Che cosa sono le Istituzioni - Incontro del 17 Novembre 1993 __________________________________________________________________ Il contesto entro il quale inserire il tema delle istituzioni, per quanto riguarda la Dottrina sociale della Chiesa, il rapporto Chiesa-mondo. Le istituzioni socio-politiche non sono tutto il mondo, ne esprimono per la forma pi precisamente e complessamente strutturata: allora: i termini del rapporto tra Chiesa ed istituzioni socio-politiche sono dettati dalla condizioni e dalle modalit che dovrebbero regolare il rapporto tra la Chiesa e tutto il mondo, intendendo per esso l'insieme delle realt umane, sociali. (Non pertanto un concetto cosmico o geografico) Quali sono questi termini? Ne evidenziamo soltanto due: la naturale laicit del mondo, il Regno di Dio. Vediamo brevemente di che cosa si tratta. 1) La naturale laicit del mondo: E' frutto di una elaborazione recente e sofferta: quanto afferma il Concilio e cio: "La Chiesa, in ragione del suo ufficio e della sua competenza, in nessuna maniera si confonde con la comunit politica e non legata ad alcun sistema politico" oggi pu sembrare lapalissiano ma non stato cos per molti secoli. Non stiamo qui a ripercorrere la storia del rapporto tra Chiesa e Stato. A noi interessa oggi ribadire la distinzione dei piani, questa autonomia, seppur non assoluta, del temporale rispetto allo spirituale, ossia al compito e alla missione specifica della Chiesa. Questa separazione per non assoluta, ossia c' un punto di incontro, di correlazione, dove questi due piani si intersecano, e cio: 2) Il Regno di Dio Per Regno di Dio si intende il fine ultimo dell'uomo, ossia la piena comunione con Dio Padre Onnipotente e Creatore. La societ umana vive delle tensioni, procede nel tempo realizzando un progresso (che si alterna talvolta ad un regresso, si al)a talvolta ad un regresso, tutto il tempo e la storia ordinata, secondo la concezione cristiana a questo punto omega, come dirette Theillard de Chardin, all'incontro con Cristo. La Chiesa opera per realizzare, preparare, prefigurare questo Regno: ecco allora la disponibilit della Chiesa e collaborare con il mondo per rendere questo progresso degno della dignit dell'uomo. In un documento sulla cooperazione tra le Chiesa, riprendendo temi gi contenuti nel Concilio prima e nel Magistero di Giovanni Paolo II poi, si legge: "Sulla strada del Regno, la Chiesa incontra l'uomo e il mondo, e comprende che la sua missione deve essere inserita pienamente nella vita e nella storia degli uomini, nelloe loro condizioni concrete ed attuali." Come conseguenza di questi due termini, il dialogo tra Chiesa e Istituzioni muove dalla convinzione che tra persona umana e societ e le sue struttre esiste una forte interdipendenza: di qui deriva il diritto-dovere della Chiesa di proclamare e difendere, anche di fronte alle istituzioni stesse, la verit sull'uomo: - la dignit della persona umana - il primato del bene comune - l'uguaglianza fra gli uomini (superando cio un etica individualista) - la responsabilit di una partecipazione Il rapporto tra Chiesa e Istituzioni si pone allora nell'ottica del servizio, un servizio che la Chiesa offre all'uomo, alla sua dignit e al suo vero progresso. Concretamente, oggi, come la Chiesa si pone in questo dialogo, che cosa maturato, quali sono le urgenze: 1) La necessit di un dialogo permanente, che presupponga una conoscenza della natura delle istituzioni, quindi delle competenze reciproche, per eliminare ogni atteggiamento pregiudiziale. (ecco perch ho parlato prima dei fondamenti che stanno alla base del rapporto tra Chiesa e mondo) 2) Il riconoscimento di una complessit, spesso inestricabile e scoraggiante, dei problemi socio politici, che impone uno sforzo serio di comprensione dei fatti e la convinzione della relativit di ogni soluzione. 3) la preoccupazione di cercare le vie della riconciliazione e della collaborazione evitando quelle dello scontro e della divisione. La Chiesa mantiene tra i suoi valori pi importanti quello della Pace: in una situazione come la nostra di frammentazione di interessi e di gruppi, che conducono alla reciproca estraneit, all'anonimato, alla reciproca diffidenza il dialogo risulta essere molto difficile: non ci sono interlocutori affidabili in una societ divisa, dove le istituzioni perdendo identi e spazio politico sono lontane dalla gente (partitocrazia) Ecco allora quanto richiamava Mons. Volta: ossia la necessit di ricostruire un tessuto sociale che ridoni spazio e promuova una partecipazione pi ampia e illuminata da questi valori di solidariet e collaborazione positiva. Questo il senso di pace in questo dialogo e il senso di riconciliazione. 4) la difesa intransigente di chi non ha voce e dei valori fondamentali. In conclusione: oggi si parla tanto di riforme istituzionali. Si pu tuttavia intravedere un errore di prospettiva all'interno della bagarre che sta coinvolgendo numerose personalit e forze politiche, ossia il rischio di considerare sufficiente per un positivo rinnovamento la scelta di nuove strutture istituzionali non considerando che non basta l'abito nuovo per rendere nuova una persona. La vera riforma istituzionale parte dal rinnovamento delle persone che daranno vita alle nuove istituzioni, e quando i Vescovi e i laici impengnati in politica richiamano e cercano di educare secondo una cultura della legalit e secondo valori credo che cos svolgano un verso servizio ed attuino un vero rinnovamento.