Per il nostro Signore Ges Cristo", comincia con il raccontare l'evento di Ges Cristo che annuncia il Regno di Dio che viene (c. 3); chiama alla conversione e alla libert (c. 4); il suo servizio nei gesti della vita pubblica (c. 5); nel dono di s fino alla morte in croce (c. 6); la centralit della sua risurrezione per la nostra salvezza (c. 7); dagli eventi si risale alla profondit del suo mistero (Figlio di Dio c. 8; in comunione di amore con la Trinit c. 9; principio e fine della creazione c. 10). - La seconda parte, "Nell'unit dello Spirito Santo", annuncia il tempo della Chiesa come tempo dello Spirito e invita, dunque, ad incontrare il Cristo risorto nella Chiesa, animata dallo Spirito. La Chiesa annunciata e presentata sia nel suo sviluppo storico e sia nel suo approfondimento teologico, in modo che emergano la sua natura (c. 11); i ministeri come doni diversi di un solo Spirito (c.12); la sua missione evangelizzatrice (c. 13); il mistero pasquale nella Chiesa attraverso la Parola e i Sacramenti (cc. 14-18); la Chiesa mistero di comunione di vita con Dio (c. 19); insieme con Maria la Madre di Ges e immagine e primizia della Chiesa (c. 20). - La terza parte, "A Te Dio Padre Onnipotente", delinea la figura del cristiano, l'uomo nuovo. La vocazione del cristiano (c. 21); la sua libert, la sua crescita autentica e coerente realizzate nella legge di Dio (c. 22); la coscienza come "luogo" ove egli percepisce l'appello personale di Dio (c. 23); in un cammino di conversione dal peccato alla santit (c. 24); l'esperienza cristiana che ha come contenuto la preghiera intesa come rapporto con Dio (c. 25), il servizio alla dignit della persona umana (c. 26); un corretto rapporto tra amore e sessualit; la fedelt e la dedizione nel matrimonio e nella famiglia aperta alla societ e alla Chiesa, la verginit (c. 27); l'impegno sociale e politico e l'impegno per un lavoro degno dell'uomo (cc. 28-29); la fedelt alla verit e alla persona nella comunicazione e nella formazione della cultura (c. 30); l'escatologia come speranza operosa nell'incontro con il Signore che viene (cc. 31-32). - Le formule essenziali della professione di fede e le principali preghiere della vita cristiana chiudono il Catechismo. - L'indice degli argomenti risulta utile per una ricerca e utilizzazione per temi e per argomenti. 6. ARTICOLAZIONE DEI CAPITOLI (Lucido, 9; cf. Nota UCN, nn. 39-40)) * Ciascuna parte corredata da: - annotazioni introduttive - significative citazioni bibliche - presentazioni del contenuto dell'intera articolazione. * Ciascun capitolo: - introdotto da un motto biblico - si apre con una breve sintesi contenutistica - si chiude con un possibile itinenario di fede sintesi del capitolo - alcune domande - elementi di ascolto e meditazione - preghiera e celebrazione - profession edi fede. * Ciascun paragrafo: - riporta la correlazione tematica con il CCC - riporta una breve sintesi dei contenuti. 7. LO SVILUPPO TEMATICO E ALCUNE ACCENTUAZIONI (Lucido, 8; Nota 37; 41) * L'uomo alla ricerca del senso della vita trova la risposta in Ges Cristo che si lascia incontrare nella Chiesa: - comunit dei discepoli di Ges - animata dallo Spirito Santo - in cui si rinasce figli di Dio - impegnati in una nuova esperienza storica - nella speranza di perfezione della vita eterna. * Accentuazioni nei concetti di - comunione e cammino - grazia di Dio e cooperazione - libert dell'uomo - libert, verit, carit. 8. IL LINGUAGGIO (Lucido, 12; cf Nota, 42: cf. Presentazione del CdA, pg 10) * Concreto e preciso - ricco di immagini - ricco di richiami alle fonti della catechesi - prevalente ispirazione biblica - rimanda esplicitamente alla Tradizione e al Magistero, ad una riflessione teologica, alla esperienza umana - esprime implicitamente ed esplicitamente un dialogo ecumenico - rimanda alla cultura contemporanea. 9. I DESTINATARI (Nota UCN, n. 43; Presentazione del CdA, pgg 10-11) Il testo "il libro della fede", come lo ha chiamato Giovanni Paolo II: un catechismo degli adulti, cio per gli adulti e da adulti. Esso interpella coloro che credono e intendono darsi ragione della loro fede nell'oggi della nostra storia; coloro che hanno bisogno di ravvivare e purificare la propria esperienza ecclesiale; coloro che credono in Dio e che non hanno incontrato la pienezza di luce offerta all'uomo in Ges Cristo; coloro, anche, che non credono e che nel loro cammino si aprono alla "buona notizia", che Cristo, nel vissuto della comunit ecclesiale; coloro che hanno responsabilit ministeriale all'interno delle comunit cristiane. Il CdA ha, dunque, molteplici potenziali destinatari. Esso : * per i cristiani e per quanti sono in ricerca; * per le comunit: nel contesto italiano potr essere un "vademecum" una "compagnia" verso il terzo millennio segnato da "verit" e "libert" che sono in Cristo la "carit", cuore antico e sempre nuovo della "buona notizia"; * si rivolge ad adulti cristiani che vogliono approfondire la fede; * si rivolge, poi, ad ogni persona di buona volont che voglia un confronto serio e autorevole con la fede che la Chiesa annuncia. Il testo certamente destinato alla lettura personale, come libro della fede per un cammino personale. Il luogo pi proprio del suo impiego resta per quello del gruppo, in cui il cammino di catechesi manifesta visibilmente la dimensione ecclesiale. 10. FORME DI IMPIEGO E PROPOSTE PER L'UTILIZZAZIONE 10.1 QUALI POSSIBILI FORME DI IMPIEGO? (cf. Nota UCN, n. 44) * L'uso del CdA, per la natura stessa della catechesi degli adulti, non pu essere pensato in modo rigido ed uniforme, ma va mediato in rapporto alla condizione e ai bisogni dei destinatari. * Una prima e fondamentale esigenza di elaborare in maniera programmata, partendo dal CdA, itinerari o cammini di fede......(cf. Nota UCN, n. 44) 10.2 QUALI ITINERARI ELABORARE? (cf. Nota UCN, nn. 45-49) * Itinerari di iniziazione cristiana degli adulti * itinerari di formazione permanente degli adulti credenti * itinerari di fede nella famiglia cristiana * per l'annuncio cristiano nei diversi "areopaghi" del mondo degli adulti * per la formazione dei catechisti. TERZA PARTE Due "questioni" si pongono conla consegna del CdA La verit vi far liberi. Esse riguardano la qualit del rapporto con altri due testi: il Catechismo della Chiesa Cattolica e il catechismo Signore da chi andremo?. 1. CATECHISMO DEGLI ADULTI e CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (cf Nota, 32-33) "Se abbiamo gi il Catechismo della Chiesa Cattolica, a che serve il nuovo Catechismo degli adulti italiano?". E' la domanda tutto sommato pertinente, sulla bocca di tanti pastori e catechisti, cui se ne possono aggiungere altre: "Il CdA una copia del CCC o si pone in termini pi o meno alternativi? Quali sono le effettive somiglianze e quali le differenze? Quale l'uso dell'uno e dell'altro?". Il rapporto tra i due Catechismi chiaramente determinato da Giovanni Paolo II nella costituzione apostolica Fidei depositum e dallo stesso CCC; il Papa sottolinea il duplice servizio del CCC: - fare da "punto di riferimento" sicuro e autentico...." (FD, 4; cf anche CCC, 11-12); -"incoraggiare e aiutare la redazione dei nuovi catechismi locali, che tengono conto delle diverse situazioni e culture" (FD, 4; CCC, 11, 23-24). Si pu notare come la ragione che regge il rapporto dei due catechismi sia squisitamente ecclesiale. Elementi di continuit Non questione di testi, per cui uno, il CCC, sarebbe migliore dell'altro o viceversa, ma di comunione nella verit da parte di tutti i cristiani ( il compito del CCC) e di inculturazione religiosa, ecclesiale e culturale ( il compito del CdA). Una prima indicazione del CCC, prontamente accolta del CdA, riguarda i criteri di "genuinit, integrit, organicit" nell'esposizione dei contenuti. Per fare un esempio, a proposito di Ges Cristo, nel Catechismo italiano - al seguito del CCC - vi la massima cura di proporre ci che la Chiesa veramente crede di Ges ( il Figlio di Dio fatto uomo, non semplicemnete un modello esemplare); di Lui intende dare tutti i lineamenti essenziali (la vita storica, ma anche la sua condizione di Signore glorificato); infine si impegna a mettere in risalto la "gerarchia delle verit", ossia la collocazione e il valore della figura di Ges nell'insieme della fede cristiana. Da questo punto di vista, il CdA si ispira intenzionalmente al CCC quanto alle formulazioni sintetiche della dottrina e nei collegamenti fra i contenuti. Elementi di diversit In questo fondamentale quadro comune, sono tantissimi i contatti del CdA con il CCC nei contenuti particolari, specie nella problematica morale, ma anche numerose le diversit. - La pi appariscente, ma in fondo anche la pi estrinseca, riguarda anche la pi estrinseca, riguarda la divisione della materia: il CCC ha fatto la scelta dei "quattro pilastri" tradizionali, cio credo, sacramenti, vita cristiana (morale),preghiera; - il CdA, in aderenza al rinnovamento conciliare e in coerenza con il progetto catechistico italiano, sceglie la sudddivisione in tre parti: l'opera di Ges, l'azione della Chiesa, la vita cristiana nel tempo. Volti al positivo, si ricavano facilmente alcuni tratti maggiori caratterizzanti il CdA rispetto al CCC. * Oltre che pi sintetico, il CdA appare pi argomentativo, nello sforzo di entrare in dialogo con un lettore bene individuato, l'italiano adulto, di cui non dimentica le tante domande e sensibilit. In particolare, mentre il CCC, specie nella parte dedicata alla vita morale (parte III, sezione II), segue un'esposizione a modo di questioni o "casi", il CdA tiene conto certamente dei vari problemi esistenti, ma li enuclea in maniera argomentata e culturalmente pi accessibile alle persone di oggi (cf. cc. 26-30). * Proprio in relazione al nostro retroterra culturale, il CdA favorisce una panoramica storico-culturale di certe tematiche (ad es. quanto alla missione della Chiesa, agli ordini religiosi, al dialogo interreligioso, all'impegno sociale e politico, ai processi di comunicazione e di cultura). * In terzo luogo, il CdA continuamente evidenzia con linguaggio moderno ed efficace le implicanze esistenziali o valoriali delle grandi verit della fede; sviluppa quello che chiamato "il colorito italiano" del CdA, grazie soprattutto al richiamo di santi e personalit italiane e all'utilizzo dell'arte sacra e religiosa attinta tutta dal nostro Paese; soprattutto - e qui siamo al cuore della differenza - il CdA fa un passo in avanti, o meglio di avvicinamento e profondit: cerca di dire la fede della Chiesa al cristiano che vive in Italia, cristiano adulto, che ha alle sue spalle una tradizione religiosa anche culturalmente segnata in maniera incomparabile: si pensi al mondo dell'arte, ma anche del costume morale. * Infine, il CdA pu dire esplicitamente ci che al CCC non concesso: dopo ogni capitolo, sotto la voce per "l'itinerario per la fede", propone un cammino catechistico che vivifica in maniera eccellente l'inevitabile sinteticit e staticit del testo. In sintesi, il CCC e il CdA sono due testi fatti per richiamarsi: al lettore italiano sufficiente il CdA, da comprendere per nella universalit do sguardo e secondo l'intento di comunione nell averit propria del "Catechismo della Chiesa cattolica". Nell'azione pastorale, si far perno perci sul CdA, ma si potranno utilmente arricchire e completare gli argomenti con il CCC. 2. IL CATECHISMO "LA VERITA' VI FARA' LIBERI" e IL CATECHISMO "SIGNORE DA CHI ANDREMO?" (Nota n. 34) * Innanzitutto, nuovo il titolo Signore da chi andremo? era una parola di Pietro; La verit vi far liberi una parola di Ges. Si voluto dare come titolo, come per tutti gli altri catechismi, una parola di Ges. Al culmine di un itinerario di fede, dopo tante affermazioni, finire con una domanda poteva essere significativo ma sembrato pi logico finire con una promessa. Una parola del Signore che fosse promessa di libert, di vita vera, in pienezza. * Dal punto di vista dei contenuti, la novit pi significativa l'aggiunta di un'introduzione alla fede, che in due capitoli tratta i temi della teologia fondamentale. Il primo capitolo presenta l'uomo in ricerca di Dio attraverso l'esistenza personale, attraverso la storia e, in particolare, l'esperienza religiosa dei popoli, attraverso l'indagine razionale del principio primo di tutta la realt. Viene evidenziata l'apertura illimitata dello spirito umano, l'apertura al mistero infinito, che ilpresupposto per poter entrare in dialogo con Dio. E bisogna pur riconoscere che anche oggi, perfino dietro a qualche maschera superficiale, irridente e smaliziata rimane intatta la stessa apertura, la stessa attesa. Il secondo capitolo propone un percorso di risposta. Dio ha fatto l'uomo aperto sul mistero infinito perch vuole entrare in dialogo con Lui. Ges di Nazareth si presenta come la parola di Dio per noi, in lui Dio viene incontro all'uomo per accompagnarlo nel cammino. Le altre tre parti, "Per il nostro Signore Ges Cristo", "Nell'unit dello Spirito Santo", "A te Dio Padre onnipotente", sono identiche a quelle del Catechismo Signore da chi andremo?, diverse, naturalmente, nella trattazione concreta dei singoli temi. C' una maggiore attenzione ai contenuti e a un'esposizione precisa dei contenuti della fede, quindi una maggiore completezza dottrinale. Si cerca, per, di non perdere l'attenzione alla vita, e la risonanza esistenziale propria del catechismo precedente. Maria, modello esemplare della persona in cammino di fede Il CdA (cf. c. 20), alla luce del Vangelo, la descrive ripetutamente come colei che ascolta attentamente, medita profondamente nel suo cuore, si interroga e interroga per capire la volont di Dio, conosciutala la accoglie con generosit e la mette in pratica. Ma non si tratta di un cammino che la fa ripiegare su stessa: con squisita sensibilit umana e missionaria, attenta ai problemi del prossimo, come avvenuto nei riguardi degli sposi di Cana e, riconoscendosi strumento, rimanda a Ges la conversione dell'acqua in vino. Anche noi siamo incamminati insieme a Maria,la Madre di Ges, immagine e primizia della Chiesa. 10.3 Quali linee didattiche possono essere recepite all'interno del catechismo? Tanti sono i modi di utilizzare il CdA: il testo, infatti, ricco di spunti e di suggestioni che vanno oltre gli indispensabili, ma non esclusivi, itinerari di catechesi. La strada per la sua utilizzazione pu senz'altro partire dal testo e verificare negli elementi che lo compongono altrettanti suggerimenti di utilizzazioni diversificate e complementari Non possibile, per, attendersi che nel catechismo ci siano anche le avvertenze tecniche, le mete didattiche, gli obiettivi intermedi, le concatenazioni dei singoli passaggi..... Ma per l'elaborazione di particolari itinerari importante ripercorrere l'indice, elemento prezioso per comparazioni e confronti, per individuare immediatamente il peso e la significativit all'interno della struttura di questo catechismo. Altro elemento didatticamente prezioso sono le pagine per l'itinerario di fede, costruite secondo la logica dei diversi momenti di un incontro catechistico. C' il momento della presa di coscienza della situazione esistenziale e culturale, con una serie di interrogativi (il momento pi difficile della catechesi quello di fare emergere e di educare le domande), segue una scelta di letture bibliche e testi del magistero; infine si propongono formule per la preghiera e la professione di fede. Data l'abbondanza del materiale, lo schema pu essere utilmente valorizzato pi volte per lo stesso capitolo. Oltrea ci, utile sottolineare che i vari argomenti sono trattatiin maniera di avere un senso compiuto senza bisogno di eccessivi rimandi. All'oggettivit del testo ancoriamo, dunque, alcuni spunti. - Il primo spunto nasce dalle brevi espressioni che, come motto, accompagnano i titoli delle parti e dei capitoli. Nel loro insieme vengono a costituire un tracciato che - con un paio di iniziali eccezioni anticotestamentarie (introduzione e cap. 1) e poi un testo liturgico (cap. 7) - percorre un p tutto il Nuovo Testamento. Con queste frasi si viene a costituire un patrimonio espressivo che invita a verificare, alla luce del CdA, il formulario tradizionale della professione della fede e dell'espressione della preghiera. Tanta educazione alla fede, nella tradizione, passata attraverso formule brevi, giaculatorie e modelli simili. Ecco, allora, un primo aspetto di utilizzazione: le sue pagine possono aiutare i singoli credenti e le comunit a esprimere in brevi formule la fede, rifare un patrimonio pi vivo, biblicamente pi fondato, teologicamente pi certo di questo canale semplice della formazione e della vita di fede. Di fronte a noi si apre lo spazio della vita interiore neella sua forma popolare e trova nel catechismo uno strumento di approfondimento e di rifondazione. - Il secondo spunto riguarda la prospettiva culturale, in quanto un catechismo degli adulti di per s si impone come evento che supera l'ambito ristretto dell'interesse puramente catechistico, per fare appello a tutte le dimensioni della vita ecclesiale, come pure per porsi come significativo interlocutore nella vita culturale del Paese. Ogni capitolo e spesso ogni singola unit del catechismo si aprono poi normalmente con un breve ma preciso richiamo al contesto culturale, in cui si colloca la verit di fede che il testo sta per presentare. Qui si gioca molto della capacit del CdA di interrogare l'uomo contemporaneo. Non che il riferimento alla sua cultura si esaurisca in queste prime righe del testo. Esso ben presente, sia pure per lo pi implicitamente, in tutte le pagine del volume e contrassegna la prospettiva e il modo con cui la verit cristiana viene esposta. La tematizzazione per di alcune problematiche culturali all'inizio del capitolo o dell'unit costituisce un forte richiamo a un'utilizzazione del catechismo come strumento anzitutto per la presa di coscienza all'interno delle comunit ecclesiali delle prospettive culturali che l'annuncio evangelico coinvolge, e poi per la proposta nell'areopago della cultura di un annuncio che si presenta come risposta agli interrogativi dell'uomo contemporaneo. Appare perci del tutto ovvio prendervi il catechismo come punto di riferimento per aprire un dibattito sui grandi temi della cultura d'oggi. In fondo, dietro alle "liste dei peccati" con cui la stampa lo ha riduttivamente presentato, c' pur sempre la coscienza anche del mondo laico che la fede cristiana ha qualcosa da dire a una societ che sta perdendo i riferimenti oggettivi della moralit e del senso della vita. Altrettanto ovvio appare il dover partire dal CdA per provocare le comunit cristiane a una riflessione sulle dinamiche culturali in cui sono inserite e da cui illusoriamente tante volte pensano di poter prescindere. - Un terzo spunto riguarda le problematiche di carattere pastorale; esse vengono toccate dalle stesse battute iniziali dei capitoli e delleunit e anche da alcuni snodi successivi dell'esposizione; da queste diversificate modalit vengono evidenziati comportamenti e atteggiamenti diffusi presso i cristiani del nostro tempo e presso le nostre comunit ecclesiali. Anche in questo caso il catechismo diventa stimolo e strumento per un esame di coscienza della prassi pastorale, uno strumento non secondario - ad esempio - per consigli pastorali diocesani e parrocchiali che vogliano sfuggire la rincorsa alle emergenze e ritrovarsi a riflettere e a rpogettare alla luce della fede in modo organico, sistematico e coerente. - Un quarto spunto di possibile utilizzazione interessa la prassi di lettura della sacra Scrittura. E' la stessa partenza biblica del discorso catechistico a suggerire un'importante funzione che il CdA pu svolgere nell'ambito delle varie prassi di lettura della sacra Scrittura che sempre pi si vanno affermando nelle comunit: lectio divina, scuola della Parola ecc. La possibilit che queste prassi si appiattiscano su un pericoloso biblicismo, non deve frenare una crescita che va salutata come positiva risposta al cap. VI della Dei Verbum. E' per vero che un'attenzione tutta speciale deve essere data a che ogni lettura della Bibbia, sia una lettura nella Chiesa e nella sua fede. Il CdA si propone come un testo in cui la Parola di Dio trova la sua collocazione nel rispetto dell'"analogia della fede" o, per dirla con un'espressione pi moderna, della "sinfonia della verit". Grazie ad esso la parola della Scrittura si prolunga nella parola della Chiesa che la interpreta e ne riconduce a comunione ogni lettura personale. Fare delle pagine del catechismo un passaggio obbligato di risonanza ecclesiale della Parola pu esserne, dunque, un'efficace utilizzazione. - L'utilizzazione pi ovvia, come quinto spunto, per certamente quella proposta dalle pagine finali di ogni capitolo, le pagine "per l'itinerario di fede". L viene indicato un percorso completo per la crescita della vita cristiana, che inserisce il momento propriamente catechistico nel tessuto pi ampio della vita, della celebrazione, della testimonianza. E' soprattutto un percorso rispettoso delle grandi acquisizioni del rinnovamento della catechesi in Italia. In esso si riflettono le sue scelte portanti, la catechesi come educazione della mentalit di fede, l'integrazione tra fede e vita, la fedelt a Dio e all'uomo, la dinamica della "traditio" - "redditio", ecc. Son anche pagine che indicano concretamente come il testo costiutisca un libroaperto su altri libri - quello della Bibbia anzitutto - come pure su altre parole, su altre testimonianze, su altre immagini..... - Il richiamo alle numerose immagini suggerisce un sesto spunto per l'utilizzazione del CdA. Esse, infatti, sono un evidente invito a riscoprire le tracce dell'espressione della fede in forma visiva e specificamente artistica, di arte nota ma anche di quellameno nota e "povera". Non si tratta solo di riscoprire degli oggetti, ma soprattutto di riaprire lo sguardo sulla funzione per cui sono stati creati, come catechesi immediata e popolare, come punto di riferimento della contemplazione. - Proprio sul versante della contemplazione si apre, allora, un ulteriore spazio di utilizzazione del CdA. Proponendo delle immagini da contemplare ed esponendo i motivi della contemplazione il nuovo catechismo costituisce un testo di educazione alla dimensione contemplativa della vita di fede, quella dimensione che ne costituisce in ogni caso il vertice pi proprio e l'esito ultimo, cui tutti siamo chiamati a tendere.