IL BATTESIMO Ci troviamo insieme a riflettere sul mistero della iniziazione Cristiana, su quell'evento attraverso il quale noi veniamo chiamati ad essere discepoli del Signore nella docilit allo Spirito Santo, cos che nellEucarestia possiamo essere ogni volta la memoria vivente di Ges morto e risorto. In questo tracciato che vogliamo seguire, il punto di partenza Cristo presente oggi nella sua Chiesa . Celebrare i Sacramenti delliniziazione perci entrare nell attualit di Cristo, essere assunti nel suo mistero e divenire a tutti gli effetti suoi discepoli. Ecco perch noi dobbiamo sempre, quando ci inoltriamo nel cammino dell'iniziazione, orientare il nostro sguardo al mistero di Cristo; chi conosce Cristo, conosce i Sacramenti. Chi vive Cristo, vive la Sua esperienza; chi fa proprio il morire ed il risorgere del Maestro, rende fecondi i gesti sacramentali. Diventa quindi indispensabile tenere presente il disegno invisibile della provvidenza che pone il Cristo al centro della nostra vita. Quello delliniziazione Cristiana, che resta un mistero globale ed unico, lo definiremo attraverso tre tappe : lacqua, lo Spirito, la cena. Cogliendo la globalit del sacramento dell'iniziazione Cristiana attraverso queste tre tappe, capiremo che l' Eucarestia la gioia di essere battezzati nello Spirito per essere sulla Croce di Ges IL MISTERO DEL BATTESIMO. Ges dopo la sua risurrezione, ha riunito i suoi discepoli sul monte e ha dato loro il comando che noi ben conosciamo "Mi stato dato il potere in cielo ed in terra: andate dunque e ammaestrare tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ci che io vi ho comandato. Ecco io sono con voi fino alla fine del mondo". E' questo il mistero della celebrazione battesimale perci nientaltro che la conseguenza di questa obbedienza della Chiesa a Cristo. Noi celebriamo continuamente il Battesimo, perch il Cristo vivente nella comunit apostolica dice agli uomini di tutti i tempi: vivete questo mio dono di obbedienza, per entrare nella mia obbedienza. Questa la ragione per cui in questo comando di Ges tutti i verbi sono imperativi: Andate, Predicate, Battezzate, fate discepoli, in questa frase ed in questi verbi si intravede qualcosa di molto profondo che ci fa intuire il mistero del battesimo nella volont di Ges. Ges ci dice battezzate, ci dice di obbedire ad un suo comando, attraverso il quale, noi entriamo in un mistero molto pi profondo: entriamo nell'obbedienza stessa di Ges. Ecco perch quando celebriamo il Battesimo, non rimaniamo semplicemente legati ad una verit. II battesimo ha una sua ritualit l'acqua, la parola il presbitero, il battezzando, ma nella gestualit del rito noi, mediante l'obbedienza a Ges, entriamo nell'obbedienza al Padre. Questo il grande mistero che noi intuiamo quando poniamo il gesto battesimale. Noi in quel momento, diventiamo discepoli, persone che vivono in modo "vivo", autentico e fecondo lobbedienza a Ges. Ogni volta che riviviamo l'obbedienza di Ges, entrando a fondo in questo mistero, ci accorgiamo di quanto sia vera l'espressione di S.Paolo: Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Ges, poich quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c' pi giudeo n greco; non c' pi schiavo n libero; non c' pi uomo n donna, poich tutti voi siete uno in Cristo Ges." [Gal 1,26-28] Paolo nel tratteggiare la dignit del discepolo, pone in risalto quattro momenti fondamentali che ne caratterizzano l'esperienza: 1- la fede in Cristo Ges 2- battezzati in Cristo 3- rivestiti di Cristo 4- siete uno in Cristo Ges Il fattore comune di questi quattro aspetti Ges Cristo, attraverso il quale passa la nostra identit e la nostra autenticit nel vivere e testimoniare la nostra fede. Quindi vivere il Battesimo significa cogliere il nucleo fondamentale dell'evento cristiano: Ges Cristo. Chi Battezzato vive questi quattro momenti, che sono anche litinerario che noi dobbiamo sempre percorrere per riscoprire continuamente la nostra identit di fede. Siamo figli di Dio perch abbiamo accettato la Sapienza della Croce, abbiamo accolto il Cristo morto e crocifisso per noi come senso importante della nostra vita. All'origine della nostra esperienza di discepolato battesimale, S.Paolo ci dice che dobbiamo accogliere questa sapienza, altrimenti quale senso avrebbe il cammino battesimale senza l'accoglienza della Croce? E' il Cristo morto e risorto che ci permette di comprendere qualunque gesto battesimale nella nostra esistenza. E' sempre S.Paolo che dice : "Io prego Cristo crocifisso, perch questo crocifisso sapienza e potenza di Dio Ritrovare il senso del nostro Battesimo alla luce della realt che Paolo ci comunica, vuol dire riscoprire l'accoglienza di questo evento determinante della Storia che Ges Crocifisso. E nella accoglienza di questo mistero che noi siamo battezzati in Cristo, e l'espressione "Battezzati in Cristo" ha una valenza pi profonda di una semplice dimensione rituale. Spesso quando entriamo nella comprensione dei Sacramenti, siamo sempre tentati di evidenziare soprattutto il rito, dimenticando il mistero San Paolo ci riporta invece alla ragione pi profonda del mistero sacramentale, comunicandoci che tutta la nostra esistenza, e quindi anche il linguaggio rituale, ormai in relazione viva con Cristo. Essere battezzati in Cristo entrare sacramentalmente nel suo mistero, questa la ragione per cui anche il rito significativo. Quell'entrare nell'acqua, entrare nella morte e quell'uscire dall'acqua la risurrezione. Noi dobbiamo cercare d' intuire questo mistero battesimale come l'entrare della nostra persona nel grande evento di Ges, morto e risorto. Paolo insiste nel mettere in luce, soprattutto all' inizio, la fede, l'accoglienza, l'acquisire nella fede la sapienza del Cristo crocifisso; questo per poter diventare, nel rito, il crocifisso. La nostra vita tutta relazione con Cristo e questo Paolo lo ha ulteriormente evidenziato in quel "Vi siete rivestiti di Cristo", ponendoci cos in una relazione stabile con Cristo, che il Signore della nostra vita Dal momento del nostro incontro con Lui, della sua conoscenza, Ges diventato il senso portante della nostra vita, costruendo una relazione biunivoca molto forte tra Lui e noi. Questa la finalit del Battesimo: "Perch tutti siate uno in Cristo" I1 battesimo non appartiene al passato! Spesso noi lo pensiamo, ricordandolo come un fatto che ci accaduto da piccoli; la realt battesimale sempre viva ed attuale. Se Paolo ci ha detto che dobbiamo diventare tutti in uno in Cristo Ges, questa una meta che possiamo effettivamente perseguire, nel cammino della nostra intera esistenza, accogliendo sempre nella fede il Cristo e vivendo con Lui una feconda relazionalit, ponendoci continuamente sotto la sua Signoria. La vera gioia battesimale nasce dal contemplare il Cristo senso della nostra vita, vivendo attratti da Lui e concretizzando nella realt quel "Cristo tutto in tutti". La riscoperta della ricchezza e della potenza dell'evento battesimale diventa per noi estremamente significativo ed al contempo impegnativo. Quel che Paolo ci dice, diventa ancor pi comprensibile, passando attraverso la significativit dell'acqua. L'acqua nella tipologia simbolica che ci offre la Chiesa nel rito battesimale, e soprattutto nella veglia Pasquale, propone tre fatti biblici che ne determinano il senso simbolico. Quando noi celebriamo l'evento battesimale, la nostra conformazione a Cristo passa attraverso questa tipologia biblica: 1- l'acqua della creazione 2- l'acqua del diluvio 3- l'acqua del passaggio del Mar Rosso. Ed attraverso queste tre tipologie bibliche che noi intuiamo quello che avviene attraverso la realt del battesimo 1- L'acqua della creazione Dall'acqua appare la Terra, appare la vita I1 Cristiano, guidato dallo Spirito Santo e sorretto dalla fede, si pone nel gesto dell'acqua, viene immerso in essa E' in questo momento che egli gode di essere un creato; la bella espressione che noi conosciamo di San Paolo: "Chi in Cristo creatura nuova" L'evento battesimale nel suo significato pi profondo essere condotti alla novit di vita. E' bello intuire il mistero del Battesimo come Dio che crea. Questo il primo elemento che emerge chiaramente partendo dal segno dell'acqua Eppure quante volte leggiamo il battesimo in una realt che lo rimpicciolisce; quante volte abbiamo detto: "I1 Battesimo ci purifica dal peccato originale" Che lettura povera! Una lettura che non mette in risalto appieno la ricchezza che il Signore ci trasmette in questo sacramento e che forse non appartiene neanche alla struttura pi antica della Chiesa. Pensate che il Signore sia morto per lavare? Oppure tante volte si rimane nell'ordine degli effetti: diventiamo figli di Dio e non ci siamo mai posti la domanda che genera la causa. Ora lacqua del battesimo nella tipologia della creazione ci dice che in essa risiede la potenza del Battesimo, attraverso cui gli uomini vengono creati e posti nella relazione viva con Dio che Padre, Figlio e Spirito Santo. Noi godiamo di questo mirabile accadere di Dio nella nostra vita. 2- L'acqua del Diluvio La nostra umanit , la nostra vecchia umanit sepolta nelle acque battesimali: muore l uomo vecchio. Nel Battesimo viene distrutto il corpo di peccato, perch possa apparire il corpo di luce, quello glorioso. Veramente nel Battesimo moriamo nella morte di Ges, questo il segno offerto dalla realt dell'immersione nell'acqua, secondo la tradizione propria della liturgia. Ecco perch quando ci accostiamo all'evento del Battesimo, noi diventiamo uomini nuovi, perch l uomo vecchio, con tutto ci che lo caratterizzava, stato sepolto. 3- Lacqua del passaggio del Mar Rosso Questa tipologia ci riporta all'evento narrato da Esodo e noi, attraverso quello sfondo del miracolo al mare, abbiamo questa visione: come il popolo ebraico passato dalla schiavit alla libert, e attraverso questo passaggio ha conosciuto il suo Signore, cos anche noi attraverso la rigenerazione delle acque battesimali, passiamo dallo stato di Esodo, che la schiavit del peccato, all'essere collocati nella libert della grazia; passiamo dalla tenebra alla luce, per cui lesistenza del cristiano tutta un passaggio il cui inizio limmersione nelle acque battesimali e il cui scopo quello di entrare nella libert dei Figli di Dio. Questo terzo punto fondamentale per la comprensione del nostro Battesimo, perch poi non capiti anche a noi ci che accaduto a Israele e cio, che dopo essere stati liberati con braccia paterne e mano distesa da Yahw iniziarono a pensare con nostalgia alla schiavit d'Egitto. La gioia del passaggio dal peccato alla grazia che si realizzato nel nostro battesimo, ci chiama alla libert dei figli di Dio, mentre il dramma del nostro battesimo la paura che noi abbiamo della libert dei Figli di Dio; questo ci porta a cadere nello stesso errore degli ebrei i quali, davanti alla libert nel deserto, rimpiangevano la schiavit in Egitto dove avevano le pentole piene! Questo in ultima analisi il dramma dell'uomo che ha paura di vivere il Battesimo come libert, come coraggio di affrontare la gioia del discepolo che segue il suo Signore, dimenticando quanto pu essere costosa la sequela. II mistero del battesimo infecondo, e questo accade quando il mistero passa in secondo piano rispetto alle esigenze battesimali. Quando siamo introdotti in queste esigenze battesimali, noi abbiamo paura e spesso rinneghiamo la gioia dell'atto di seguire Ges. II brano della lettera ai Romani che segue ci d uno dei punti chiave per capire il mistero del Battesimo: "[3] O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Ges, siamo stati battezzati nella sua morte? [4]Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perch come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, cos anche noi possiamo camminare in una vita nuova. [5]Se infatti' siamo stati completamente uniti a lui con una morie simile alla sua, lo saremo anche con la sua Risurrezione. [6] Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio stato crocifisso con lui, perch fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo pi schiavi del peccato. [7]lnfatti chi morto, ormai libero dal peccato. [8] Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, [9] sapendo che Cristo Resuscitano dai morti non muore pi; la morte non ha pi potere su di lui. [10] Per quanto riguarda la sua morte, egli mor al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. [II]Cosi anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Ges" [Rom 6,3-11] Paolo vuole spiegare alla comunit di Roma, quindi anche a noi, il suo stile di vita. Parte dalla contemplazione della croce, in cui racchiusa tutta la redenzione dell'umanit, dove c' il capostipite di tutta l umanit, tutti gli uomini sono su quella croce e tutti gli uomini su quella croce sono stati effettivamente redenti. I1 Battesimo quindi una partecipazione personale, attraverso la mediazione sacramentale della Chiesa, a ci che in quella croce era gi presente quindi, quando siamo battezzati, riceviamo ci che il Signore ci aveva gi preparato sulla croce. Attualizzando per Lui quello che Ges effettivamente ci ha donato, Paolo, quando parla di entrare nella morte risurrezione di Cristo, dice "Fa tuo il messaggio fondamentale della Chiesa che la trasmissione di quel grande evento che Ges morto e risorto secondo le scritture ". Spesso nasce la domanda: "Perch celebrare il Battesimo?"; "E' cos importante il Battesimo per la nostra vita?" La risposta :"Guarda il crocifisso, su quella croce c' la Salvezza dell'umanit: la c' il nuovo Adamo". E tanto pi entriamo nel mistero del Battesimo in questa linea, tanto pi diventiamo veramente uomini nuovi. E' quello che Paolo ha espresso in modo pi narrativo in Col 2,9-14: [9] E' in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinit, [10]e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cio che il capo di ogni Principato e di ogni Potest, [11]]ln lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione per non fatta de mano di uomo, mediante le spoliazione del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. [12]Con lui infatti' siete stati sepolti insieme nel battesimo in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. [I3]Con lui Dio ha dato vita anche n voi, che eravate morti per i vostri peccati e per lincirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti' i peccati [14] annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce E nell'ordine pi profondo a livello interiore in Col 3,1- 4: [2]Se dunque siete risorti con Cristo cercate le cose di lass, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; [2]pensate alle cose di lass non a quelle dello terra. [3] Voi infatti siete morii e la vostra vita ormai nascosta con Cristo in Dio! [4] Quando si manifester Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Paolo sottolinea sempre che in Cristo che abita corporalmente la pienezza della divinit e che in Lui abbiamo parte a questa pienezza. La gioia che il Battezzato ritrova nel cammino della sua esistenza questo tipo di recupero essenziale: il mistero dell'essere inserito in Cristo Ges. Ora partendo da questi stimoli, che nascono dai testi biblici, nasce una grossa domanda: Cosa vuol dire vivere da battezzati, se il mistero del nostro Battesimo quel relazionarsi, quel vivere innestati in Cristo? Ebbene il Battesimo nella sua verit levento che rende il Cristiano memoria di Cristo, siamo nel Battesimo sacramento vivente di Ges, siamo il luogo in cui Lui abita. Un teologo alla domanda: "Chi il cristiano memoria di Cristo?" rispondeva " E' colui con il quale Cristo contemporaneo, ed colui che a sua volta contemporaneo con Cristo". La gioia dell'evento battesimale la gioia di questa contemporaneit, per cui ognuno di noi il Cristo vivente perch noi accogliamo il Cristo in modo continuo l esperienza del battezzato quella di colui che si lascia continuamente attrarre dallo Spirito Santo per essere il volto vivente di Cristo, e sono proprio questi due atteggiamenti, nella loro unit a formare il senso profondo del rito Battesimale. Chi battezzato deve assumere i sentimenti del Maestro. E qual stato il sentimento del maestro quando stato posto sull'albero della croce? Quello della totale obbedienza alla volont del Padre. In quel morire di Ges sulla Croce c' il suo consegnarsi al Padre e nel suo s al Padre nasce il s del Padre a Ges (la risurrezione). Ora entrare nella fecondit del Battesimo rivivere la stessa ansia obbedienziale di Ges ed il cristiano chiamato a vivere questa stessa obbedienza. Il mistero della celebrazione del Battesimo un esercizio dell obbedienza al comando di Cristo, perch attraverso questa obbedienza rivivessimo lobbedienza di Cristo al Padre. Solo attraverso questa obbedienza il Cristiano costruisce se stesso in pienezza. Questa la strada che dobbiamo continuamente percorrere se vogliamo che il Battesimo sia una realt attiva e attuale nella nostra vita. L'evangelista Giovanni per significare cosa voglia dire nascere da Dio, che il mistero di cui noi godiamo nel Battesimo, usa un'espressione che per certi versi scioccante, ma che chiara alla luce di quanto emerso in precedenza: "Quando siamo battezzati, nasciamo da Dio per diventare figli di Dio e noi saremo figli di Dio nella maturit della fede". Spesse volte noi riusciamo a cogliere tutta la ricchezza e la dinamica del Battesimo, perch siamo figli di Dio, come se il sigillo fosse ormai autenticato per sempre: "Chiunque nato da Dio non commette peccato, perch un germe divino dimora in lui, e non pu peccare perch nato da Dio. "[1Gv 3,9] Davanti a questa espressione rimaniamo sicuramente un po' angustiati, soprattutto quanto poniamo lattenzione sull'altro testo di 1 Gv : Chi dice di non commettere pi peccato, la verit non in lui Tutto ci evidenzia come il cammino battesimale sia un cammino quotidiano: "Nati da Dio per diventare figli di Dio e noi saremo figli di Dio nella maturit della fede", il Battesimo non ammette che ci si addormenti per strada, ma esige da noi quel quotidiano porgersi sotto lazione del Maestro, facendo nostra la Sua morte e risurrezione, in una vita di totale ed incondizionata obbedienza alla volont del Padre. Allora diventeremo veramente figli di Dio,che come dice S.Paolo: possiamo sempre camminare in verit di vita''. LA CONFERMAZIONE Trasferendoci dal sacramento del Battesimo a quello della Cresima, passiamo dal Cristo della Pasqua a quello della Pentecoste. Il Signore apparendo a noi nel mistero della sua resurrezione ci d lo Spirito Santo. Per entrare nella comprensione del sacramento della Cresima dobbiamo contemplare il mistero di Cristo per due motivi. 1. non si pu comprendere fino in fondo il senso dei sacramenti senza aver ancorato il nostro cuore al mistero di Cristo; 2. se noi vediamo lazione dello Spirito Santo nel mistero di Cristo possiamo anche intuire cosa lo Spirito Santo operi in noi nel Sacramento della Cresima. Ecco perch quando riceviamo il sacramento della Cresima per viverlo e ritradurlo nellesperienza della nostra esistenza quotidiana dobbiamo partire dalla contemplazione del Signore. Lui stesso, nel momento in cui dice ai suoi discepoli che vadano a Gerusalemme per attendere il promesso dal Padre, ci fa chiaramente intuire che laccogliere lo Spirito Santo nel sacramento della Cresima nientaltro che continuare nella storia il mistero della sua persona. Sicuramente noi, quando riceviamo il sacramento del Battesimo, in quella circostanza riceviamo anche lo Spirito Santo perch impossibile la presenza di Cristo senza la presenza dello Spirito Santo. Il fatto che quando celebriamo il Battesimo concludiamo il rito proclamando il Padre Nostro estremamente significativo poich nessuno dice Padre Nostro se non nello Spirito Santo quindi, quando noi ci accostiamo al Sacramento della Cresima, noi abbiamo gi dentro di noi lazione dello Spirito Santo perch il Battesimo per natura sua ci regala lo Spirito. Una cosa che a livello interiore dobbiamo sempre tenere presente che dove c Cristo l c anche lo Spirito Santo e dove c lo Spirito Santo c sempre Cristo. Quindi il Sacramento della Cresima non semplicemente il Sacramento dello Spirito Santo perch lo Spirito Santo noi lo abbiamo gi ricevuto nella realt del Battesimo ma, quando noi riceviamo il Sacramento della Cresima , riceviamo il Sigillo dello Spirito Santo . Lo Spirito Santo pone il Sigillo allopera di Dio Padre nella nostra vita. Quando il vescovo celebrando il Sacramento della Cresima unge la fronte del cresimando dice: Ricevi il Sigillo dello Spirito Santo che ti ho dato in dono; il vescovo dicendo ci dice molto di pi: Ricevi il Sigillo. Lo Spirito Santo in questo momento porta a compimento il mistero della tua persona, potremmo infatti affermare che la gioia di essere cresimati la gioia di essere uomini pienamente formati. Dallazione che lo Spirito Santo ha iniziato nella fede, quellazione che lo Spirito Santo ha espresso nella richiesta della celebrazione del Battesimo, quellazione dello Spirito Santo diventa piena ed attuale nel Sacramento della cresima, il cresimato quando celebra questo sacramento pu dire a se stesso Il Signore ha compiuto in me la sua opera. Affrontiamo il mistero della Cresima contemplando la realt di Ges: non possibile capire un sacramento non contemplando Cristo, perch il Sacramento lattualit del Redentore. Come comprendere il Sacramento della Cresima partendo dal mistero di Cristo? La descrizione delle parole di Pietro, che in breve delinea la figura di Ges, un racconto che in ultima analisi la storia di ciascuno di noi. [22]Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Ges di Nazareth uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso oper fra di voi per opera sua, come voi ben sapete , [23]dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. [24]Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perch non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. [At 2,22-24] A noi interessa la prima parte (v22a), perch qui cogliamo nel mistero di Cristo il senso della nostra Cresima. Ma come Dio ha potuto riporre la sua accondiscendenza in Ges rendendolo in un certo qual modo segno della volont del Padre? Mediante la successione, miracoli, prodigi e segni dalla realt esterna , il miracolo, la meraviglia di Dio il segno della potenza di Dio che opera. E allora, immediatamente, noi siamo condotti a quellepisodio che in genere si utilizza per parlare del Battesimo, ma che sembra interessante per entrare nel mistero della Cresima soprattutto per renderla significativa per la nostra vita: il Battesimo al Giordano. E narrato in un modo sintetico da Giovanni che, pone sulle labbra del Battista le seguenti parole: Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [29]Il giorno dopo, Giovanni vedendo Ges venire verso di lui disse: <>. [32]Giovanni rese testimonianza dicendo: <>. [Gv1,29-34] In quello scendere dello Spirito su Ges sotto forma di colomba, c il senso della vita di Ges. Ges noi sappiamo che nato dallo Spirito Santo, e quindi in Lui lo Spirito Santo era attivo . Ora il Battesimo al Giordano rivela la personalit messianica di Ges. Dal Battesimo Ges inizia la sua attivit, che ci viene narrata nei Vangeli e ci viene riassunta dagli Atti in quel: uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso oper fra di voi per opera sua, come voi ben sapete. Lo Spirito, in Ges, opera il mirabile mistero della attenzione alla volont del Padre per cui Ges, in forza di questa azione continua dello Spirito Santo, compie solo ci che il Padre vuole. Potremmo definire Ges come il facitore del pensiero di salvezza del Padre. E bella lespressione che troviamo in Giovanni 5, 19: In verit, in verit vi dico, il Figlio da s non pu fare nulla se non ci che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre opera sempre e perci anche Ges opera sempre. Il mistero della Cresima noi lo collochiamo fini in fondo in questo Ges che, pieno di Spirito Santo, costruisce tutta la sua esistenza in obbedienza al Padre. Nel momento in cui Ges ha realizzato la volont del Padre: Tutto compiuto, emise lo Spirito, in quel momento lo Spirito, diciamo in senso cresimale, ha portato a termine, fino in fondo lopera del Padre. Ecco perch entrare in questa contemplazione di Ges, ci fa intuire che il mistero della Cresima un mistero di ascolto , di obbedienza, di docilit di realizzazione di donazione fino in fondo al pensiero eterno del Padre. Noi, tante volte , quando entriamo nel discorso della Cresima, leggiamo il sacramento in termini molto esterni: essere testimoni. Ma come possiamo essere testimoni nellaccezione normale che noi usiamo: buone opere, essere migliori, impegnarci nel mondo, se il principio della nostra azione non lascolto del Padre, la docilit allazione dello Spirito, lessere come il figlio che compie solo ci che vuole il Padre. Ecco perch il sacramento della Cresima diventa difficile da comprendere per noi, soprattutto nella nostra cultura che portata per le cose esterne, che portata allattivismo impedendoci di entrare a fondo in questa mirabile verit. Come Cristo Ges e in Cristo Ges essere attenti al Padre. Noi dobbiamo continuamente fare nostro questo pensiero, se vogliamo comprendere il sacramento della Cresima. Perch lo Spirito Santo, o meglio la pienezza della sua azione, il dono della cresima? Se guardiamo attentamente allazione dello Spirito Santo, possiamo cogliere due possibili elementi che ci aiutano ad intravedere la ricchezza della Cresima per la nostra vita: 1. Lo Spirito Santo ci rivela i pensieri del Padre 2. Lo Spirito Santo ci comunica il cuore di Cristo Sono queste due realt che siamo chiamati a personalizzare e che levento della Cresima rende possibili ed autentiche in noi. Innanzitutto lo Spirito Santo ci consegna i Pensieri del Padre. Se noi guardiamo attentamente la nostra esistenza e ci poniamo la domanda: Qual il senso della mia vita, dei miei pensieri? Qual il valore dei miei desideri e la potenzialit delle mie azioni? Dovremmo ritrovare la sorgente , la fonte di tutta questa ricchezza nel pensiero di Dio. La gioia del discepolo essere come il Maestro e il Maestro comera se non attento ai pensieri del Padre! Quando noi vogliamo cogliere la nostra esistenza in quello che il principio portante e qualificante, noi dobbiamo avere sempre questo atteggiamento: Padre che cosa vuoi da me?. E questa azione nasce in noie ci fa dire: Padre cosa vuoi da me?, unazione che nasce dallo Spirito Santo, che diventa una supplica al Padre e il Padre, nello Spirito Santo, ci regala i suoi pensieri. Ecco perch il sacramento della Cresima, secondo linsegnamento della scrittura, ci porta a vivere intensamente il rapporto con il Padre e ci rivela il cuore di Ges. E bella quellespressione che troviamo in Giovanni 16,14: Egli mi glorificher, perch prender del mio e ve l'annunzier.. Questo ci fa intuire che quando noi riceviamo il sacramento della Cresima, in quel momento lo Spirito Santo ci comunica linteriorit di Ges e linteriorit di Ges che noi possiamo coglierla nelle sue parole sullalbero della croce come espressione dello Spirito Santo che opera in colui che cresimato: Padre nelle tue mani affido il mio Spirito. Ho sete . Linguaggi diversi per dire una cosa fondamentale: il cresimato , nella realt della sua esistenza, chiamato ad essere la stessa offerta di Ges nelle mani del Padre. Unofferta che il senso della vita. Chiunque sia pieno di Spirito Santo e vive i pensieri del Padre, condividendo loblazione del Figlio, realizza la sua Cresima; possiamo quindi dire che il vero cresimato chiamato al martirio. Se noi ci poniamo alla scuola del grande avvenimento della Pentecoste, se ci poniamo alla scuola del mistero della stessa realt dei primi apostoli, noi cogliamo una parola che ripetiamo continuamente quando ci accostiamo alla realt della Cresima, la parola Pienezza. Chi sono gli apostoli nella Pentecoste? Uomini pieni di Spirito Santo. E il grande discepolo degli apostoli, Stefano, pieno di sapienza, di fortezza , di fede, di Spirito Santo, un pieno. E questa pienezza come si espressa? Imitando Ges: col martirio. Se vero che nel Battesimo diventiamo discepoli di Cristo, nel martirio realizziamo il nostro discepolato. E il martirio, nellordine vero, lofferta della nostra vita nelle mani del Padre. A noi data, per questo mirabile mistero, data questa mirabile pienezza, perch nel cammino della nostra vita, sappiamo vivere in stato di martirio. Noi, tante volte, viviamo il mistero della nostra esistenza, molto lontano dal Battesimo e dalla Cresima, perch vediamo la nostra esistenza come ricevere. Riceviamo la dignit di essere figli, riceviamo la pienezza dello Spirito Santo come se fossero realt che riceviamo e non senso della vita che siamo chiamati a ritradurre. Lo Spirito Santo ci donato perch il mistero di Ges morto e risorto sia il senso portante della nostra vita. Ecco perch Ges risorto rivolgendosi ai suoi dice: Ricevete lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo che sceso su di me nel Battesimo nel Giordano, quello Spirito che mi ha condotto ad essere solo obbediente nelle mani del Padre, fino a donare me stesso su quellalbero della Croce, perch gli uomini abbiano la vita e labbiano in abbondanza, quello Spirito ora scende su di voi. Voi siete il mondo nuovo, perch il mio Spirito vi rende nuovi. Ecco perch lo Spirito nella Cresima porta a compimento quello che ci stato dato nel Battesimo, perch la vocazione ad essere discepoli diventi la vocazione ad essere martiri . Questo un primo elemento che dobbiamo cercare di intuire quando entriamo nella realt della Cresima. Non andiamo a guardare le tante cose che possiamo fare nel sacramento della Cresima ma, lasciamoci penetrare da questo mirabile Spirito che ha operato in Cristo e che Cristo risorto consegna a noi, perch la nostra esistenza possa essere come la Sua. Per cui la Cresima ci porta anche a morire nel quotidiano, per essere segni di Ges, e questo non niente di straordinario ma la vita stessa di chiunque abbia la gioia della sequela. E se noi guardiamo attentamente il vocabolario del giorno della Cresima questa pienezza diventa martirio. Chiunque voglia prepararsi veramente alla Cresima, deve meditare attentamente i cap. 6 e 7 degli Atti: lesperienza di Stefano. C un altro aspetto che dobbiamo cogliere quando entriamo nella comprensione della Cresima. Se il cresimato il luogo della pienezza, egli gode dellebbrezza dello Spirito Santo. Prima si accennava al fatto che colui che riceve il sacramento della Cresima sviluppa il dono dellessere discepolo e diventa martire di Cristo, sicuramente per nasce un grosso interrogativo: Com possibile che nellitinerario della mia esistenza, io possa giungere a vivere in stato di martirio? Nel giorno della Cresima, il giorno della Pentecoste, noi ascoltiamo una parola sulle labbra degli spettatori dellavvenimento della Pentecoste e che poi ritradotta nel linguaggio di Pietro: Come possiamo essere ubriachi al mattino presto? Questa espressione ubriachezza un immagine del mistero dello Spirito Santo che opera dentro di noi. E Ci che S.Ambrogio definisce: lebbrezza dello Spirito Santo. Ma che cos lebbrezza dello Spirito Santo? E il valore fondamentale del mistero della testimonianza a cui chiamato il cresimato. In genere quando devo ritradurre limmagine dellebbrezza dello Spirito Santo che il cresimato possiede, utilizzo limmagine di un bicchiere pieno dacqua dentro cui verso altra acqua: qual leffetto? Automaticamente lacqua esce dal bicchiere. Ora lebbrezza dello Spirito Santo una pienezza che trabocca e qui la testimonianza pi che essere linsieme di tante cose che noi possiamo porre in atto, lentusiasmo che genera stupore nei fratelli. Il cresimato luomo dellebbrezza, che come Ges, pieno di Spirito Santo esclama: Ti benedico o Padre. Ti glorifico o Padre. Il cresimato ha la gioia propriamente della potenza e della pienezza di Dio: Tutti proclamavano le meraviglie di Dio. Da questo punto di vista, noi cogliamo come la Cresima rifletta loperativit dello Spirito Santo e dia lesultanza della vita. Ecco allora che il martirio lesultanza della vita vissuta nellordinariet. Questo il mistero che noi cogliamo nella vita stessa di Ges. Quando noi ci poniamo la domanda: Che cos per noi la realt della Cresima? La risposta molto semplice: essere uomini che vanno fino in fondo nel mistero e nel dono del discepolato, proclamando nella semplicit della vita lesultanza di questa pienezza. La Chiesa per introdurre il fedele nella comprensione del mistero della Cresima, utilizza due riti significativi per introdurre tutto il mistero che nella vita del cresimato continuamente si opera e cio limposizione delle mani e lunzione con il crisma. E dove i riti fra loro sono strettamente congiunti? Nellimposizione delle mani con linvocazione dei sette doni, la crismazione attraverso la quale il discepolo configurato a Cristo, lunto del Padre. Quando noi ci accostiamo al sacramento della Cresima siamo oggetto dellimposizione delle mani da parte del vescovo: in quel gesto chiaro che questa potenza che viene dallalto il nascere dallalto e si ritraduce nei sette doni dello Spirito Santo. Infatti il sacramento della Cresima, nel suo valore portante, ci educa al fatto che noi dobbiamo essere obbedienti nelle mani del Padre, entrare in unesperienza di obbedienza piena. Ma come noi possiamo essere veramente obbedienti nelle mani del Padre se non attraverso questa intensa azione propria dello Spirito Santo? Dicevamo allinizio che lo Spirito Santo labbiamo gi al momento del Battesimo. Dicevamo Che il Padre Nostro lespressione di questa nostra accoglienza dello Spirito Santo; ora attraverso i sette doni, noi cresciamo nella maturit spirituale diventando perfettamente docili nelle mani di Dio. Facciamo ora un esempio molto semplice: quando noi abbiamo un congegno meccanico e lo vogliamo utilizzare al massimo, come facciamo? Gli mettiamo dellolio poich, attraverso questo olio, noi abbiamo un meccanismo che perfettamente obbedisce ai comandi che gli vengono dati. Noi attraverso limposizione delle mani, attraverso la preghiera dei setti doni, noi diventiamo il popolo che, nelle mani del Padre, pienamente attento, disponibile, obbediente, docile. Il cresimato obbedisce ai pensieri di Dio. E questo un mistero che si realizza, in ultima analisi, nella nostra vita; dal dono del timore al dono della sapienza noi entriamo sempre pi nel mistero stesso del Signore. Noi tante volte davanti alle proposte che il Vangelo ci offre, rimaniamo perplessi e diciamo : Ma io Signore, posso veramente farcela? Ho la capacit o Signore di portare avanti il mistero di cui tu mi hai reso partecipe? E Dio risponde: Lo Spirito del Signore su di te, Spirito di sapienza, dintelletto, spirito di consiglio, di fortezza, spirito di scienza e di santo timore di Dio. Ecco perch quando noi riceviamo la Cresima, non possiamo pi dire al Signore: Mi chiedi troppo!. Nella Cresima ci risponde il Signore: Ti ho dato tutto. Sei il mio figlio pieno di Spirito Santo. Allora in questa visione la nostra esistenza diventa molto diversa e, per indicare ulteriormente questa ricchezza, noi abbiamo lunzione con il crisma. Ora se noi guardiamo attentamente lolio, ci accorgiamo che lolio ha una forte capacit calorica, lolio rende duttili e docili i nostri muscoli, lolio guarisce le nostre ferite. Ora quando noi riceviamo il sacramento attraverso lunzione: Ricevi lo Spirito Santo che ti dato in dono, in quel momento quello che lolio concretamente esprime, si ritraduce nel senso stesso del sacramento della Cresima, lolio d calore. Siamo immersi nellamore di Dio. Lo Spirito diffuso nei nostri cuori. Lolio diventa prontezza, lo Spirito Santo ci d la docilit ad obbedire in modo immediato. Lo Spirito terapia di guarigione, perch se luomo portato ad essere disobbediente, lo Spirito Santo lo guarisce e lo immette nel senso vero dellobbedienza. Ecco perch da questo punto di vista, noi intuiamo che la Cresima tutta racchiusa nel mistero: Cristo e Spirito Santo. La Cresima diventa un sacramento a livello interiore estremamente impegnativo, perch ci porta ad essere cos obbedienti da comunicare lesultanza di Dio nella ordinariet e semplicit della vita. Ma c un ultimo aspetto che, se noi guardiamo attentamente lazione dello Spirito Santo, ci permette dintuire un mirabile mistero che, nella cultura di oggi, si sta sempre pi perdendo. Noi quando riceviamo il sacramento della Cresima, lo riceviamo ordinariamente in modo diretto o indiretto dal vescovo, da colui che ha il discernimento degli Spiriti ed testimone del Risorto. Il vescovo entra nella comunit e ci accoglie in pienezza attraverso limposizione delle mani e lunzione perch la nostra esistenza sia pienamente ecclesiale. La Cresima ha un valore comunionale; un sacramento della Cresima che non ci portasse ad una forte esperienza di comunione, non il sacramento della Cresima. Infatti la Cresima essendo il sacramento della pienezza dello Spirito Santo, il compimento del progetto del Padre in noi. Il sacramento della Cresima ci porta in obbedienza al Padre a imitazione di Cristo nello Spirito santo. Qual la funzione pi profonda dello Spirito santo? E renderci partecipi della comunione con il Padre e con il Figlio. Lo Spirito Santo la sorgente della vita di comunione, lanima della vita di comunione e alimenta la via di comunione. La Chiesa comunione perch su di essa vi aleggia lo Spirito Santo. Nel sacramento della Cresima ci dato lo Spirito, perch entriamo nel mistero della comunione. E molto bello come levangelista Luca, concludendo il grande evento della Pentecoste, quasi a dirci cosa sia la Pentecoste e la pienezza dello Spirito Santo, ci descrive la vita della comunit cristiana: [42]Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. [43]Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. [44]Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; [45]chi aveva propriet e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. [46]Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicit di cuore, [47]lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. [At.2, 42-47] Un sacramento della Cresima che non ci faccia vivere questo mistero di comunione un sacramento zoppicante. E tragico qualche volta che i nostri ragazzi nel sacramento della Cresima invece di avere la gioia di partecipare alla comunit dei fratelli, di fatto lo percepiscono come il passaporto per allontanarsene. Ora il sacramento della Cresima ci d una responsabilit ecclesiale. Siamo chiamati dallo Spirito ad obbedire al Padre, ad imitare il Cristo per fare comunione, secondo quello che ha detto Ges: Io in loro e Tu in Me, perch siano perfetti nellunit e il mondo creda che tu mi hai mandato. E quella mirabile visione che Luca ci d prima della Pentecoste, ma che lanima del senso della Pentecoste: [14]Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Ges e con i fratelli di lui. [At.1,14]. Un sacramento della Cresima che non portasse tutti noi a rivivere questa realt ineffabile della comunione, sarebbe un sacramento monco. Il Cristo Ges, unto di Spirito Santo, rende lanima piena di grande esultanza, perch ci fa dire che nella Cresima siamo cos pieni di Spirito Santo, da essere uomini che proclamano nella comunione fraterna, vissuta in semplicit, la gioia di essere il progetto eterno del Padre. In Tal modo il Cristiano nel sacramento della Cresima gode di essere pieno di Spirito Santo con tutti i doni che ne fluiscono per essere segno fecondo della comunione con il Cristo e per compiere le sue opere in atteggiamento di somma libert davanti al mondo, per la gloria del Padre e costruire la comunione con tutti i fratelli. Se vivremo il sacramento della Cresima cos, la Cresima sar la gioia di vivere in comunione con il Padre, in comunione con i fratelli, per dire al mondo che con il sacramento della cresima iniziato anche attraverso noi, quel mondo nuovo di cui parlavano i profeti, dove domina la comunione, lamore, la speranza e la gioia. LEUCARISTIA E Cristo il centro del nostro cammino nel processo sacramentale. Se nel Battesimo siamo stati immersi nella morte e risurrezione di Ges e siamo divenuti suoi discepoli; se nella Confermazione siamo divenuti uomini pieni di Spirito Santo che, in atteggiamento di obbedienza, sono pienamente docili alle suggestioni del Padre ad imitazione di quello che ha fatto Ges; con lEucarestia siamo di fronte alla pienezza del nostro cammino sacramentale: il mistero eucaristico. Se vero che, nel cammino della nostra vita, prima siamo battezzati diventando discepoli, poi riceviamo la pienezza dello Spirito perch la nostra esistenza sia tutta conforme alla volont del Padre e infine celebriamo lEucarestia, nellordine del valore e forse nellordine stesso dellintenzione di Ges prima c lEucaristia. Se nellambito della nostra esistenza prima veniamo battezzati, poi riceviamo la confermazione e infine celebriamo lEucaristia, nellordine della verit lEucaristia che ha generato il Battesimo e la Confermazione, per cui vivendo in profondit, in intensit il mistero dellEucaristia, noi riviviamo sempre il Battesimo e la Cresima. Riflettere sullEucarestia guardare al Ges dellultima cena ritrovando al contempo questa verit: ogni volta che noi celebriamo lEucarestia, noi riviviamo il nostro Battesimo e la nostra Cresima. Il nostro Battesimo e la nostra Cresima non appartengono al passato, ma sono fatti attuali. Penetrare il mistero dellEucarestia in questo senso li rende il pi veri Ascoltiamo dallapostolo Paolo il racconto dellultima cena: [23]Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Ges, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane [24]e, dopo aver reso grazie, lo spezz e disse: <>. [25]Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: <>. [26]Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finch egli venga. [27]Perci chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sar reo del corpo e del sangue del Signore. [1Cor 11, 23-27] Ges nellultima cena ha detto ai suoi discepoli : fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Cosa voleva esprimere Ges con questa espressione? Se noi guardiamo attentamente alcune illuminazioni che il Vangelo ci offre, intuiamo come in questa espressione sia racchiuso tutto il mistero dellEucaristia.Riguardo la nostra vita di Chiesa,Ges ha detto ai suoi discepoli: fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me, perch i suoi discepoli erano gi la sua memoria. Ges ha dato ai suoi discepoli lEucarestia dopo che essi sono stati suoi discepoli e questo il mistero che deve essere presente al nostro spirito: LEucarestia, Ges ha data lEucarestia ai suoi discepoli, perch lEucarestia dei discepoli; chi non discepolo del Signore, difficilmente accede al grande evento dellEucarestia. Nellespressione di S.Paolo chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice cosa possiamo cogliere? Tante possono essere le sfumature che emergono da questo testo Paolino; ne privilegiamo una : Chi non discepolo del Signore, mangia e beve la propria condanna. La ricchezza e la vitalit dellevento eucaristico tutta nel discepolato. Chi non discepolo difficilmente riesce a cogliere tutta la ricchezza del grande evento eucaristico; Ges ha chiamato i discepoli, ha vissuto con loro tutto il cammino verso Gerusalemme e poi, prima di lasciarli, ha regalato a loro il mistero della verit di essere discepoli: essere la sua memoria. Riandiamo allespressione con la quale Ges si rivolto ai suoi discepoli dopo la lavanda dei piedi: [13]Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perch lo sono. [14]Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. [15]Vi ho dato infatti l'esempio, perch come ho fatto io, facciate anche voi.[Gv 13,13-15] In questa espressione noi troviamo la volont di Ges nellultima Cena: che i discepoli rivivessero il suo destino, che in quel : fate questo in memoria di me, vivessero la Sua stessa morte e resurrezione. Questo ci che il Signore ci ha donato in quellultima cena: che noi morissimo e risorgessimo con Lui. Ecco perch siamo stati battezzati, siamo stati resi partecipi della morte e resurrezione di Ges perch, resi partecipi di questo mirabile mistero, nellEucarestia divenisse la nostra vita. Da questo sfondo, poniamoci queste domande: Perch Ges ci ha donato lEucaristia? Perch Ges ha voluto che celebrassimo in Sua memoria il rito del prendere il pane, rendere grazie, spezzarlo e darlo agli altri? La risposta si ha guardando latteggiamento di Ges, ed una sola: cos ha voluto il Maestro. Il mistero dellEucarestia, lo celebriamo perch cos ha voluto il maestro, per cui nella Messa la Chiesa accoglie e rivive, attraverso il segno della celebrazione, la morte del suo Signore, in obbedienza al suo volere. E qui noi intuiamo una verit che qualche volta perdiamo lungo la strada perch, nella nostra vita, incappiamo nellabitudinariet. Per noi la celebrazione Eucaristica un fatto ovvio, un fatto normale e noi, davanti ad essa, ritenendola qualcosa di ovvio e di normale, non poniamo un attenzione sufficiente. Noi dovremmo andare allEucaristia per obbedire al Signore, per vivere la sua obbedienza al Padre, vivendo la contemporaneit con la croce di Ges attraverso i segni dellultima cena. Questo il mistero che il Signore ci ha lasciato. Noi andiamo a celebrare lEucarestia, perch il Signore ce lo ha detto: Fate questo in memoria di me. Come io ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Non andiamo a Messa perch vogliamo andarvi, ma andiamo a Messa perch il Signore ce l ha detto: Fate questo in memoria di me. Noi attraverso landare alla celebrazione, entriamo in questa mirabile realt di Ges che obbedisce al Padre. Ges ha obbedito al Padre in quel dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am sino alla fine[Gv 13,1b] cio nella pienezza e la pienezza dellamore entrare nelloblativit, nellofferta al Padre per la salvezza dellumanit. Noi entriamo nel mistero della celebrazione eucaristica in obbedienza a Ges vivendo lobbedienza di Ges, entrando nellofferta che Ges fa di se stesso al Padre anzi, quando noi andiamo alla celebrazione eucaristica, nel segno siamo in Chiesa ma, nel contenuto siamo sul Calvario. Spesse volte, quando ci accostiamo alla realt della celebrazione eucaristica, siamo molto presi dalle cose esterne: il canto, le preghiere, i silenzi, i gesti ( tutto quello che in certo qual modo qualifica lazione rituale della Messa) . Qualche volta potremmo essere affascinati da questi aspetti esterni. La cultura di oggi che la cultura dellimmagine molto presa da ci che appare, ma il Signore quando ci ha detto: Fate questo in memoria di me, non ci ha semplicemente detto: Prendete il pane, rendete grazie, spezzatelo e distribuitelo perch in questo caso, Ges ci avrebbe lasciato un rito mentre, come si legge in Gv 4,21b E giunto il momento in cui n su questo monte, n in Gerusalemme adorerete il Padre .Ges non ci ha lasciato nessun rito della Messa bens ci ha lasciato il comandamento: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato, cos amatevi anche voi gli uni gli altri. [Gv 13,34] Io sono la vera vite e il Padre mio il vignaiolo [Gv 15,1] Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch senza di me non potete far nulla. [Gv 15,4-5] Questo il mistero dellEucarestia e quindi, quando noi entriamo in chiesa e andiamo a Messa, attuiamo questo mistero di celebrazione, ma questo solo un segno, il contenuto un altro: Ges che sulla croce si offre nelle mani del Padre. Con Ges crocifisso anche noi ci offriamo nelle mani del Padre. La gioia della Messa diventare offerta a Dio vivente in Cristo Ges, come Ges, ad imitazione di Ges. Ecco perch noi, nel cammino della nostra vita, non comprenderemo mai il senso dellEucaristia se non cogliendolo nella storia della Chiesa. Ogni secolo ha interpretato lEucaristia secondo le esigenze e le categorie proprie del periodo storico, ma lEucarestia Ges stesso che si offre al Padre. Ma chi luomo che riesce a comprendere questo Ges che si offre totalmente al Padre? Colui che capisce fino in fondo il versetto col quale Giovanni inquadra lultima cena: sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am sino alla fine. [Gv 13,1] Ma come li ha amati ? Essendo giunta l ora di passare da questo mondo al Padre, donandosi in obbedienza al Padre fino in fondo. Egli ha amato gli uomini come amava il Padre e quando noi andiamo a Messa entriamo in questa verit. Una Messa e unEucaristia che non ci introducessero in questa ricchezza sono solo spettacolarit, folklore, distrazione, appagamento di sensibilit umane, ricerca di grazie etc. La fecondit del discorso eucaristico che la Chiesa, lasciandosi coinvolgere nella dinamica sacramentale della celebrazione della Messa, viene resa partecipe dellesperienza pasquale del suo Signore e gode nell attenderlo alla fine della storia, per essere definitivamente associata al suo mistero di Gloria. Questo lo schema fondamentale per capire lEucarestia. Noi quando andiamo a Messa diciamo che nella Messa il Signore presente. Perch andiamo ci andiamo? Perch il Signore un mistero che noi scopriamo ogni giorno. Tutta la nostra esistenza cercare il volto del Signore. La risposta alla domanda non la diamo noi, in modo immediato ma, entrando nella comprensione del mistero vero dellEucarestia, la risposta ci viene data dal Signore. Se i figli, secondo lo stile dellAggad ebraica, rivolgono al genitore la domanda del perch devo andare a Messa, il genitore d loro risposta molto semplice: Vedi senza il Signore noi non possiamo vivere, perch noi siamo radicati in Lui e andiamo alla Messa per vederlo. La gioia della Messa nel vedere il Signore; chiunque vada a Messa e non vede con il cuore il Signore, vedr solo i riti, coglier solo delle parole, vedr solo un presbitero. Per andare a Messa occorre riscoprire la vocazione di essere discepoli, perch il discepolo rivive la storia del Maestro; infatti Ges ha detto che: Il discepolo non da pi del maestro; ma ognuno ben preparato sar come il suo maestro. [Lc 6,40] In quellimmagine della vite e dei tralci, Ges ci ha detto che dobbiamo vivere come vissuto Lui quindi, lEucaristia il luogo nel quale noi viviamo la gioia e la potenza di essere discepoli. Attraverso il mistero dellEucarestia, noi siamo sempre nella grande verit della croce di Ges. Il Signore ci ha donato lEucaristia perch noi non ci stancassimo mai di attendere la sua venuta finale. E molto bello come il Vangelo di Marco ci dica, dopo la consacrazione del calice: In verit vi dico che io non berr pi del frutto della vite fino al giorno in cui lo berr nuovo nel regno di Dio [Mc 14,25] Queste parole ci vengono lasciate perch danno slancio alla verit Eucaristica! Noi uomini, nel cammino della vita, siamo tanto distratti, presi da tante cose, che ci possiamo dimenticare di aspettare il Signore. Noi abbiamo tante attese di questo mondo, abbiamo tanti progetti che appartengono alla nostra breve esistenza e magari non ci apriamo alla venuta del Signore. Per questo motivo Ges ci ha detto: Celebrate lEucarestia, perch ogni volta che lo farete, voi vi ricorderete di aspettarmi nella mia venuta finale. LEucarestia lo stimolo per aspettare il Signore alla fine dei tempi. Qual la gioia di una comunit cristiana al termine dell Eucarestia? La gioia in modo quasi paradossale da ricercarsi nelle parole : La messa finita, andate in pace perch sottendono il ritrovarci tutti insieme nella Gerusalemme del cielo. La verit della nostra Eucarestia il morire dopo la Messa perch, in quel morire, esprimiamo fino in fondo la gioia della nostra Eucarestia ritrovando quello che ci dice lapostolo Paolo: E mentre vi do queste istruzioni, non posso lodarvi per il fatto che le vostre riunioni non si svolgono per il meglio, ma per il peggio. Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. E` necessario infatti che avvengano divisioni tra voi, perch si manifestino quelli che sono i veri credenti in mezzo a voi. Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non pi un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando partecipa alla cena, prende prima il proprio pasto e cos uno ha fame, l'altro ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo! Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Ges, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezz e disse: <>. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: <>. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finch egli venga. Perci chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sar reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perch chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. [1Cor 11,17- 29] Paolo dice che lEucarestia la cena del Signore, volendo sottolineare che la comunit quando si ritrova nellEucaristia si ritrova con il Signore Risorto. Anche noi nellEucaristia facciamo lesperienza di Emmaus: Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezz e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui spar dalla loro vista. [Lc 24,30-31]. Ogni qual volta andiamo allEucaristia, godiamo dell apparizione di Ges risorto la mattina di Pasqua: E i discepoli gioirono al vedere il Signore. [Gv 20,20b] La potenza dellEucarestia lessere inondati dalla luce della resurrezione. Ma Paolo dice : annunziate la morte del Signore finch egli venga e in questa espressione ci vuole ritradurre la convinzione che mentre ci troviamo nellassemblea, nella celebrazione, noi diciamo che la nostra sapienza il crocifisso e celebrando continuamente nella Messa la sapienza del Crocifisso, attendiamo la sua venuta. Chiunque nella Messa gode della croce, sperimenta sempre la resurrezione. Ecco perch quando noi andiamo allEucarestia, siamo contemporanei con lalbero della croce e in quellalbero ritroviamo noi stessi, perch la croce di uno che risorto. Nella Messa perci noi aspettiamo il Signore che verr alla fine dei tempi, perch nella Messa moriamo della sua morte vivendo la potenza della sua resurrezione e, poich questultima si espande sempre pi in noi, pi ci accostiamo alla realt eucaristica, pi ci proiettiamo nel mistero della Resurrezione. Sinteticamente questo pensiero lo possiamo riassumere con due espressioni di Ges che troviamo in Giovanni: Dal Padre sono uscito e sono venuto nel mondo. Ora lascio il mondo e torno al Padre La prima delle due frasi in altre parole ci che troviamo nel prologo: E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verit[Gv 1,14] e la sua gloria la Croce. Ges in mezzo a noi, quando ci ritroviamo per celebrare lEucarestia e allora la seconda frase ci rassicura che Ges torna al Padre per prepararci un posto e questo posto non da intendersi come spazio temporale, questo posto la persona di Ges. Rientrando nella sua morte, sperimentiamo in modo meraviglioso la sua resurrezione. Ecco perch la gioia dellEucarestia la gioia del condividere la presenza di Ges come discepoli morendo e risorgendo con Lui, in modo che la nostra vita sia tutta proiettata verso Lui. Il Signore gi nella resurrezione, con Lui, in questo mondo, nella messa, condividiamo la sua glorificazione. Con questi presupposti la Messa diventa un fatto molto impegnativo. Non sufficiente andare ad un rito, non basta cantare o ascoltare perch queste sono cose che rientrano nel mistero, non sono il mistero. Accostandoci allEucarestia noi ci accostiamo veramente al mistero della croce. Ges, nel dare ai suoi discepoli il comando di celebrare la memoria della sua morte, li educa a vivere lunico evento determinante la storia perch, attraverso il rito della Messa, possano stare sulla croce come Ges che, nel porre i segni dellultima cena, era gi sulla croce offrendo il suo Corpo e il Suo sangue per lumanit. Attraverso lesperienza sensibile della celebrazione eucaristica che pone in atto i gesti di Ges, la Chiesa di tutti i tempi viene assunta nellatto sacrificale di Cristo il quale, solidale nel suo sacrificio con tutti gli uomini, raggiunge in concreto ogni credente, facendovi passare la sua morte e rendendolo partecipe della sua resurrezione. Leggendo i versetti di Paolo dove dice: chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, mangia e beve la propria condanna viene alla mente il comportamento di Pietro, nel contesto della lavanda dei piedi, quando Ges gli lava i piedi: Gli disse Simon Pietro: <>. Gli rispose Ges: <>.[Gv 13,8] Ora cosa vuol dire Ges con la lavanda dei piedi? In quel Ges che lava i piedi, c Ges che comunica la sua morte, il suo amare fino in fondo, comunica la sua croce e Pietro, con le sue parole non accetta che la croce diventi il senso della sua vita. In quel <> lapostolo dice: Io non voglio amare gli uomini fino ad andare in croce. Questo il dramma di tutti ! Di fronte al mistero della croce diciamo: Signore io ti seguo, per di amare fino in fondo non me la sento . Ma Ges replica : <> Se non partecipi alla mia morte di amore, non parteciperai alla mia resurrezione. Ecco perch per entrare nella comprensione vera del mistero eucaristico, ci dobbiamo innamorare della Croce. Il Battesimo nasce dalla Croce. Il discepolo vive della croce e lo Spirito Santo nella Cresima ci introduce in questa obbedienza totale nelle mani del Padre. Ogni volta che noi non accettiamo la croce, veniamo meno al totale abbandono nelle mani del Padre e come Pietro diciamo: <> . Dicendo ci come possiamo accedere ai doni eucaristici ? Ecco perch quando noi veniamo a Messa , dobbiamo cercare di intuire queste mirabili verit che se anche sono alte, sono la realt che stiamo celebrando. Ges, che conosceva perfettamente lo stile della nostra esistenza e le nostre povert, ci ha fatto capire che andare allEucarestia vivere la sua stessa morte. In che modo? Riandando allinsegnamento del Maestro, ci accorgiamo che Ges ci ha lasciato questo memoriale, questo testamento della sua croce nel quale lumanit salvata attraverso il banchetto, attraverso la convivialit. E quando Ges ha detto: prendete e mangiate; prendete e bevete ha voluto esprimere, attraverso questi imperativi, che il mistero dellEucarestia nellordine e nel segno anche mangiare e bere. Quando noi ci accostiamo al grande evento dellEucarestia concludiamo il nostro essere Chiesa nel Mangiare e nel Bere. Ma qual il valore che Ges ha messo in questo Mangiare e Bere? Qui ci dobbiamo scontrare con un interpretazione limitata della gestualit di Ges nellultima cena. Lo specifico dellultima cena non era il semplice gesto materiale del mangiare e del bere, ma il senso sotteso da queste azioni. Ges dicendo prendete e mangiate; prendete e bevete ha voluto affermare questa mirabile verit: condividete il senso della mia vita. Il mistero eucaristico si ritraduce quindi nel mangiare e nel bere il corpo e il sangue di Cristo crocifisso, facendo s che il senso della vita di Cristo diventi il senso della nostra vita. Ecco le parole del sacerdote che ci porge lostia Il corpo e il sangue di Cristo! e noi rispondiamo Amen; in questo amen noi accettiamo di fare nostro latteggiamento interiore di Ges sulla croce. Ogni volta che ci accostiamo in verit allEucarestia siamo persone che nel cammino della nostra vita continuamente moriamo e risorgiamo con il Signore. Possiamo quindi trarre delle conclusioni che ci aiutano a comprendere come tutto il cammino della nostra iniziazione cristiana sia orientato a vivere il mistero della Croce. Luomo di oggi non sa capire lEucarestia perch non capisce il suo Battesimo e non comprende la sua Cresima . Pastoralmente questo un problema che sottende una grossa e grave domanda: Luomo di oggi idoneo a celebrare lEucarestia? La risposta la dobbiamo dare noi, perch luomo contemporaneo siamo noi. Davanti a questa domanda noi per poter rispondere dobbiamo ripercorrere, ogni giorno, per quanto ci possibile, il cammino compiuto da Ges. Oggi in prima persona siamo chiamati ad essere discepoli, oggi siamo chiamati a salire con Ges a Gerusalemme, oggi attraverso il Battesimo, riceviamo la missione di vivere solo del Maestro. Oggi possiamo dire di vivere, sia pure in fase di conversione, questo intenso desiderio di essere viventi nel maestro rivivendo il nostro Battesimo? Ebbene posso rivivere la gioia del Battesimo e del discepolato solo mettendomi, sotto lazione e la guida dello Spirito Santo, in atteggiamento di totale obbedienza. Vivere, gi come esperienza umana, obbedire. Nellesperienza di Ges essere discepolo unobbedienza in atto. Essere cresimati vuol dire entrare nellesperienza del martirio, e il martirio lEucarestia! NellEucarestia, vivendo fino in fondo la nostra condizione di obbedienza in Cristo Ges sulla croce, diciamo: Avendo amato gli uomini che erano nel mondo, li am sino alla fine Questa la gioia dellEucarestia, questa la fecondit delliniziazione Cristiana, questo avere ogni giorno il nostro sguardo rivolto al mistero di Ges. Come sarebbe bello ogni volta che andiamo a Messa dire a noi stessi: sto salendo sul calvario, per essere inchiodato sulla croce del Maestro e condividere la sua resurrezione. Nella Messa , alla comunione ci sono due bellissime espressioni, la prima quando il Sacerdote spezza il pane, noi come fedeli diciamo Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi piet di noi e il sacerdote ci riporta le parole del Battista: Ecco lagnello di Dio che toglie i peccati del Mondo e in questo momento, a livello di fede, noi ci ritroviamo in quel pane che lagnello di Dio che toglie i peccati del mondo: tutto il mistero della Messa. Subito dopo il sacerdote usa quella mirabile espressione: Beati gli invitati alla cena del Signore che nellApocalisse : Beati gli invitati alle nozze dellAgnello. Ora chi nellAgnello di Dio che toglie i peccati del mondo, processionalmente va alle sue nozze. Allora lEucarestia la celebrazione del fidanzamento mistico con Ges in vista del matrimonio eterno con lAgnello nella Gerusalemme del Cielo. Fare questo esercizio nelle Messe che abbiamo ancora davanti a noi prima di morire, rivivendo questi sentimenti,ci far stare allultima cena dei cieli; saremo nella realt sulla croce e con il cuore saremo tutti attenti alla liturgia del Banchetto eterno nella Gerusalemme del Cielo.