Parrocchia di S. Siro - Ozzero 2 settembre 1992 "... Lampada per i miei passi la tua Parola" Dal libro del Qolet (2,10-11.18-20; 6,12; 7,10-12) 210 Non ho negato ai miei occhi nulla di ci che bramavano, n ho rifiutato alcuna soddisfazione al mio cuore, che godeva d'ogni mia fatica; questa stata la ricompensa di tutte le mie fatiche. 11 Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi apparso vanit e un inseguire il vento: non c' alcun vantaggio sotto il sole. 18 Ho preso in odio ogni lavoro da me fatto sotto il sole, perch dovr lasciarlo al mio successore. 19 E chi sa se questi sar saggio o stolto? Eppure potr disporre di tutto il mio lavoro, in cui ho speso fatiche e intelligenza sotto il sole. Anche questo vanit! 20 Sono giunto al punto di disperare in cuor mio per tutta la fatica che avevo durato sotto il sole, 612 Chi sa quel che all'uomo convenga durante la vita, nei brevi giorni della sua vana esistenza che egli trascorre come un'ombra? Chi pu indicare all'uomo cosa avverr dopo di lui sotto il sole? 710 Non domandare: Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?, poich una tale domanda non ispirata da saggezza. 11 buona la saggezza insieme con un patrimonio ed utile per coloro che vedono il sole; 12 perch si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede. Qolet un saggio, che scrive quando ormai divenuto anziano e ricco di esperienza. Non pu quindi fare a meno di leggere la vita in profondit, senza illusioni. Il suo linguaggio forse un po' duro, ma possiamo trovare nelle sue parole molte delle domande e delle preoccupazioni che sono anche nostre. - Sicuramente oggi pi facile, rispetto al passato, "non rifiutare alcuna soddisfazione al nostro cuore": cio avere maggiori comodit e benessere. Tutto questo, almeno nei nostri desideri, dovrebbe procurarci felicit, tranquillit e sicurezza. In realt sappiamo bene che questo non vero, anzi: le preoccupazioni aumentano, si ha sempre paura di non avere abbastanza o di perdere quello che si ha... la vita ed il lavoro diventano cos come una continua corsa, ma in realt non sappiamo bene neppure noi quello che realmente vogliamo. - Un argomento a proposito del quale Qolet molto duro e disilluso quello dei figli: egli giunge ad odiare tutto il proprio lavoro perch ha l'impressione di affaticarsi per un figlio che non sapr apprezzare tutta la sua fatica e non sapr cosa farsene degli insegnamenti del padre e di tutta la saggezza che egli ha faticosamente accumulato. Forse capitato qualche volta anche a noi di arrivare quasi alla disperazione, quando sembra che tutti i nostri sforzi non servano ad educare dei figli che pretendono sempre, tutto e subito... - Nasce allora spontaneo un pensiero: era meglio una volta! I nostri genitori - almeno cos ci sembra - sapevano cosa era buono e cosa era cattivo, sono stati capaci di educarci facendo meno fatica di quella che tocca oggi a noi... Qualche volta ci chiediamo perch ai nostri figli non basta pi quello che andava bene per noi: una vita pi essenziale e regolare, una fiducia quasi spontanea nei genitori, la partecipazione alla Messa senza discussioni (o quasi...), una chiara comprensione del bene e del male. Ma sono poi cose che veramente possediamo? - Cosa posso fare per uscire dall'incertezza che mi prende come in una morsa e per saper dare una risposta ai tanti interrogativi che mi porto appresso? Salmo12 Salvami, Signore! Non c' pi un uomo fedele; scomparsa la fedelt tra i figli dell'uomo. Si dicono menzogne l'uno all'altro, labbra bugiarde parlano con cuore doppio. Recida il Signore le labbra bugiarde, la lingua che dice parole arroganti, quanti dicono: Per la nostra lingua siamo forti, ci difendiamo con le nostre labbra: chi sar nostro padrone?. Per l'oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io sorger - dice il Signore - metter in salvo chi disprezzato. I detti del Signore sono puri, argento raffinato nel crogiuolo, purificato nel fuoco sette volte. Tu, o Signore, ci custodirai, ci guarderai da questa gente per sempre. Mentre gli empi si aggirano intorno, emergono i peggiori tra gli uomini. Dalla Lettera di Giacomo (1,21-27) 121 Perci, deposta ogni impurit e ogni resto di malizia, accogliete con docilit la parola che stata seminata in voi e che pu salvare le vostre anime. 22 Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. 23 Perch se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: 24 appena s' osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. 25 Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libert, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi trover la sua felicit nel praticarla. 26 Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna cos il suo cuore, la sua religione vana. 27 Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo. Forse dalla riflessione sul brano di Qolet abbiamo ricavato una convinzione: le "nostre" parole ed i "nostri" ragionamenti non sono sufficienti per risolvere problemi e preoccupazioni che incontriamo ogni giorno. Dobbiamo allora ricorrere ad un'altra parola, alla Parola "che pu salvare le nostre anime": alla Parola di Dio. - Dobbiamo per confessare che forse questo invito a rivolgerci alla Parola di Dio non ci entusiasma troppo: quante Messe, quante prediche abbiamo fino ad ora ascoltato senza che questo risolvesse i nostri problemi o ci dese pi sicurezza e decisione nelle scelte quotidiane? Forse una predica o una lettura ci hanno entusiasmato per un momento, ma il loro effetto non durato per molto tempo... - Proviamo per a porci anche un'altra domanda: in che modo, fino ad ora, abbiamo ascoltato la Parola di Dio? Abbiamo provato ad interrogarla a fondo, con perseveranza, cercando di familiarizzarci con il suo linguaggio? Davanti ad una difficolt siamo capaci di cercare nella Bibbia le parole che possono guidare ed illuminare la nostra preghiera? Oppure dobbiamo riconoscere che le occasioni di ascolto della Parola si sono sempre limitate alle letture della Messa domenicale, e che la Bibbia stessa ci appare ancora come un labirinto in cui non sappiamo orientarci? - San Giacomo dice che "fissare lo sguardo" sulla Parola come guardare a lungo in uno specchio per ritrovare e conoscere a fondo la propria immagine. Quando ho provato a confrontarmi a lungo con Dio? Forse l'ultima volta che ho cercato davvero di conoscerlo stato quando ho frequentato, anni fa, il catechismo... Ma a quei tempi le mie esigenze ed i miei interrogativi erano molto pi semplici di adesso! Canto Dal Vangelo secondo Matteo (7,24-27; 13,51-52) 724 Perci chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perch era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande. 1351 Avete capito tutte queste cose?. Gli risposero: S. 52 Ed egli disse loro: Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. La promessa di Ges chiara: Egli ci assicura che la sua Parola come una roccia stabile, e se la nostra casa (cio la nostra vita, la nostra famiglia, le cose che abbiamo pi care...) costruita su queste fondamenta nessuna tempesta potr farla crollare. Questo significa che nessun dubbio, nessuna domanda, nessuna preoccupazione resta senza una risposta davanti alla sua Parola. - Bisogna per imparare a leggere la Bibbia: questo richiede una consapevolezza ed un impegno. La consapevolezza quella che non posso ottenere da Dio luce e guida per la mia vita se non sono capace di mettermi di fronte a lui come una persona adulta che sa porre le domande giuste, certo ben diverse da quelle che ero abituato a rivolgergli da bambino. L'impegno allora quello di decidermi a dedicare un po' del mio tempo a conoscere sempre meglio il linguaggio con cui Dio si rivolge agli uomini, e quindi anche a me. Solo cos posso "afferrare" le risposte che ancora oggi il Signore offre ai problemi e alle domande pi concrete delle mie giornate. - Forse ho un po' di timore a decidere questo passo: forse ho paura di mostrare agli altri che sto rifacendo le fondamenta della mia casa ancorandole alla roccia, mentre sembra che tutti preferiscano la sabbia... Forse ho paura di "espormi" troppo ad un compito che mi sembra difficile, e non sembra offrirmi garanzie di riuscita... Sono per certo di poter estrarre anch'io dal tesoro che la Bibbia "cose antiche e cose nuove": le cose nuove sono proprio le risposte che attendo, e che il Signore da tempo aspetta di darmi! Intercessioni - Quando ci sembra di essere come soffocati dai molti problemi e dagli interrogativi che riguardano il lavoro, la famiglia, l'educazione dei figli, noi ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! - Quando abbiamo la tentazione di rifugiarci nel lamento e nel rimpianto dei tempi passati, invece di ricordarci che anche oggi tu vuoi darci delle risposte di speranza, noi ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! - Riconosciamo di avere davvero bisogno di conoscerti pi a fondo, di imparare a parlare con te delle cose di ogni giorno, di accettare la cura e l'attenzione che hai per ciascuno di noi: per questo ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! - Riconosciamo di aver spesso ascoltato distrattamente o superficialmente la tua Parola, che comunque tu non ti stanchi mai di seminare abbondante in mezzo a noi. Per questo ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! - Vogliamo superare il timore e l'indifferenza, per rifare le fondamenta delle nostre case e delle nostre famiglie sulla roccia del tuo vangelo, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto. Allora ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! - Vorremmo che la nostra Comunit parrocchiale diventi come un grande campo, nel quale la tua Parola trova terreno fertile e capace di un raccolto abbondante. Allora ti preghiamo: Donaci di ascoltare la tua Parola, Signore! Preghiamo. Padre, che non ti stanchi mai di bussare alla nostra porta, rendici capaci di accoglierti in mezzo alle vicende di ogni giorno. Rendici ascoltatori attenti della tua Parola, capaci di parlare con te e di farti tutte le domande che abbiamo nel cuore. Donaci il tuo Spirito come compagno e sostegno per il cammino. Te lo chiediamo per Cristo, tua Parola vivente, nostro fratello e Signore. Amen.