APPUNTI PER LA LECTIO TRA LE FAMIGLIE - Presentazione Questo lavoro vuole essere uno schema di aiuto per la "Lectio Divina" tra le famiglie. E' stato preparato per 5 incontri di preghiera in piccoli gruppi (non pi di 5 coppie) delle giovani coppie della nostra parrocchia di S.Lorenzo in Lodi e lo propongo come spunto o strumento per altri gruppi di giovani coppie. Si riportano solo i testi della lectio ai quali si aggiungono alcuni spunti di riflessione per dare delle piste di lettura. La struttura quella semplice della Lectio Divina nei suoi canoni tradizionali: Lectio E' un brano o pi brani tratti dalla Sacra Scrittura. E' Dio che mi parla. Meditazio Sotto l'azione dello Spirito Santo interiorizzo la Parola ascoltata per "ruminarla" affinch produca frutti. Oratio Rispondo a Dio, presentandomi cos come sono. Lo ringrazio per ci che mi ha donato condividendolo con gli altri. Schema per l'incontro Occorre creare un certo raccoglimento,attraverso un'icona, una candela,un leggio per la Bibbia. A. Introduzione mediante un canto, oppure attraverso l'ascolto di una canzone o musica inerente al tema dell'incontro che riesca a "portare dentro" il clima di preghiera B. Recita del salmo C. Lectio Lettura e spiegazione del brano mediante linee guida D. Silenzio per la Meditazio E. Condivisione F. Intenzioni di preghiera G. Preghiera del Padre Nostro che chiude l'incontro. L'incontro pu essere preceduto da una cena in comune o seguito dal taglio di una torta, al fine di aumentare il clima di conoscenza e comunione tra le famiglie. Gli incontri bene che si svolgano ogni volta presso una famiglia diversa. 1 INCONTRO IL COMANDAMENTO DELL'AMORE Salmo 77 [1]Al maestro del coro. Su <>. Di Asaf. Salmo. [2]La mia voce sale a Dio e grido aiuto; la mia voce sale a Dio, finch mi ascolti. [3]Nel giorno dell'angoscia io cerco ilSignore, tutta la notte la mia mano tesa e non si stanca; io rifiuto ogni conforto. [4]Mi ricordo di Dio e gemo, medito e viene meno il mio spirito. [5]Tu trattieni dal sonno i miei occhi, sono turbato e senza parole. [6]Ripenso ai giorni passati, ricordo gli anni lontani. [7]Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: rifletto e il mio spirito si va interrogando. [8]Forse Dio ci respinger per sempre, non sar pi benevolo con noi? [9]E` forse cessato per sempre il suo amore, finita la sua promessa per sempre? [10]Pu Dio aver dimenticato la misericordia, aver chiuso nell'ira il suo cuore? [11]E ho detto: <>. [12]Ricordo le gesta del Signore, ricordo le tue meraviglie di un tempo. [13]Mi vado ripetendo le tue opere, considero tutte le tue gesta. [14]O Dio, santa la tua via; quale dio grande come il nostro Dio? [15]Tu sei il Dio che opera meraviglie, manifesti la tua forza fra le genti. [16]E` il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, i figli di Giacobbe e di Giuseppe. [17]Ti videro le acque, Dio, ti videro e ne furono sconvolte; sussultarono anche gli abissi. [18]Le nubi rovesciarono acqua, scoppi il tuono nel cielo; le tue saette guizzarono. [19]Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, i tuoi fulmini rischiararono il mondo, la terra trem e fu scossa. [20]Sul mare passava la tua via, i tuoi sentieri sulle grandi acque e le tue orme rimasero invisibili. [21]Guidasti come gregge il tuo popolo per mano di Mos e di Aronne. Lectio (Dt 6,4-9; 10,12-13) [4]Ascolta, Israele: il Signore il nostro Dio, il Signore uno solo. [5]Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. [6]Questi precetti che oggi ti d, ti stiano fissi nel cuore; [7]li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. [8]Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi [9]e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. [12]Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio, se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l'ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima, [13]che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene? Ascolta, Israele: il Signore il nostro Dio, il Signore uno solo. Questo versetto la prima frase della professione di fede fatta tradizionalmente da Israele ed dominata dalla parola ASCOLTA. Per sottolineare l'importanza di questo versetto, i manoscritti ebraici ne hanno scritto l'inizio e la fine a caratteri pi grandi Il Signore uno solo vuole anzitutto affermare che il Dio di Israele non pu essere diviso come potrebbero lasciar credere le immagini e i molteplici santuari contro i quali lottava giustamente il Dt. Tu amerai....Iahv il Dio che ama il suo popolo. E' anche il Dio che si pu e si deve non solo temere, ma amare; ci qualcosa che non si era mai osato dire prima. Questo amore verso Dio si esprime nell'impegno totale da parte dell'uomo. Con tutto il cuore, con tutta l'anima significa amare Dio, cercare Dio servirlo (Dt 10,12) praticare ed osservare i suoi comandamenti, ascoltare il Signore, ritornare a Lui: questi verbi esprimono le forme concrete che deve rivestire l'amore del popolo di Dio, ad analogia di come Lui ama i suoi. Questi precettti...la Parola del Signore quanto contrassegna l'appartenenza d'Israele a Dio. I pii Giudei hanno ancor oggi l'abitudine di appendere alla fronte e ai polsi , per dimostrare concretamente il loro attaccamento alla Legge, striscie di pergamena con sopra scritte le parole della Legge. 2 INCONTRO LA PIENA MANIFESTAZIONE DELL'AMORE DI DIO PER NOI Salmo 63 [1]Salmo. Di Davide, quando dimorava nel deserto di Giuda. [2]O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua. [3]Cos nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria. [4]Poich la tua grazia vale pi della vita, le mie labbra diranno la tua lode. [5]Cos ti benedir finch io viva, nel tuo nome alzer le mie mani. [6]Mi sazier come a lauto convito, e con voci di gioia ti loder la mia bocca. [7]Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, [8]a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali. [9]A te si stringe l'anima mia e la forza della tua destra mi sostiene. [10]Ma quelli che attentano alla mia vita scenderanno nel profondo della terra, [11]saranno dati in potere alla spada, diverranno preda di sciacalli. [12]Il re gioir in Dio, si glorier chi giura per lui, perch ai mentitori verr chiusa la bocca. Lectio (Gv 3,16-21; Rom 5,8-11; 1Gv 4,9-10.19) [16]Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. [17]Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch il mondo si salvi per mezzo di lui. [18]Chi crede in lui non condannato; ma chi non crede gia stato condannato, perch non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. [19]E il giudizio questo: la luce venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perch le loro opere erano malvagie. [20]Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perch non siano svelate le sue opere. [21]Ma chi opera la verit viene alla luce, perch appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio. [8]Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perch, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo morto per noi. [9]A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. [10]Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto pi ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. [11]Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Ges Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione. [9]In questo si manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perch noi avessimo la vita per lui. [10]In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. [19]Noi amiamo, perch egli ci ha amati per primo. Ges viene presentato da Giovanni come l'espressione dell'amore del Padre per il mondo (Gv 3,16), come la piena manifestazione dell'amore di Dio (1Gv 4,9). Questo amore trova la sua completa dimostrazione nella morte di Ges per noi (Rom 5,8) che ci dona la giustificazione (v.9), la riconciliazione con Dio (v.10) e la possibilit di una vita nuova. Proprio per questo l'atteggiamento degli uomini di fronte alla persona di Ges rappresenta il giudizio che per Gv non atteso per la fine della storia, ma ha luogo quando l'uomo si trova nella presenza di Cristo e in modo particolare di fronte alla sua croce. Le risposte per Gv possono essere due e provocano una inevitabile divisione tra gli uomini. Una prima risposta possibile il rifiuto di chi non riconosce e non vuole credere alla potenza ("nome") della persona del Figlio. In questo modo viene smascherato l'uomo che fa il male e questo svelamento costituisce in se stesso il giudizio o la condanna di chi rifiuta Dio. Una seonda risposta possibile l'accoglienza di chi vuole compiere la volont di Dio ("verit") cos come l'ha potuta percepire e vuole stare nella comunione con Dio. questo atteggiamento dispone a credere alla rivelazione portata da Ges e a giudicare la fede come adesione a Cristo riconosciuto come Figlio di Dio e come rivelatore. La nostra capacit di amare parte da Lui e il suo amore diventa il criterio per il nostro amore sia a livello di motivazione che a livello di modalit e caratteristiche concrete. 3 INCONTRO L'AMORE PERSONALE DEL DISCEPOLO PER GESU' Salmo 23 [1]Salmo. Di Davide. Il Signore il mio pastore: non manco di nulla; [2]su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. [3]Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. [4]Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perch tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. [5]Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. [6]Felicit e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiter nella casa del Signore per lunghissimi anni. Lectio (Gv 21,15-17; 14,15-21) [15]Quand'ebbero mangiato, Ges disse a Simon Pietro: <>. Gli rispose: <>. Gli disse: <>. [16]Gli disse di nuovo: <>. Gli rispose: <>. Gli disse: <>. [17]Gli disse per la terza volta: <>. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: <>. Gli rispose Ges: <>. Confessione sincera di Pietro sull'amore per Cristo al quale si appella in quanto unico in grado di conoscere e possedere il cuore dell'uomo. Ges rivelatosi unico pastore mandato dal Padre conscio dell'amore di Pietro. affida allo stesso il compito di "pescare" il suo gregge. La missione apostolica ha cos il suo collegamento con il primo "mandato2, l'incarnazione di Ges seguita appunto da questa funzione pastorale. Determinante per assumere il compito di pastori l'amore incondizionato e senza riserve per Cristo. L'essere discepolo comporta l'accettare la morte, la morte di croce che da Ges Cristo, a Pietro, a tutti gli uomini rende gloria al Padre. Lo Spirito Consolatore: viene pi che altro indicato come consolatore a volte lo Spirito, a volte Ges. In Gv lo spirito avvia i discepoli nel grande processo che il mondo persegue contro di essi. Il dono dello Spirito concesso senza alcuna limitazione di tempo, assicura per sempre la comunione con Cristo, che lo comunica. Lo Spirito di verit concesso da colui che verit, che aiuta i suoi discepoli a progredire nella conoscenza e a rendere testimonianza di fronte allo Spirito dall'errore e dalla menzogna che domina il mondo. I discepoli potranno cos sperimentare la presenza di Cristo Risorto, condividendone la nuova vita, e cos tutti coloro che hanno creduto in base alla loro testimonianza, al contrario del mondo, che abbandonato ai soli mezzi di conoscenza non sar capace doi percepire la presenza di Ges oltre la sua morte. In quel giorno: La venuta del tempo di Cristo risorto L'unione dei discepoli a Ges permette di scoprire la realt della relazione che unisce Ges al Padre. Ascoltare / Osservare - Ascoltare / Credere: questa doppia obbedienza permette di conoscere l'amore del Padre che si manifesta concretamente con Cristo. 4 INCONTRO L'AMORE DEL DISCEPOLO PER I POVERI Salmo 72 [1]Di Salomone. Dio, d al re il tuo giudizio, al figlio del re la tua giustizia; [2]regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine. [3]Le montagne portino pace al popolo e le colline giustizia. [4]Ai miseri del suo popolo render giustizia, salver i figli dei poveri e abbatter l'oppressore. [5]Il suo regno durer quanto il sole, quanto la luna, per tutti i secoli. [6]Scender come pioggia sull'erba, come acqua che irrora la terra. [7]Nei suoi giorni fiorir la giustizia e abbonder la pace, finch non si spenga la luna. [8]E dominer da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra. [9]A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, lambiranno la polvere i suoi nemici. [10]Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. [11]A lui tutti i re si prostreranno, lo serviranno tutte le nazioni. [12]Egli liberer il povero che grida e il misero che non trova aiuto, [13]avr piet del debole e del povero e salver la vita dei suoi miseri. [14]Li riscatter dalla violenza e dal sopruso, sar prezioso ai suoi occhi il loro sangue. [15]Vivr e gli sar dato oro di Arabia; si pregher per lui ogni giorno, sar benedetto per sempre. [16]Abbonder il frumento nel paese, ondegger sulle cime dei monti; il suo frutto fiorir come il Libano, la sua messe come l'erba della terra. [17]Il suo nome duri in eterno, davanti al sole persista il suo nome. In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra e tutti i popoli lo diranno beato. [18]Benedetto il Signore, Dio di Israele, egli solo compie prodigi. [19]E benedetto il suo nome glorioso per sempre, della sua gloria sia piena tutta la terra. Amen, amen. Lectio (Gc 2,1-9; At 4,32-37) [1]Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Ges Cristo, Signore della gloria. [2]Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. [3]Se voi guardate a colui che vestito splendidamente e gli dite: <>, e al povero dite: <>, oppure: <>, [4]non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi? [5]Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? [6]Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? [7]Non sono essi che bestemmiano il bel nome che stato invocato sopra di voi? [8]Certo, se adempite il pi importante dei comandamenti secondo la Scrittura: amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene; [9]ma se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accusati dalla legge come trasgressori. [32]La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua propriet quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. [33]Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Ges e tutti essi godevano di grande simpatia. [34]Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perch quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ci che era stato venduto [35]e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. [36]Cos Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa <>, un levita originario di Cipro, [37]che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegn l'importo deponendolo ai piedi degli apostoli. Nella lettera di Gc meritano particolare attenzione i termini favoritismi personali (2,1); prefenza (2,4); ricchi e povero (2,2.5-6) e il messaggio "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (2,8). Favoritismi - Preferenze : parzialit riguardo alle persone: contraria alla fede nel Signore nostro Ges cristo. Dio non fa preferenze di persone: in particolare nell'esercitare il suo giudizio, come in Rom 2,4 "..perch presso Dio non c' parzialit."ed Ef 6,9 "Anche voi padri comportatevi allo stesso modo verso di loro. mettendo da parte le minacce, sapendo che per loro come per voi, c' un solo Signore nel cielo e che non c' preferenza di persona presso di Lui.". Ricco - Povero : l'elezione divina opera gi nel capovolgimento di situazione: coloro che secondo il mondo sono poveri, diventano ricchi nella fede, mentre i ricchi sulla terra non fanno che accumulare tesori molto precari. Amerai il prossimo tuo come te stesso: il pi importante dei comandamenti secondo la scrittura. I vv 8,12 stabiliscono una equivalenza tra legge regale e legge della libert (Ef 1,25). quest'ultima nel giudaismo rendeva liberi i figli che si sottomettevano ad essa (Gv 8,31-35) per Gc essa equivale alla parola di verit (Gc1,21-24). D'altra parte l'opera della Legge prima di tutto l'amore del prossimo. questa Legge perfetta,(Gc 1,25 "Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libert e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato, ma come uno che la mette in pratica, questi trover la sua felicit nel praticarla"), perch si manifesta pienamente la vereit di Dio: chi l'adempie, anche se inciampa ancora (gc 3,2) non deve pi temere il giudizio (v 13; 1Gv 3,14-20). Negli At 4,32-37 scopriamo ci che dobbiamo fare per rendere attuabile questo grande comandamento, senza fare "favoritismi personali", "preferenze", "distinzioni di persone": infatti "Ogni cosa era fra loro in comune" (At 4,32) e poi "veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno" (At 4,35) 5 INCONTRO L'ESAME DI COSCIENZA SULLA CARITA' Salmo 49 [1]Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo. [2]Ascoltate, popoli tutti, porgete orecchio abitanti del mondo, [3]voi nobili e gente del popolo, ricchi e poveri insieme. [4]La mia bocca esprime sapienza, il mio cuore medita saggezza; [5]porger l'orecchio a un proverbio, spiegher il mio enigma sulla cetra. [6]Perch temere nei giorni tristi, quando mi circonda la malizia dei perversi? [7]Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. [8]Nessuno pu riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo. [9]Per quanto si paghi il riscatto di una vita, non potr mai bastare [10]per vivere senza fine, e non vedere la tomba. [11]Vedr morire i sapienti; lo stolto e l'insensato periranno insieme e lasceranno ad altri le loro ricchezze. [12]Il sepolcro sar loro casa per sempre, loro dimora per tutte le generazioni, eppure hanno dato il loro nome alla terra. [13]Ma l'uomo nella prosperit non comprende, come gli animali che periscono. [14]Questa la sorte di chi confida in se stesso, l'avvenire di chi si compiace nelle sue parole. [15]Come pecore sono avviati agli inferi, sar loro pastore la morte; scenderanno a precipizio nel sepolcro, svanir ogni loro parvenza: gli inferi saranno la loro dimora. [16]Ma Dio potr riscattarmi, mi strapper dalla mano della morte. [17]Se vedi un uomo arricchirsi, non temere, se aumenta la gloria della sua casa. [18]Quando muore con s non porta nulla, n scende con lui la sua gloria. [19]Nella sua vita si diceva fortunato: <>. [20]Andr con la generazione dei suoi padri che non vedranno mai pi la luce. [21]L'uomo nella prosperit non comprende, come gli animali che periscono. Lectio (1Cor 13,1-13) [1]Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. [2]E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede cos da trasportare le montagne, ma non avessi la carit, non sono nulla. [3]E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carit, niente mi giova. [4]La carit paziente, benigna la carit; non invidiosa la carit, non si vanta, non si gonfia, [5]non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6]non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verit. [7]Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8]La carit non avr mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesser e la scienza svanir. [9]La nostra conoscenza imperfetta e imperfetta la nostra profezia. [10]Ma quando verr ci che perfetto, quello che imperfetto scomparir. [11]Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ci che era da bambino l'ho abbandonato. [12]Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscer perfettamente, come anch'io sono conosciuto. [13]Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carit; ma di tutte pi grande la carit! L'inno all'amore la seconda parte della sezione della lettera consacrata al retto uso dei doni dello Spirito (i carismi). Si divide in tre parti: 1. Superiorit dell'amore (vv 1-3) 2. le opere dell'amore (vv 4-7) 3. l'amore non avr mai fine (vv 8-13) In tutto il capitolo si tratta dell'amore fraterno. L'amore per Dio non inteso direttamente ma sempre presente implicitamente, soprattutto nel v 13, in relazione con fede e speranza Superiorit dell'amore Paolo incomincia con il confronto tra la carit e le altre cose apprezzate dagli uomini di quel tempo: d) l'eloquenza e) il dono della profezia f) la conoscenza dei misteri g) la fede h) la beneficenza i) il sacrificio, il martirio Le opere dell'amore Gli elementi che compongono la carit hanno dei nomi comuni, sono virt di cui si parla ogni giorno, sono cose che possono essere messe in pratica da ogni individuo, qualunque sia il posto che occupa nella vita. La carit ha nove componenti che costituiscono il dono supremo, la struttura dell'uomo perfetto. 10. Pazienza. La carit soffre ogni cosa, sopporta ogni cosa, spera ogni cosa. Perch la carit capisce e, quindi, aspetta. 11. Benignit. Dio ha messo nelle nostre mani la felicit degli esseri che ci circondano e questa dipende in gran parte dal nostro atteggiamento benevolo verso di loro. 12. Generosit. Qualunque opera buona intraprendiamo troveremo sempre chi fa la stessa cosa e probabilmente meglio di noi. Una cosa sola dovrebbe veramente invidiare il cristiano, ed il cuore aperto, ricco, generoso che non invidia. 13. Umilt. Dopo aver fatto del bene, il cristiano deve rientrare nell'ombra e non dire niente di quanto avvenuto. 14. Rispetto. La carit non pu comportarsi in modo sconveniente. 15. Altruismo. La carit esige che l'uomo rinunci a se stesso, a voler qualcosa per se stesso; perch non c' grandezza alcuna nelle cose. La sola grandezza sta nell'amore non egoista. 16. Dolcezza. L'irritarsi non cosa da poco, perch rivela istantaneamente una mancanza di pazienza, di gentilezza, di generosit. Ecco perch nella carit il malumore non trova posto. 17. Magnanimit. La carit vede il lato buono di ogni azione, la spiega con benevolenza. 18. Sincerit. Per colui che ama, la verit sar l'oggetto del suo amore non meno che il prossimo. L'amore non avr mai fine La carit dunque durevole. Paolo inizia un' altro elenco di cose da considerare grandi e durature da parte degli uomini e dimostra come siano tutte effimere, temporanee, transitorie. R "Le profezie scompariranno". A quei tempi il profeta era pi grande del re. La Bibbia piena di profezie. Una dopo l'altra sono "scomparse", essendosi avverate, il loro compito si esaurito e ora non hanno pi altro fine che alimentare la fede dei credenti. R "Il dono della lingua cesser e la scienza svanir". Niente durevole di ci che di questo mondo. R "Ma quando verr ci che perfetto...". Alla conoscenza indiretta e confusa, attraverso lo specchio delle cose create, succeder la conoscenza diretta e chiara della vita eterna. R "Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carit; ma di tutte pi grande la carit". A differenza delle realt che passeranno, la fede, la speranza e l'amore ci introducono fin da adesso nel campo delle realt che non passeranno mai, che rimangono per sempre.