GIOVANI E NATALE CELEBRAZIONE PENITENZIALE "IL SIGNORE DIO FARA' GERMOGLIARE LA GIUSTIZIA" 1993 UN SEGNO PER CELEBRARE * E' un suggerimento per rendere viva la celebrazione e aiutare i a parteciparvi con maggiore attenzione. * E' un segno e come tale va utilizzato. - se serve - se non oscura il segno sacramentale; - va preparato con cura e attenzione - e presentato all'assemblea - in modo che parli al cuore di chi partecipa. * Un segno sul tema: "GERMOGLIER_ LA GIUSTIZIA ": >> si pu preparare nel luogo della celebrazione o una PIANTA da cui poter strappare dei ramoscelli per ciascuno dei presenti o delle piccole piante in un vasetto, da consegnare ad ognuno E' un segno del DONO che si riceve da Dio E' un segno di IMPEGNO per portare il dono nella vita. >> Il segno pu essere introdotto al termine della PRIMA lettura, finch insieme si prega con il Salmo 84. >> Pu essere consegnato ai partecipanti durante il rito di conclusione della celebrazione. CELEBRAZIONE I RITO DI INIZIO CANTO: Lampada ai miei passi (n. 207) Signore vieni CELEBRANTE: Nel nome del Padre...... Il Dio della speranza che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi INVITO ALLA PREGHIERA (dialogo tra Lettori e Tutti) 1L Il deserto e la terra arida si rallegrano, la steppa fiorisca ed esulti! Si copriranno con fiori di campo, canteranno e rideranno di gioia. T Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. 2L Ridate forza alle braccia stanche e alle ginocchia che vacillano. Dite agli scoraggiati: Siate forti, non abbiate timore! Il vostro Dio viene a liberarvi, viene a punire i vostri nemici. T Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. 1l Allora i ciechi riacquisteranno la vista e i sordi udranno di nuovo. Allora lo zoppo salter come un cervo, e il muto grider di gioia. T Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. 2L Nel deserto scaturir una sorgente, e scorreranno i fiumi nella steppa. Tra la sabbia bruciata si former il lago e dalla terra secca sprizzeranno sorgenti d'acqua. T Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. 1L L ci sar una strada e si chiamer la via santa. Sar il Signore ad aprirla. Il leone e le bestie feroci non la renderanno pericolosa. La percorreranno tutti quelli che il Signore ha liberato: sul loro volto felicit a non finire. T Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. (Is 35,1-10) IN ASCOLTO DELLA PAROLA PRIMA LETTURA GUIDA Celebrare il tempo del germoglio significa essere pronti a cogliere tutte le tracce di Dio dentro a noi e attorno a noi. Noi non siamo di coloro che ritengono che questo mondo sia soltanto tenebre; noi crediamo che questo mondo amato da Dio! Celebrare il tempo del germoglio significa saper renderne grazie a Dio, sicuri della sua promessa. DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA Il deserto e la terra arida si rallegrino, la steppa fiorisca ed esulti. Si copriranno con fiori di campo, canteranno e grideranno di gioia; diventeranno belli come il Libano, splendidi come il Carmelo e la pianura di Saron. Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. Ridate forza alle braccia stanche e alle ginocchia che vacillano. Dite agli scoraggiati: "Siate forti, non abbiate timore! Il vostro Dio viene a liberarvi, viene a punire i vostri nemici". Allora i ciechi acquisteranno la vista e i sordi udranno di nuovo. Allora lo zoppo salter come un cervo e il muto grider di gioia. Nel deserto scaturir una sorgente e scorreranno fiumi nella steppa. Tra la sabbia bruciata si former un lago e dalla terra secca sprizzeranno sorgenti d'acqua. L ci sar una strada e si chiamer "via santa". Sar il Signore ad aprirla. Esulto di gioia con tutta l'anima mia per quello che il Signore, mio Dio, ha fatto: mi ha vestito con la sua salvezza, la sua giustizia mi copre come un mantello. Sono felice come uno sposo quando mette il turbante di nozze, come una sposa quando si adorna di gioielli. Come la terra fa nascere i germogli e il giardino fa germogliare i suoi semi, cos Dio, il Signore, far germogliare la giustizia davanti a tutte le nazioni. Parola di Dio SALMO 84 (si prega insieme o a cori alterni) Signore, sempre ci sei stato vicino e tante volte hai rinnovato la nostra situazione: hai perdonato i nostri sbagli, hai dimenticato i nostri tradimenti facendoti passare la voglia di abbandonarci alla nostra meschinit. Signore, nostro Salvatore, Dio da un amore fedele, non badare alle nostre bestemmie, dimentica le nostre cattiverie, gli odii e le continue violenze. Torna a vivere con noi, a darci coraggio e gioia; mostraci il tuo volto di tenerezza e aprici il cuore alla fiducia. Il Signore ha qualcosa da dirci, sono sicuro che parler di pace a noi, comunit dei credenti in lui, e a tutti gli uomini dal cuore sincero. S, sono sicuro che Dio ci porter salvezza, che la nostra terra guster ancora una volta la sua amorosa presenza. Allora rifioriranno tra noi l'amore e la fedelt, la giustizia e la pace. La giustizia sar come la pioggia che penetra e feconda il vivere insieme, la pace sar il raccolto abbondante di una stagione lavorata da Dio. Dio stesso si impegnato, e noi con lui, ad aprire nel mondo una via alla pace. SECONDA LETTURA GUIDA Invochiamo la giustizia come dono di Dio, capace di dare ad ogni cosa il suo posto. E lo facciamo anche in riferimento alle nostre concrete situazioni storiche, dentro le quali chiediamo a Dio di portare la sua presenza. Ce lo ha ricordato il nostro Vescovo con una sua lettera di cui leggiamo alcuni stralci. LETTERA PASTORALE 2. Ritrovare il senso rigoroso del dovere Chi ha la fortuna di avere un lavoro, nel settore privato o pubblico, deve viverlo come vera vocazione, onorarlo con intelligente e generosa dedicazione, fargli esprimere tutte le possibilit di utilit sociale e di servizio di cui potenzialmente ricco. Occupare un posto di lavoro in modo passivo o deresponsabilizzato significa danneggiare il bene comune e impedire che il lavoro crei lavoro. Sprechi, imprecisioni, ritardi, assenteismo, rifiuto della fatica dell'aggiornamento, sono atteggiamenti intollerabili nei cristiani, essi devono invece riconoscere nel lavoro un'espressione privilegiata del dovere di servizio e di solidariet verso tutti e della promozione del benessere dell'intera societ. 4. Non far pagare la crisi ai poveri. Occorre in ogni modo evitare che il costo della crisi gravi soprattutto su coloro che gi vivono in condizione di precariet e di marginalit sociale: con parola cristiana, i poveri. Le forme della povert e il numero di coloro che vivono sotto la soglia di un'esistenza dignitosa sono pi elevati di quanto comunemente si crede a motivo di una falsa immagine di sicurezza e di benessere che la societ italiana ha dato di s in questi anni. Ad essi bisogna anzitutto pensare; ripartire i sacrifici in maniera astrattamente eguale fare ingiustizia verso i pi deboli. Il senso di responsabilit dev'essere chiesto a tutti; ma la misura dei sacrifici dev'essere proporzionale alle risorse di cui si gode. Chi pi ha usufruito del periodo di affluenza degli scorsi anni chiamato oggi, per giustizia prima che per solidariet, a portare i pesi maggiori del momento difficile. ACCLAMAZIONE AL VANGELO Signore sei venuto (n. 54) Passeranno i cieli (n. 52) VANGELO GUIDA Ci viene proposta una serie di brani del Vangelo di Marco, per ricordarci che davvero in Ges germogliata la giustizia di Dio, attraverso tanti segni di bont che egli ha compiuto per chi lo ha incontrato invocando da lui la presenza di Dio Salvatore. Questa parola di Dio si compie oggi anche per noi. Durante la celebrazione se ne possono leggere alcune parti e lasciare la meditazione di tutti al momento del silenzio e delle confessioni individuali. DAL VANGELO SECONDO MARCO Proprio come aveva scritto il profeta, un giorno Giovanni il Battezzatore venne nel deserto e cominci a dire: "Cambiate vita, fatevi battezzare e Dio perdoner i vostri peccati". Un uomo tormentato dallo spirito maligno si mise a gridare: "Che vuoi da noi, Ges di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo mandato sa Dio". Ma Ges gli ordin severamente: "Taci ed esci da quest'uomo!". Verso sera dopo il tramonto del sole, la gente port a Ges tutti quelli che erano malati e posseduti dal demonio. Tutti gli abitanti della citt si erano radunati davanti alla porta di casa. Ges guar molti di loro che soffrivano di malattie diverse e scacci molti demoni Un lebbroso venne da Ges e gli chiese di aiutarlo: "Se vuoi, tu puoi guarirmi". Ges ebbe compassione di lui, lo tocco con la mano e gli disse: "Si, lo voglio: guarisci!". E subito la lebbra spari e quell'uomo si trovo guarito. Alcune persone vennero, scoperchiarono il tetto della casa proprio dove si trovava Ges e di lass fecero scendere la barella con sopra sdraiato un paralitico. Ges, quando vide la fede di quelle persone, disse al paralitico: "Figlio mio, i tuoi peccati sono perdonati"....... Poi disse al paralitico: "Dico a te: alzati, prendi la tua barella e va' a casa". Mentre tutti lo guardavano, l'uomo si alz, prese la sua barella e se ne and via. La barca si riempiva di acqua. Ges intanto dormiva in fondo alla barca, con la testa appoggiata su un cuscino. Allora i discepoli lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, affondiamo! Non te ne importa nulla?". Egli si sveglio, sgrid il vento e disse all'acqua del lago: "Fa' silenzio, calmati!" Allora il vento si ferm e ci fu una grande calma. Ges fece uscire dalla stanza tutti e vi entr con il padre e la madre della bambina e con i suoi tre discepoli. Prese la mano della bambina e le disse: "Talit kum" che significa: "Fanciulla, alzati!". Subito la fanciulla si alz e si mise a camminare. Quando Ges scese dalla barca, vide tutta quella folla ed ebbe compassione di loro perch erano come pecore che non hanno un pastore. Allora si mise ad insegnare loro molte cose. Ges chiam i discepoli attorno a s e disse: "Come sapete, quelli che pensano di essere sovrani dei popoli, comandano come duri padroni; le persone potenti fanno sentire con la forza il peso della loro autorit. Ma tra voi non deve essere cos. Anzi, se uno vuole essere grande, si faccia servo di tutti; e se uno vuole essere il primo, si faccia servitore di tutti. Come il Figlio dell'uomo: che venuto non per farsi servire ma per servire e per dare la sua vita come riscatto per la liberazione degli uomini. Mentre stavano mangiando, Ges prese il pane, fece la preghiera di benedizione, spezzo il pane, lo diede ai discepoli e disse: "Prendete: questo il mio corpo". Ma il giovane disse alle donne: "Non spaventatevi. Voi cercate Ges di Nazaret, quello che hanno Crocefisso. E' risuscitato, non qui". Parola del Signore OMELIA del CELEBRANTE RICHIESTA DI PERDONO GUIDA Il Natale che ci prepariamo a vivere, ci chiede disponibilit ad accogliere in modo nuovo la presenza di Dio; in modo nuovo anche rispetto alla nostra mentalit personale e sociale. La preghiera che facciamo ora motivo per rivedere la nostra vita. Con il lettore, ci alterniamo leggendo noi le parti in corsivo. Finora ci hanno detto: l'essenziale essere il primo ovunque. Bisogna mettersi tra i forti, quelli che comandano. Bisogna usare la forza per imporsi e lasciare un'impronta nel proprio tempo e ambiente. Con il Natale qualcosa di diverso comincia: Dio nasce tra gli odori di una stalla. Non ha altra potenza che la sua tenerezza. Non ha altro desiderio che farsi piccolo e servire. Finora ci hanno detto: l'essenziale possedere, aumentare il benessere, moltiplicare gli oggetti per colmare un vuoto. Bisogna comprare, ammassare e piazzare bene il proprio denaro, perch non si sa mai... i tempi sono incerti. Con il Natale qualcosa di diverso comincia: Dio nasce nella nudit, e ci dice che la sola ricchezza il cuore dell'uomo, il suo mondo interiore e i suoi sogni. Finora ci hanno detto: alcuni sono pi bravi di altri e sono nati per essere capi. C' gente che nata per essere dominata. Il fine giustifica i mezzi. E non bisogna esitare a mutilare l'uomo se questo serve a garantire l'ordine. Con il Natale qualcosa di diverso comincia: Dio nasce in mezzo agli oppressi, quelli che non hanno diritto di parola e ci dice che qualsiasi uomo prezioso perch cerne di Dio. Finora ci hanno detto: l'amore non pu durare, perch l'esistenza troppo mutevole e si costretti a usarlo come una vecchia corda. Con il Natale qualcosa di diverso comincia: Dio nasce per amore, per manifestare che l'amore capace di infrangere ogni limite e durare oltre la morte. T U T TI: Confesso a Dio onnipotente.. C E L E B R A N TE: Dio onnipotente abbia misericordia ... CELEBRAZIONE INDIVIDUALE DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE N.B. E' opportuno fissare un tempo, non eccessivamente lungo, dopo il quale ci si ritrova insieme per concludere la celebrazione in assemblea; le confessioni individuali possono proseguire anche dopo la conclusione. RIFLESSIONE SULLA VITA 1. A volte trascino i miei giorni subendo l'esistenza. Il passato passato, non vedo futuro. C' solo presente. Un quotidiano pesante che blocca ogni attesa. Una vita, la mia, svuotata di senso. LAVORO 2. Il lavoro mi pesa. E' un dovere opprimente. Fatica. Qualche volta lavoro per forza o per fuggire il problema che dentro di me s'affaccia sul senso del mio essere al mondo. FAMIGLIA 3. La famiglia, vocazione alla comunione sovente delusa. Persone insieme senza godere l'incontro. Si vedono i difetti. 1e ricchezze di ciascuno rimangono spente. Tensioni che si protraggono a lungo DIVERTIMENTO 4. Anche il divertimento e il necessario riposo per recuperare energie a volle inquinato dall'efficienza e dal consumismo. Abbiamo perso la gioia delle semplici cose del perdere tempo per godere l'incontro. PREGHIERA 5. La nostra preghiera spesso affrettata. Una lista di grazie, un domandare cose che, presto, vogliamo siano a noi donate. Tempo non abbiamo da dedicare al Signore, ascoltare la Parola che d senso alla vita. IMPEGNO NEL MONDO 6. Il dolore del mondo, il bisogno dei fratelli che ci vivono accanto sovente ignoriamo. L'impegno generoso per chi vicino, la collaborazione attiva nella comunit in cui viviamo ricevono timidi aiuti dalla nostra risposta. 43 (42) 1. Fammi giustizia, difendi la mia causa, contro gente senza fede. Liberami dal malvagio, o Dio, salvami dal bugiardo. 2. Dio, sei tu la mia fortezza: perch mi hai respinto? perch cammino cosi triste, oppresso dal nemico? 3. Manda la tua verit e la tua luce, siano esse mia guida, mi conducano al monte del tuo santuario, fino alla tua presenza. 4. E arriver al tuo altare, o Dio, mi farai danzare di gioia. Per te, Signore, soner la cetra, mio Dio, canter le tue lodi. 5. Perch sei cosi triste, cosi abbattuta, anima mia? Spera in Dio, torner a lodarlo, lui, mia salvezza e mio Dio. 70 (69) Supplica a Dio perch venga presto 1. Per il direttore del coro. Salmo di Davide. Per ricordare. 2. O Dio, vieni in mio aiuto, Signore, vieni presto a salvarmi 3. Siano umiliati e coperti di infamia quelli che attentano alla mia vita: si diano alla fuga pieni di vergogna quelli che godono della mia rovina. 4. Siano sconvolti e confusi quelli che mi dicono: <>. 5. Gioiscano invece e si rallegrino tutti quelli che ti cercano. Dicano sempre: Dio grande! quelli che amano la tua salvezza. 6 Io sono povero e misero: accorri da me, o Dio, mio aiuto e mio liberatore; Signore, non tardare. XVIII. Lode dello giustizia Tu sei giusto, Signore: perfette sono le tue decisioni. Con giustizia hai dato i tuoi ordini e sei stato molto fedele. I miei avversari dimenticano le tue parole e io fremo di collera. La tua parola limpida e pura; e molto cara al tuo servo. Non conto nulla e mi disprezzano, ma non dimentico i tuoi decreti. La tua giustizia giustizia per sempre, verit la tua legge. Mi hanno colto ansiet e angoscia, ma i tuoi comandamenti mi danno gioia. I tuoi precetti sono sempre giusti: fammi capire e io vivr 126 (125) Dal pianto alla gioia 1. Canto dei pellegrini. Quando il Signore cambi le sorti di Sion ci sembrava di sognare. 2. La nostra bocca si riempiva di canti, la nostra lingua di grida di gioia. Allora dicevano i popoli: Grandi cose ha fatto per loro il Signore. 3 Si, il Signore ha fatto grandi cose per noi ed eravamo pieni di gioia. 4. Cambia ancora, Signore, le nostre sorti come risvegli i torrenti nel deserto. 5. Chi semina nel pianto mieter nella gioia! 6. Nell'andare, cammina piangendo e getta le sementi, 7. nel tornare, canta festoso e porta a casa il raccolto. RITO DI CONCLUSIONE IN ASSEMBLEA CANTO: Maria, tu che hai atteso (n. 242) LETTURA GUIDA Dio che viene davvero capace di cambiare il nostro cuore, se sappiamo essere terreno disponibile al suo dono. DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA Dice il Signore: La mia parola come la pioggia e la neve che cadono dal cielo e non tornano indietro senza aver irrigato la terra e senza averla resa fertile. Fanno germogliare il grano, procurano i semi e il cibo. Cosi anche della parola che esce dalla mia bocca: non ritorna a me senza produrre effetto, senza realizzare quello che voglio e senza raggiungere lo scopo per il quale l'ho mandata". Parola di Dio PREGHIERA FINALE E BENEDIZIONE L'antica storia che da secoli raccontiamo 1L Signore, Dio nostro, riuniti attorno a te ci ricordiamo dell'antica storia che da secoli continuiamo a raccontare: quella di Ges di Nazaret, un uomo che apertamente ha osato chiamare te, Signore Iddio, con il nome di Abb, Padre, e che anche a noi ha insegnato a fare altrettanto. T Noi ricordiamo il modo in cui egli ha parlato agli uomini, raccontando della moneta smarrita, della pecora perduta, del figliol prodigo: di tutti quelli che si perdono, che non contano pi, dei lontani dagli occhi e dal cuore, dei piccoli e dei poveri, di tutti quelli che non sono liberi, non sono conosciuti, non sono amati. 1L Ci ricordiamo che egli andato alla ricerca di tutta questa gente smarrita, di quelli che sono afflitti e non trovano calore, e del modo in cui egli si messo dalla loro parte senza dimenticare gli altri. T Questo gli costato la vita, poich i potenti della terra non lo accettarono. E tuttavia, Dio buono, Padre onnipotente, egli si seppe da te compreso ed accettato, si visto confermato da te nell'amore. Cos diventato un'unica cosa con te. Cos, liberato da se stesso, pot vivere liberando anche gli altri. 2L Invia ora il tuo Spirito su noi, lo Spirito buono che viene da te da tuo Figlio, perch ci animi e ci aiuti a seguire Ges nel costruire il tuo regno, quel Ges dal quale abbiamo imparato ad essere liberi dai poteri che ci estraniano, ad essere liberi di far del bene. T Con le nostre migliori forze facciamo quel che Ges, il tuo testimone che conosce i nostri cuori, ci comandano di fare: celebrando nei secoli. A lode e gloria per te, Padre onnipotente, nell'unit dello Spirito Santo ora possiamo e osiamo anche pregare, per mezzo di lui, con lui e in lui, cos com'egli ci ha insegnato. T Padre nostro. BENEDIZIONE FINALE G Dio onnipotente e misericordioso, ci d la gioia di celebrare Ges come colui che atteso da ogni uomo nel profondo del suo cuore. T Egli ci renda capaci di trovare dentro di noi e attorno a noi motivi per invocare la venuta del suo regno per il presente e per il futuro. G Il Signore Ges, il principe della pace, il difensore dei poveri e degli emarginati. T Egli ci trovi alla sua venuta a fianco di quanti oggi soffrono e piangono per costruire, con loro, il regno di Dio. G Lo Spirito di Ges opera nel cuore di ogni uomo, aprendolo alla gioia e alla speranza. T Egli ci aiuti a radicarci in una gioia e una festa che nasce dalla buona notizia del regno. G E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, e Figlio e Spirito Santo discenda su di noi e con noi rimanga sempre. T Amen. CANTO